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Il progetto e la realizzazione della nuova Stazione Tiburtina di Roma è stata affidata a Paolo Desideri, primo ospite della seconda serie di A2, e allo studio di architettura associato ABDR Architects. Paolo Desideri è inoltre Professore ordinario di Composizione Architettonica e urbana presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre, dove insegna dal 1985. Numerose sono le sue partecipazioni come Visiting Lecturer presso le più prestigiose università internazionali (Berkeley, Stoccarda, Vienna).

Il loro progetto è risultato vincitore del concorso internazionale per la nuova Stazione Tiburtina Alta Velocità di Roma indetto dalla Rete Ferroviaria Italiana. La proposta del bando è l’occasione per la costruzione di una nuova centralità urbana, in grado di riconnettere spazialmente e fisicamente i due quartieri Nomentano e Pietralata, storicamente separati dal tracciato ferroviario.

La nuova stazione è caratterizzata da uno sviluppo bipolare che, oltre all’insieme di funzioni di scambio gomma-ferro, pubblico-privato, urbano-extraurbano, comprende la realizzazione del complesso sistema di funzioni direzionali, commerciali, ricettive e culturali previste dal Piano di Assetto per un totale di 48000 mq. Il progetto mette in valore tracciati ed assialità presenti nei contesti locali, affidando ad essi le occasioni per la riconnessione della Nuova Stazione alla realtà fisica dei due contesti di appartenenza.

La grande galleria pedonale costruita sul sedime ferroviario si pone non solo come Stazione-Ponte, ma anche come grande Boulevard urbano coperto, occasione di scambio non solo intermodale ma anche sociale e urbano. L’idea spaziale suggerisce un grande contenitore all’interno del quale galleggiano volumetrie sospese della dimensione media di 300 mq. Volumetrie che ospiteranno le funzioni di maggior pregio: vip lounges, internet offices, uffici privati e ristorazione. Le caratteristiche dei volumi risultano coerenti con le esigenze strutturali, che suggeriscono un assetto “tutto appeso”.

Questa scelta è in grado di ottimizzare le  campate strutturali dei solai superiori, eliminando le criticità derivanti dalle vibrazioni trasmesse dal traffico ferroviario alla struttura e di valorizzare le condizioni bioclimatiche  del progetto. Il sistema urbano costruito dalle piazze ascendenti e discendenti è concluso perpendicolarmente sul Fronte Nomentano dalla quinta edilizia delle volumetrie per gli uffici FFSS, al centro delle quali, con spettacolare inclinazione di circa 30 gradi, irrompe sullo spazio urbano il Ponte della Nuova Stazione ferroviaria. A Pietralata, un grande atrio urbano riconnette la funzione urbana con le nascenti direzionalità del settore est della città.

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