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Immobiliare montagna: in lizza con Stoccolma per le olimpiadi invernali del 2026 l’asse Cortina-Milano si prepara ad una sfida anche immobiliare

Con la fuoriuscita di una città candidata di peso come la canadese Calgary, lo scenario delle Olimpiadi invernali del 2026 lascia in lizza solo Stoccolma e l’asse Cortina d’Ampezzo – Milano.
Un rush a due, quindi, che nel caso in cui il tandem tricolore dovesse conquistare la nomina da parte del Comitato Olimpico, aprirebbe non soltanto per la Perla delle Dolomiti e per il capoluogo lombardo ma anche per la vicina Valtellina, importanti prospettive di business sul fronte dell’edilizia e del mercato del mattone.

Due settori che rendono le Olimpiadi, estive o invernali che siano, un volano economico formidabile. Ci sarà un anno di tempo per conoscere chi coronerà il suo sogno. Intanto, per Cortina e per Milano i venti della crisi immobiliare non soffiano più e gli affari hanno ripreso a crescere.

Immobiliare montagna: Cortina

Immagine di pista da sci a Cortina

“Cortina rimane una mèta molto ambita dalla domanda di rango e ha un mercato storicamente sostenuto dalla scarsità dell’offerta, per l’impossibilità di costruire nuovi immobili o ampliare le cubature esistenti, nel rispetto dei rigidi vincoli paesaggistici introdotti fin dagli anni Settanta”, spiega Maria Grazia Franchi, office manager locale per Engel&Völkers. Nella capitale della regione culturale della Ladinia, su un totale di 300 immobili in vendita, il mercato della ristrutturazione al nuovo rappresenta non più del 10%.
Le zone più ricercate restano Cianderies, Via Spiga, Via Menardi, via del Castello e, in centro, Corso Italia, con tempi di compravendita di almeno sei mesi per case in ottima posizione e periodi anche di due anni per immobili meno panoramici.
“Le compravendite risultano comunque in crescita negli ultimi 24 mesi e a trainarle è una domanda quasi esclusivamente costituita da acquirenti italiani, interessati ad una seconda casa per le vacanze e anche ad un potenziale investimento nel mercato delle locazioni, che invece attrae una domanda internazionale”, aggiunge Franchi.

Foto di una casa a Cortina

La tipologia di immobile di livello più richiesta a Cortina è l’appartamento di dimensioni medio–grandi, fra i 100 e 120 metri quadrati, con tre camere da letto, 2-3 bagni e vista sulle montagne, in contesti condominiali di pregio. Condizione essenziale, la presenza del garage o del posto auto e la sua localizzazione: vicino al centro ma a distanza dalle principali vie di scorrimento. Secondo Engel & Völkers, i prezzi reali delle soluzioni più lussuose sono compresi tra 12.500 e 14.000 euro/mq. “I non ristrutturati, nelle migliori location, viaggiano invece tra 9.500 e 12.000 euro/mq, mentre, per quelli ubicati in posizioni poco interessanti, le quotazioni medie si abbassano fino a 6.500-8.500 euro/mq”. Costi cui si aggiungono quelli della ristrutturazione, nell’ordine di 2.000 euro/mq.

Immobiliare montagna: l’Alta Valtellina

foto di una casa in alta valtellina

Trend differente, invece, in Alta Valtellina, dove slalom e discese delle possibili Olimpiadi 2026 si concentrerebbero tra Bormio e Livigno. A Bormio, capoluogo del comprensorio che conta oltre 200 chilometri di piste e dove la clientela del mercato del mattone proviene soprattutto da Milano, il 2018 chiude, a detta degli agenti immobiliari locali, con un leggero calo di compravendite e
di prezzi. “L’appartamento da 70 mq è l’oggetto più richiesto. Se di buona qualità e vicino alle piste da sci, queste soluzioni valgono attualmente tra 4.000 e 6.000 euro/mq”, riferisce l’agente immobiliare Mario Boscacci.

foto di una casa in Alta Valtellina

Infine Milano che, in caso di aggiudicazione delle Olimpiadi, dovrebbe essere, con i suoi palasport recuperati e aggiornati, il teatro delle gare sul ghiaccio, hockey e pattinaggio soprattutto. Area di maggiori potenzialità è quella di Assago, comune dell’hinterland e sede del Forum, ovvero uno dei palasport più grandi d’Europa, con 12.700 posti a sedere, costruito dalla famiglia Cabassi dopo il crollo del soffitto per un’eccezionale nevicata che, nel 1985, decretò la fine del palasport milanese di San Siro. Censito tra i comuni più ricchi d’Italia, ad Assago si continua a costruire con criteri di alta qualità.

Di Antonio Schembri

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