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Lo studio progetto CMR firma il nuovo museo di Ningbo, in Cina. Un esempio di architettura contemporanea capace di dialogare con il paesaggio.

Ci sono importanti testi di architettura che raccontano di un felice connubio tra natura e architettura contemporanea. Senza scomodare noti mostri sacri del progetto, possiamo però individuare in alcune tipologie architettoniche questa prossimità. Il museo d’arte contemporanea è sicuramente luogo di felice incontro. Non sfugge a questa regola il nuovo Ningbo Duao Art Museum, disegnato da Massimo Roj, Progetto CMR per HKE Group, colosso cinese produttore di dispositivi elettrici.

Foto degli esterni del museo di Ningbo

Il Duao Art Museum di Ningbo si sviluppa su tre piani, con l’area espositiva a piano terra; un primo piano per accogliere gli ospiti, con stanze private, giardini e ampie finestre panoramiche, e il secondo e ultimo piano, per metà al chiuso e metà all’aperto, come spazio per eventi e aggregazione sociale. Le aree al chiuso ospitano sale e
ristoranti.

Massimo Roj ama sottolineare come Progetto CMR, uno dei più importanti studi italiani di progetto, non sia uno studio di architettura, ma una società di progetto. E con società si intende proprio il concorso di tantissime competenze che, da una base storica importantissima nella realizzazione di uffici, si allarga alla consulenza strategica sul prodotto, ai masterplan (in essere molti progetti in Cina, Malesia e in Vietnam) per arrivare all’ospitalità e alla residenza.
E anche a sedi di rappresentanza e a musei, appunto, in grado di accogliere opere d’arte e di dichiarare l’identità di brand.

Il progetto del Museo di Ningbo

Il progetto del Museo di Ningbo

Peraltro proprio recentemente, la posa della prima pietra di un altro importante cantiere, a Milano (tra la decina seguiti da Progetto CMR): Spark One, a Santa Giulia, un complesso certificato LEED Platinum e tra i primi in Italia con certificazione WELL.
Tecnicismi forse per i nostri lettori, ma Progetto CMR punta moltissimo su efficienza, gestione di cantiere e soddisfazione di clienti e tenant di livello. Tornando al museo, occorre sottilineare l’inserimento dell’edificio in una suggestiva area di montagna alle porte di Ningbo, nella provincia cinese di Zhejiang. Un nuovo centro delle arti visive, dove artisti e intellettuali si
potessero incontrare per condividere le idee.

Foto degli interni del museo di Ningbo

Nel cuore di un’area montuosa alle porte di Ningbo, il museo presenta sette ali esterne, tutte collegate ad un nucleo centrale, dal quale si diramano verso direzioni
diverse, con panorami e luci differenti. L’attento studio preliminare del paesaggio ha permesso, infatti, di dotare ogni ala di una sua specifica ed unica vista.

Un’area un tempo dedicata alle scorte di cibo per l’esercito e destinata oggi a divenire incubatore di idee e arte: cibo per la mente, in poche parole. Il progetto è stato guidato da una relazione simbolica con l’intorno, una simbiosi con l’ambiente. Da un nucleo centrale si sviluppano sette ali a raggiera, con differenti scorci sul paesaggio e conferendo al museo carattere intimo e privato, ideale fonte per artisti e curatori. Tre i piani, con specifiche funzioni e con un’area espositiva situata a piano terra, caratterizzato da presenza
di giardini di bamboo e di sculture mimetiche. Un continuo gioco di spostamento di confine tra il costruito e la natura, fortemente ricercato ed esaltato dall’esito formale dell’edificio.

di Giorgio Tartaro

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