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Chi vive a Roma sa bene che è sufficiente percorrere un tratto di Salaria in direzione di Rieti per trovarsi catapultato, dopo un’ora circa di strada, in una dimensione completamente estranea alla città, fatta di boschi, caratteristici borghi e distese di uliveti.

Grazia De Michele

“Il mio rapporto con la campagna è vitale”, confessa Grazia Di Michele. “Sento un bisogno estremo di isolarmi dal rumore, dalla città, dal traffico e vengo qui ogni volta che posso”.

Buen retiro ideale per chi è a caccia di un’oasi di benessere non distante dalla città, venticinque anni fa, in netto anticipo rispetto alla dilagante voglia di campagna che si   respira oggi, questo territorio ha conquistato anche Grazia Di Michele, cantautrice romana di successo e docente della scuola del programma televisivo “Amici”, e sua sorella Joanna, che di lì a poco avrebbe lasciato gli Stati Uniti per ristabilirsi in Italia.

La terrazza sul verde

In queste pagine, la grande terrazza protesa sulla vallata del casale principale, circondato da 25 ettari di campagna che integra alberi da frutto, aree boschive e un grande uliveto. Per il servizio, Grazia Di Michele indossa gli abiti tailor made di Roberto Prili Di Rado

Il desiderio di avere un punto di appoggio non distante da Roma, dove potersi rilassare al rientro dalle tournée e dai viaggi, fa maturare così l’idea di comprare un grande appezzamento di terreno -circa 25 ettari – e di edificarvi un casale, progettato secondo un personale parametro di gusto.

Il giardino delle meraviglie

Nella campagna e nel giardino, ogni pianta è stata messa a dimora giorno dopo giorno, selezionata nel pieno rispetto dell’ambiente naturale, rifuggendo dalla tentazione di inserire specie non autoctone. Il risultato è una rigenerante distesa verde, che accoglie gli ospiti con i suoi profumi appena si varca il cancello della proprietà.

Mi innervosiscono gli ambienti pubblici che impongono musica a tutto volume, perché puoi chiudere gli occhi, ma non le orecchie. Questo, al contrario, è un ambiente low-fi, dove riesci a distinguere il canto di un uccello o il verso di un animale, un’esperienza ormai rara in una civiltà visiva, quella di un Dio che è diventato immagine e che non è più verbo. E poi questa è una delle poche zone in Italia ad ospitare ancora lucciole e farfalle”.

La sala da pranzo

Riferimenti aztechi, vasi messicani e ceramiche di fattura italiana definiscono la storia della casa, arredata a poco a poco. Nelle nicchie in peperino rosa, statue di La Paz, in Bassa California. Nella pagina successiva, Grazia di Michele posa nella cucina, rivestita con ceramiche di Vietri.

La sensazione di appagamento che regala la vista della campagna e dei monti Reatini non si affievolisce varcata la soglia di casa, una composizione armonica di arredi di famiglia e oggetti acquistati in giro per il mondo, che hanno trovato in questo ambiente la loro perfetta ragion d’essere. Come il vaso messicano a righe bianche e blu che spicca nel living, una burla degli artigiani locali nei confronti dei conquistatori spagnoli, evocati dal coperchio a forma di elmetto.

Il living

Tappeti persiani, afghani e messicani riscaldano l’ambiente, arredato con divani e poltrone di fattura artigianale e mobili di famiglia. Gli stipiti di porte e finestre sono incorniciati da marmo peperino rosa, proveniente dalle cave di Viterbo. Nella nicchia a destra della porta d’ingresso si scorgono una coppia di vasi di Venini e la tela di un pittore bulgaro del 1900.

Sul pavimento in cotto, tappeti persiani, afghani e messicani riscaldano ulteriormente l’ambiente, in un continuo rincorrersi di tradizioni e culture. “In tutta la casa ci sono oggetti che hanno una storia ed ogni pezzetto è entrato piano piano a comporne gli arredi”, spiega Grazia Di Michele.

La camera da letto

Con affaccio sul giardino, la camera da letto è la stanza dei ricordi; il letto in ferro battuto è stato realizzato da artigiani polacchi; il camino in terracotta, pezzo raro non riproducibile, è opera di un artigiano toscano; le tende sono tirolesi.

Un work in progress al quale non si sottrae neppure la zona notte, con la camera da letto della cantautrice, arredata con il letto in ferro battuto realizzato dalla squadra di artigiani polacchi che lavorato alla costruzione dei casali; le tende tirolesi acquistate a Merano.

Grazia De Michele in cucina

GUARDA LA PHOTOGALLERY DEL CASALE DI GRAZIA DI MICHELE

Di Anita Laporta

Foto di Gianni Franchellucci

 

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