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Nell’antica terra della Valle d’Itria, in Puglia, famosa per i trulli, le tipiche abitazioni in pietra a forma di cono che punteggiano un paesaggio prevalentemente agricolo, la città di Martina Franca spicca con le sue architetture barocche e rococò, con le sue case strette e a sviluppo verticale, su due o tre livelli, i cui locali al pian terreno o parzialmente interrati, erano adibiti a bottega o, più spesso, a stalla.

la facciata dell'edificio

la facciata del palazzetto nella tipica architettura barocco/martinese, difficilmente riscontrabile in edifici
di modeste dimensioni, e la piccola terrazza.

Ed è proprio una di queste vecchie abitazioni, da destinare alle vacanze, che una coppia emiliana ha acquistato, incaricando l’architetto Mirko Ermenegildo Pozzi del restauro e della ristrutturazione. In pieno centro storico, su tre livelli, con una superficie di circa cento metri quadri e soffitti a volta con un’altezza media di 4,5 metri, all’esterno la casa si caratterizza per l’apparato decorativo della facciata, con porte e finestre inscritte in cornici e frontoni in pietra locale.

L'arredamento esterno della casa

L’arredamento esterno

“Ho sempre avuto una particolare predisposizione ai lavori di restauro e ristrutturazione”, spiega l’architetto Pozzi, pugliese, che si divide tra la terra d’origine e Firenze, dove si è laureato.

“In questa regione ho traslato la mia passione per le antiche dimore, incamerando e trasferendo anche l’esperienza fiorentina che nel corso degli anni ho acquisito. Obiettivo dell’intervento dedicato a questo progetto era quello di mantenerne la forte identità locale, recuperando i vecchi pavimenti in chianca, riportati alla luce con lo svellimento degli strati posticci che li ricoprivano, e i camini e le volte occultati da una serie di interventi e superfetazioni”.

Dettagli della zona giorno

La zona giorno al piano terra, arredata con mobili e complementi acquistati nei mercatini d’antiquariato locali

La zona giorno

Opere di tappezzeria di Giuseppe Gallo, a Modugno; tessuti stampati a mano di Idarica Gazzoni Frascara; coffee table in ferro e zinco su disegno di Mirko Pozzi; lampade in terracotta di Mimmo Vestita, a Grottaglie; opere di falegnameria di Piero Serio, a Locorotondo.

Gli sforzi progettuali si sono concentrati nell’assecondare, da una parte, le esigenze dei proprietari di avere una dimora comoda e confortevole per le vacanze e, dall’altra, nel mantenere le peculiarità costruttive e architettoniche.

L’utilizzo di maestranze e materiali locali a chilometro zero ha certamente favorito la buona riuscita del progetto, con il ricorso a vecchie fornaci del posto per la terracotta; a scalpellini di grande
tradizione martinese; a lattonieri ormai introvabili e ad uno staff di artigiani, contribuendo, anche se in minima parte, alla rivalutazione di un patrimonio edilizio per troppo tempo trascurato. Insieme alla committenza, l’architetto Pozzi si è interessato anche del design d’interni.

L'arredamento della cucina rustica

nella rustica cucina, uniche eccezioni alla territorialità che caratterizza tutte le forniture sono i rubinetti di Rubinetterie Fiorentine, Firenze, e le lampade di Lampe Gras, Parigi.

Gli angoli della cucina rustica

L’angolo pranzo della cucina rustica

“Per molte domeniche”, racconta, “ci siamo svegliati all’alba, per esplorare i banchi dei mercatini di antiquariato di Ostuni e Martina Franca, cercando mobili e complementi di tradizione locale. Piatti, arredi, vecchi vasi e quadri sono frutto di una certosina ricerca che non solo ha arricchito la mia esperienza ma ha contribuito ad ampliare la mia conoscenza della cultura del luogo.

La scala interna della casa

Snodo di raccordo fra i tre livelli, la scala è frutto di un delicato intervento di rimodellamento di quella che già esisteva.

Ma ciò che di questo lavoro mi ha reso maggiormente orgoglioso”, prosegue l’architetto Mirko Pozzi, “è stata, oltre alla realizzazione di una nuova scala di raccordo fra i tre livelli, anche la costruzione in muratura di una garitta, la riproduzione di un torrino d’avvistamento, tipico delle masserie pugliesi, da destinare a bagno nella zona del livello seminterrato, riservata agli ospiti”.

Dettaglio della zona ospiti

Al piano seminterrato, con accesso indipendente dalla strada, si trova la zona ospiti. Il lungo divano in muratura, che all’occorrenza può fungere da letto, è tappezzato con i tessuti di Giuseppe Gallo.

Il progetto del bagno nella garitta

La garitta era il torrino di avvistamento tipico delle masserie pugliesi che l’architetto ha trasformato in bagno

Dettagli del bagno nella camera padronale

Nel bagno, lavabo in terracotta smaltata all’interno, come i vecchi recipienti per l’acqua da bere; il tappetino è un fisculo, il filtro dei vecchi frantoi oleari in pietra, realizzato in canapa da Adolfo Cazzato, a Specchia.

La camera da letto romantica

Anche in camera da letto, lavori di tappezzeria di Giuseppe Gallo con i tessuti di Idarica Gazzoni Frascara; armadio su misura realizzato con vecchie assi di cantiere da Piero Serio; sgabelli in terracotta accanto al camino di Giampiero Indino.

Scopri tutto il progetto di questa casa nel numero di gennaio di Case & Stili

di Robert Paulo Prall
Foto di Gianni Franchellucci

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