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Come sarà, come si sta trasformando, come verrà costruita, come la vivremo la casa del futuro?

Il tema della casa è da sempre centrale e mai come ora ci si interroga sul suo futuro, forti della continua e incalzante evoluzione delle tecnologie abitative e costruttive. Dalle sperimentazioni ai concept, dalle nuove realizzazioni ai materiali e alle tecnologie costruttive innovative che ottimizzano flessibilità, mobilità e personalizzazione, ecco una panoramica su un futuro possibile, ma soprattutto etico e sostenibile, delle unità abitative e non solo.

Scopriamo i progetti più innovativi.

La casa del futuro autosufficiente

la casa del futuro

Amie 1.0 Additive Manufacturing Integrated Energy

Lo studio Skidmore, Owings & Merrill ha progettato Amie 1.0 (acronimo di Additive Manufacturing Integrated Energy), abitazione autosufficiente ed ecosostenibile costituita da moduli stampati in 3D completamente riciclabili. I pannelli stampati costituiscono un guscio di 11,5×3,5×4 metri di altezza e sono rinforzati da uno scheletro portante in acciaio. Tutte le sue componenti possono essere smontate, macinate e riutilizzate. All’interno è stato previsto uno strato isolante per creare un involucro termico performante e dal ridotto spessore, per consentire la collocazione dell’abitazione anche in zone climatiche estreme.

I pannelli fotovoltaici flessibili integrati nel tetto, insieme alla possibilità di alimentarsi direttamente da un’auto ibrida, la cui batteria può fornire energia con la tecnologia wireless, rendono la casa autosufficiente anche dal punto di vista energetico. Il progetto era candidato per il Well Tech Award 2018, sezione sostenibilità.

La casa del futuro

La casa del futuro

L’installazione Frame Emotions

È di Alexander Bellman con Gruppo C14 l’installazione Frame Emotions che, esposta nel Cortile d’Onore dell’Università degli Studi di Milano durante la scorsa Design Week nell’ambito di “Interni House in Motion”, nasce dalla riflessione sulla frenesia quotidiana del mondo contemporaneo per arrivare a immaginare il futuro della casa.

La casa del futuro

L’installazione Frame Emotions

Un progetto attorno al concetto di mobilità, che sfrutta la velocità e l’immediatezza delle tecnologie più avanzate, proponendo una visione al rallentatore della realtà quotidiana. Il rapporto tra informazioni digitali e dati sensibili, tra metri quadrati e pixel influenza anche lo spazio che abitiamo, creando stanze virtuali che prendono forma sui dispositivi mobili, ad altissima velocità, secondo le logiche dell’intelligenza artificiale.

La casa del futuro

L’installazione Frame Emotions

Sponsorizzata da Samsung Electronics Italia e luci di Linea Light, l’installazione mette a confronto casa tradizionale e casa contemporanea.(Courtesy of Interni magazine; foto SLV Saverio Lombardi Vallauri CPA Paolo Consaga)

La casa del futuro stampata in 3D

La casa del futuro

Il progetto 3D Housing di CLS Architetti

Il progetto 3D Housing di CLS Architetti, vincitore del premio Best Sustainability 2018 nell’ambito del Milan Design Award attribuito alle sei migliori installazioni del Fuorisalone, esplora le potenzialità delle stampanti 3D nel campo dell’architettura basandosi su cinque parole chiave: creatività, sostenibilità, flessibilità, “affordabilità” e rapidità. Spiegano gli architetti: “L’esterno si può esprimere con una forma morbida e sinuosa, che s’inserisce con naturalezza nell’architettura della città.
La forma organica della, casa con il giardino sul tetto, l’orto, gli alberi permettono un approccio umano”. Questo processo di costruzione è sostenibile ed ecologico perché realizzato con polveri di cemento derivate da demolizioni. Inoltre, se la casa venisse distrutta, i suoi detriti potrebbero essere riutilizzati per realizzare una nuova costruzione con impatto zero mentre il facile trasporto della stampante consentirebbe la messa in opera immediata in situazioni di rischio, di emergenza o catastrofe.
Risultato di una ricerca sulle possibilità che le stampanti 3D offrono nel campo dell’architettura ecosostenibile, 3D Housing è stata realizzata per la Milano Design Week 2018 in collaborazione con Italcementi, Arup, Cybe (foto Luca Rotondo).

Micro-suite portatile

La casa del futuro

Eden Luxury Portable Suite

Progettata da Michele Perlini, Eden Luxury Portable Suite è La “microsuite” portatile, intelligente e autosufficiente, definita come “innovativo concept plug&play che amplia gli orizzonti del turismo emozionale”. Alimentata a energia solare, non necessita di allacci e si può installare dovunque: in cima a una scogliera, in una foresta, tra le montagne o in riva al mare…L’unità è completamente prefabbricata e trasportabile su strada o anche via elicottero, già completa di interni.

Micro suite portatile

Eden Luxury Portable Suite

Micro suite portatile

Eden Luxury Portable Suite

Il modulo base ha dimensioni 6×3 metri e si caratterizza per la grande vetrata sul prospetto, con tanto di terrazza a tutta lunghezza. Le versioni 9×3 m e 12×3 m possono avere anche due camere da letto, zona living e sauna. Il rivestimento esterno è in doghe di larice proveniente da boschi controllati.

Museo domestico

La casa del futuro

L’installazione .pico museo domestico

Non di unità abitativa si tratta ma di concept espositivo: è .pico museo domestico, disegnato da Giorgio Zaetta con la galleria di arte contemporanea Zero… che, realizzato in gesso da Plasterego, si propone come un omaggio a Pico della Mirandola, studioso e sperimentatore (1463-1494) fuori dagli schemi. “Stressando la materia gesso, ai limiti della propria resa tecnica”, spiega Zaetta, “è nato un rivestimento tridimensionale a esagoni sfalsati, capace di creare una texture continua assemblata a secco (come nella prefabbricazione)”.

La casa del futuro

L’installazione .pico museo domestico

Qui “si entra in un territorio ibrido, dove fattori come cura, approfondimento e attenzione vanno alla ricerca di possibili forme e funzioni”. Ne risulta un luogo curioso, tra riflessi e ombre, rivolto per lo più a collezionisti in cerca di nuove modalità espositive, ma nel quale i visitatori di Interni House in Motion, durante la Design Week lo scorso aprile, si potevano rifugiare per osservare una selezione di tre opere di Cally Spooner, Enzo Cucchi e Yuri Ancarani (foto Alessio Guarino).

La capsula eco

La capsula eco

Ecocapsule, di Nice Architects

Ecocapsule, di Nice Architects (studio basato a Bratislava, composto da Tomas Zacek, Igor Zacek, Sona Pohlova e Matej Pospisil), è una casa in fibra di vetro e alluminio alimentata da energia eolica e solare e completamente autosufficiente, candidata al Well Tech Award 2018, sezione sostenibilità. I suoi utilizzi vanno dalla micro casa di vacanza al pop-up hotel, fino alla stazione di  ricarica per auto elettriche.

La capsula eco

Ecocapsule, di Nice Architects

Ogni unità soddisfa i requisiti di trasporto in container (4,48×2,24xh2,62 metri; altezza della pala eolica 4,5 metri, peso 1.200 kg/1.900 kg con serbatoi d’acqua pieni) ed è attrezzata con letto matrimoniale pieghevole, tavolo, cucina, armadio e bagno con doccia. La facilità di trasporto la rende adatta a situazioni di emergenza.

In continua evoluzione

la casa del futuro

Wimbledon House

Una dimora pensata per evolversi nel tempo e adattarsi alle nuove tecnologie e ad eventuali cambiamenti di destinazione. Questi i principi progettuali che guidarono la Wimbledon House, nota anche come Rogers House, casa monopiano progettata negli anni Sessanta da Richard Rogers per i suoi genitori, al 22 di Parkside, a Wimbledon.
L’edificio era caratterizzato da facciate interamente vetrate, pensate per unire in un tutt’uno interni ed esterni. Dalla struttura modulare scaturisce una composizione definita da cornici d’acciaio  iconiche e riconoscibili. Recentemente ristrutturata dallo studio Gumuchdjian Architects, è oggi utilizzata per incontri e seminari degli studenti della Graduate School of Design dell’Università di Harvard (Harvard GS D) che, non a caso, seguono il percorso di studi dedicato al futuro alternativo e sostenibile dell’urbanistica.

La casa del futuro

Wimbledon House

Tra le peculiarità della ristrutturazione della Wimbledon House, l’inserimento nel progetto di due wet room all’interno della Lodge, dalle superfici interamente rivestite in HI-MACS®. “22 Parkside non è solo una struttura iconica, non un semplice ‘luogo dove vivere’ né tanto meno solo un edificio storico avanguardista; è una casa con un’anima e una memoria proprie. Un luogo con un’aura particolare. La nostra ambizione e la volontà dei nostri collaboratori erano di conservare queste qualità, pur portandole con noi nel ventunesimo secolo” dichiara Philip Gumuchdjian.

La casa galleggiante

La casa galleggiante

WaterNest 100 di Giancarlo Zema

WaterNest 100 di Giancarlo Zema – EcoFloLife, candidata al Well Tech Award 2018 nella sezione sostenibilità, è una casa galleggiante riciclabile al 98%, realizzata in legno lamellare riciclato, con scafo in alluminio.
In cucina e in bagno la luce naturale arriva direttamente dalle finestre posizionate sul tetto in legno mentre le balconate consentono la visuale diretta sull’acqua. Il sofisticato sistema di micro ventilazione e condizionamento interno fa di WaterNest 100 un’unità classificata a basso consumo per il residenziale.

di Sabrina Sciama

 

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