alice lifestyle leonardo marcopolo

l panorama sul Pincio e su Villa Borghese è tra i più belli di Roma e l’appartamento su tre livelli, in un palazzo d’epoca, ne cattura scorci davvero unici.
Soprattutto dalla terrazza, un grande living all’aperto, che le miti ottobrate romane rendono godibile a lungo, vissuto come un’estensione degli spazi interni, con cui condivide l’impostazione stilistica.

casa a Roma: una terrazza dal panorama unico

Con un panorama unico sul Pincio e su Villa Borghese, la terrazza è arredata con la collezione Pure Sofa di Tribù; perimetrali alla terrazza, le panche in legno con cuscinature. Ai due lati della grande vetrata del living, i due servomuti in terracotta a grandezza naturale sono del primo Novecento.

La firma è quella di Monica Ballesio Interiors, che ha raccolto l’eredità professionale di TFS Interiors.
“In un progetto è importante saper valorizzare lo spirito e la personalità del cliente, saper capire i suoi gusti, le sue abitudini, le sue aspettative, per ottenere un risultato realmente su misura, con ambienti eleganti e senza tempo, siano essi classici o contemporanei”, spiega l’architetta Ballesio, che nel suo incarico di interior designer di questo appartamento ha messo in campo tutta la sua esperienza, acquisita a livello internazionale.

Creare ambienti “su misura” è il suo leit motiv, che non si riferisce solo alla spazialità degli ambienti e alla loro ottimizzazione funzionale: l’abilità di Monica consiste nel riuscire a connotarli, a creare uno stile che sia realmente espressione di chi vi abita e in cui, nello stesso tempo, anche l’architetto possa identificarsi.

Un lavoro che vede alla base un briefing accurato, in cui l’architetto traccia una sorta di ritratto del cliente e una scaletta delle sue richieste: “Nel caso di questo appartamento, dalle superfici
e dall’architettura importante, in un palazzo di primo Novecento, la richiesta era di un “refreshing”, per rendere gli ambienti più freschi e dinamici, pur mantenendo le volumetrie originali e l’eleganza formale che si addiceva alla struttura.

Il terrazzo di una casa a Roma

Creare ambienti su misura, questo il leit motiv di un
progetto spaziale e funzionale.

Insomma, rimodernare senza stravolgere. Un compito tutt’altro che facile, che imponeva un grande equilibrio, per non lasciarsi tentare da derive minimaliste o decorativiste”, continua l’architetta.
Come sempre, la misura è nel mezzo e Monica ha saputo destreggiarsi abilmente tra forme, colori, trame, attuando quella compenetrazione, nel segno della continuità, tra interni ed esterni, dettata dalla particolare posizione del palazzo: sulla terrazza, ai lati della vetrata, i due servomuti, due sculture a grandezza naturale in terracotta del primo Novecento, sembrano custodi di questa alchimia.

Il living

In salotto, divani su disegno, con rivestimento in ciniglia di Dominique Kiefer; su disegno anche i tavolini e le poltrone.
Tra le due finestre, evidenziate da cornici che definiscono il panorama come se fosse un quadro, una foto di Igor Mitoraj.

Gli interni scorrono uno dopo l’altro, in senso orizzontale e verticale: un grande salone e le camere da letto al primo livello; un secondo salone e la zona ospiti al secondo e la suite padronale al terzo livello, nel segno di un progetto decorativo che non viene mai meno all’imperativo della funzionalità e che si focalizza sui dettagli con cura quasi maniacale perché, come sostiene Monica Ballesio, “la differenza è nei particolari”.

Così, “Quasi tutti gli elementi di arredo sono stati realizzati su disegno, mixando materiali e finiture diverse, come per il tavolo in noce scuro lucidato a poliestere con inserti cromati”.

la sala gioco nella casa a Roma

Al livello intermedio dei tre che compongono l’appartamento, l’angolo gioco accanto al camino in legno laccato e metallo, con tavolo in legno naturale su disegno. Alle pareti, boiserie su disegno con inserti in vetro retrodipinto grigio polvere che sembrano allungarsi, in colore a contrasto, nei rigati del tendaggio. A sinistra del camino, la porta cela una zona bar; lampada di Anna Lari e, in primo piano, poltroncine Alba di Porada, con schienale in legno curvato.

La gamma di toni chiari di tendaggi, tappezzerie e rivestimenti murali viene abilmente e armonicamente strutturata: nella sala gioco, la boiserie si arricchisce di bacchette in vetro retrodipinto grigio polvere che ne definiscono l’orizzontalità e che vanno idealmente ad incontrare e a coincidere con le linee dorate, anch’esse orizzontali, delle tende a righe.

Un gioco di linee che viene replicato nel soffitto a cassettoni in gesso, nella cornice in legno laccato e metallo del camino, nella simmetria delle due porte ai suoi lati.

Il tavolo nella zona living

Al primo livello dell’appartamento, il living con la zona pranzo. Il tavolo, in legno di noce scuro lucidato a poliestere con inserti di bacchette cromate, e le sedie, sono realizzati su disegno Monica Ballesio Interiors. Alle pareti, lambris in legno laccato e rivestimento in tessuto. Foto di Carlo Gavazzeni

Casa a Roma: la cucina

In cucina, arredi di Arclinea e boiserie di contenimento realizzata su disegno in legno laccato, come le porte.

la zona cucina

La cucina

Proprio la simmetria è in un certo senso alla base del progetto compositivo di questa dimora, lo strumento con cui Monica Ballesio aggiunge equilibrio agli spazi, investendoli anche di una classicità leggera, atemporale ed intima, affidata all’estro del progettista e alla sapiente cura degli artigiani che hanno realizzato gli arredi su disegno. “Credo molto nel valore e nell’autenticità dell’artigianato italiano che”, spiega l’architetta, “mi dà la possibilità di esprimermi con libertà nei miei progetti, di interpretare le tendenze e la sensibilità del committente, riuscendo ad accogliere le sue esigenze”.

La camera da letto

Nella camera con soffitto affrescato originale, letto su disegno rivestito in alcantara; lampade in perspex di Porta Romana; coiffeuse Beauty di Porada, con struttura rivestita a specchio, serie numerata.

L'angolo studio della camera da letto

L’angolo studio della camera; quadro di Valeria Corvino; sedia Ghost di Kartell.

L’architettura d’interni è un mondo complesso, complicato e sicuramente affascinante. Ma è soprattutto un lavoro di squadra, in cui il progettista, oltre a confrontarsi con il suo cliente, lavora gomito a gomito con tecnici, consulenti, artigiani, fornitori”. Un percorso che Monica Ballesio compie fino in fondo, dall’idea alla concreta attuazione del progetto, nel segno della creatività, dell’estetica e della funzionalità.

di Bianca Pezzi
Foto di Gianni Franchellucci

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