Doppia anima tra antico e moderno
A misura di stile
Grafica d'interni

Mentre mostravamo in trasmissione, su Design.book, questo appartamento a Brescia, ho colto il grande lavoro progettuale per sistemare, in soli 60 metri quadri, una comoda idea di abitazione contemporanea, in una preesistenza storica. Le immagini non rendevano giustizia e allora ho chiesto a Marcio Tolotti, ospite di Design.book e propostosi su Facebook, di realizzare foto che presentassero al meglio il lavoro. 

Balzano subito all’occhio le linee appese, condotte e ricollegate nei due ambienti dell’intervento, così come il grande e trasformabile cubo luminoso della cucina (in Corian®), disegnato su misura. Un cubo che racchiude il bagno e linee appese che sospendono l’armadiatura disegnata nella zona notte al livello del pavimento zona giorno. Luce e grafica dell’interno sono i cardini guida di questo progetto, che è anche risolto per piani materici; le pareti con pietra a vista, che denunciano una importante preesistenza; le travi a vista della soffitta e la pietra del pavimento. Annota Marcio Tolotti: “Il rapporto con l’esterno, risolto mantenendo inalterati ritagli privi di ornamenti in massicce murature in pietra, appare come un vero e proprio gesto di rifiuto verso il mondo che sta fuori. Simboleggiano la pura aspirazione alla luce, non concepiti per il piacere di vedere ma semplicemente per consentire l’ingresso della luce nella forma più diretta”.

Snodo centrale del progetto è sicuramente il blocco luminoso, “elemento centrale e sintesi di tutto ciò che serve: ora è cucina, ora è bagno, ora il più funzionale dei corpi illuminanti”. Anche la scelta di pochi materiali, assegnati a piani precisi, si rivela come dichiarazione di intenti: “Quattro materiali nobili, pietra, legno, ferro e vetro, risolvono l’intero spazio, semplificano i mezzi espressivi, eliminano quanto non è essenziale e pongono le premesse di una fusione tra la casa e chi in essa vive. Lo sforzo è quello di attribuire ai materiali il significato del “tutto” e di intervenire sui dettagli. La materia, sempre naturale e mai artefatta o abbellita, diventa espressione; la lavorazione viene mostrata in quanto traccia del percorso dell’idea architettonica dal tutto alle parti”. Un discorso a parte merita il bagno “libera esibizione di elementi differenti appoggiati o a sospensione. L’acqua, a cascata dal soffitto, dilava la pietra, incide il pavimento per sgorgare addomesticata”. È quasi commovente riportare le descrizioni poetiche e rese con molto trasporto da questi giovani progettisti, ma ribadiamo che il progetto è passione. Si diceva di una idea grafica, di una messa in pagina del progetto di interni.

Ecco allora che la descrizione prosegue: “Dal disegno di una singola piastrella si scalano tutti gli elementi; nemmeno le scale di collegamento dei due livelli interrompono la continuità del piano, che pare modellarsi scendendo di quota. Il piano pavimento appare scisso dall’involucro, rispettoso di una preesistenza, pare adagiato come un’enorme lastra di pietra grezza incastonata tra murature della medesima materia”.

Descrizione che termina con un altro piccolo artificio che ha richiamato la nostra attenzione su questo progetto: “Nella fascia di rispetto, lungo il perimetro dei muri, alloggiano organicamente gli impianti la cui sintesi è affidata a terminali luminosi a stelo, cuore di comando dell’intero spazio”.

 

Credits

di Giorgio Tartaro

foto di Lucio Barbano

progetto: Studiostanza Estudoquarto, Brescia, Marcio Tolotti+Enrico Romanenghi

Aggiungi ai preferiti
Stampa
PDF
Articoli Correlati

Vivere in città

Sempre più spesso il concetto di eleganza sembra essere caduto in disuso, accantonato in favore di una praticità più rilassata o di un lusso sfacciato ed esibito. Fortunatamente, però, come sempre la generalizzazione si rivelerebbe un errore frettoloso; l’eleganza discreta, sebbene a volte sia bollata come demodé, sopravvive in molti campi. GUARDA LA PHOTOGALLERY DELLA CASA [caption id="attachment_21899" align="alignnone" width="622"] Nel living, console in corian bianco su disegno dello Studio Archline; pavimenti in resina e in gres di Mutina.[/caption] Ed è sulle colline della città di Messina, affacciata su quello stretto di mare protagonista di tante leggende e miti, che si trova questo prestigioso appartamento, sviluppato su due piani e progettato negli interni dall’architetto catanese Antonio Iraci e dal suo studio Archline. In questo angolo di Sicilia, trionfo del barocco e di una natura dai colori forti e violenti, ha preso vita questo progetto dalla rigorosa impronta minimal. Un incontro insolito ma sorprendentemente riuscito! [caption id="attachment_21897" align="alignnone" width="622"] Nel living, divani componibili Turner, di Molteni&C, disegnati da Hannes Wettstein[/caption] È un appartamento signorile e accogliente, minimale ma raffinato, che riesce nella difficile impresa di equilibrare diversi stimoli e tendenze in un insieme armonico e di indiscutibile bellezza. Già dall’ingresso si entra nel cuore sociale dell’abitazione: grande protagonista, e un po’ anche la firma di Iraci, è infatti l’ampio living, per il quale sono stati scelti toni neutri per pavimenti, pareti e per i grandi divani di Molteni, e che volutamente è in totale comunicazione con l’area pranzo ed il suo grande tavolo, attorniato da confortevolissime sedie. [caption id="attachment_21898" align="alignnone" width="622"] Fra l’area salotto e la cucina, la zona pranzo è arredata con mobili a scomparsa e tavolo disegnati dallo studio Archline; le sedie in pelle con profilo in alluminio sono il modello Fitzgerald di Poltrona Frau, disegnate da Jean-Marie Massaud. Sul tavolo, lampada a sospensione Brooklyn di Oty Light.[/caption] Nonostante il diktat minimale non si è voluto, però, rinunciare a tocchi di eclettismo, come l’incredibile scala in resina cementizia e cristallo che unisce i due piani della casa e che appare quasi sospesa nel vuoto. [caption id="attachment_21902" align="alignnone" width="622"] La scala è una struttura aerea e trasparente, in cristallo con gradini in resina cementizia. Tutti gli arredi e le pareti contenitive sono su disegno dello Studio Archline.[/caption] Ad un primo sguardo, l’insieme potrebbe risultare improntato ad una certa essenzialità, ma non serve un occhio attento per notare che, proprio come avviene per le persone eleganti, dietro a una semplicità che è apparente si nascondono numerosi dettagli raffinati e particolari: come i bei pavimenti in gres di Mutina e resina, elemento presente in tutte le stanze della casa, o le abili soluzioni pensate per un’illuminazione discreta, resa possibile anche dalla straordinaria quantità di luce che filtra dalle enormi vetrate affacciate sulla città e sul suo splendido mare. [caption id="attachment_21895" align="alignnone" width="622"] I toni neutri del living si rapportano con la trasparenza delle strutture in vetro e delle finestre a tutt’altezza e con la matericità del legno delle pareti contenitive e dei pannelli brise soleil.[/caption] Tutto è perfettamente in armonia e niente è assolutamente lasciato al caso.Dalle studiatissime volumetrie, ai sapienti tagli e persino ai pochi tocchi di colore, che ancor più si accendono nella loro quinta total white. Ne è un chiaro esempio la seduta rossa Vanity Fair di  Poltrona Frau, posta al centro dell’immacolata camera da letto padronale. [caption id="attachment_21894" align="alignnone" width="622"] In cucina, gli arredi sono realizzati su misura, su disegno di Studio Archline, con ante complanari scorrevoli entranti e a battente e con piano in corian; l’isola centrale operativa è il modello Convivium di Arclinea; pavimenti in gres di Mutina e resina[/caption] Per la cucina la scelta è ricaduta sul binomio acciaio/bianco laccato, in un insieme dalla forte impronta moderna, in cui anche la citazione di un’isola centrale, quasi un bancone bar, con tanto di sedie firmatissime, è riletta e reinterpretata in favore, ancora una volta, di una sobria eleganza. [caption id="attachment_21893" align="alignnone" width="622"] Lo studio dell’illuminazione ha previsto soluzioni molto abili, sulla base della luce naturale.[/caption] Per quanto riguarda l’illuminazione, il concept è stato curato da Viabizzuno fin nel minimo dettaglio, in modo innovativo e contemporaneo, con veri e propri tagli di luce realizzati nei soffitti. GUARDA LA PHOTOGALLERY DELLA CASA di Roberto Begnini foto di Gianni Franchellucci progetto: arch. Antonio Iraci  
CONDIVIDI

Vivere in città

Siamo ad Alberobello, cittadina pugliese patrimonio Unesco in provincia di Bari, nota soprattutto per il caratteristico centro storico totalmente disseminato dalle caratteristiche abitazioni ”a trullo”. Scopriamo una conversione d'uso molto particolare: la trasformazione e la ristrutturazione di un vecchio magazzino, a ridosso della zona storica, composto da sei volte a crociera, per una superficie totale di circa 140 mq, e da un giardino di pertinenza di oltre 400 mq. Il dialogo tra le imponenti volte in pietra (opportunamente spazzolate e lasciate a vista) ed  il leggero soppalco sospeso connota con forza e carattere lo spazio-giorno, valorizzato da un’illuminazione ricercata ma discreta. Il living, un vero e proprio open space, prevede, ovviamente, la coesistenza di più funzioni, la cui distinzione è assicurata da originali mobili contenitori e da leggere quinte in cartongesso. Nel soggiorno il camino su disegno, incassato nella spessa muratura e rivestito con lastre di ferro verniciate, amplifica la verticalità della struttura, ricoprendo il duplice ruolo di “macchina funzionale” e di “elemento decorativo”. La zona notte, su due livelli, è collegata tramite una scala rivestita in Ecomalta. La passerella che conduce alla zona relax-studio, realizzata con una struttura di acciaio i cui “appoggi statici” sono stati opportunamente nascosti, risalta le volte a vista, valorizzando nello stesso tempo la maestosa semplicità dello spazio esistente. La passione della committenza per la cucina e la convivialità si capisce dalla cucina su disegno, dotata di isola centrale, parete con cottura e blocco colonne,  ed attrezzata con elettrodomestici professionali. Elegantemente e parzialmente nascosta, grazie ad opportuni accorgimenti, la cucina è dotata della necessaria riservatezza, ma rimane, comunque, visivamente connessa alla coeva zona pranzo. Gli arredi interni sono tutti su misura e sono stati progettati e disegnati dall’architetto Veronica Giannandrea e dall’interior designer Gianni Trisciuzzi. La scelta dei pavimenti e dei rivestimenti, per il piano terra, è ricaduta su un materiale innovativo come l’Ecomalta ma anche corian, acciai, monogetti cementizi; ed ancora legni, laccature opache, pietra. Figli delle mani o della tecnologia, tradizionali o moderni, tutti i materiali utilizzati in questo intervento, nonostante la loro lontananza, appaiono concorrere ad un obiettivo unitario, ad uno scopo comune…forse solo perché tutto è più semplice quando si ha rispetto dei luoghi e della storia. Progettista: Studio VG Architetti Arch. Veronica Giannandrea – Interior Designer Gianni Trisciuzzi, Arch. Rosalia Laghezza Foto di Gianluca Palasciano        
CONDIVIDI

Vivere in città

Far convivere l’antico con il contemporaneo è un' abilità in cui noi italiani siamo sicuramente maestri, se non altro proprio perché nel corso dei secoli, nel nostro Paese, non si è mai potuto fare altrimenti. Così l’appartamento di Cristina Carboni è una perfetta commistione di fascino arcaico e attualità, uno spazio ampio, all’insegna del comfort, nel quale l’attenzione al dettaglio convive perfettamente con un’impronta tutto sommato minimale. [caption id="attachment_20867" align="alignnone" width="622"] Nel living, una composizione con tavoli fratini dei Monti Nebrodi, di fine Ottocento, con un meraviglioso incrocio di gambe solo con incastri, senza alcun chiodo o colla.[/caption] Lo stabile, ubicato nel pittoresco e centralissimo quartiere dell’Antico Mercato di Catania, a pochi passi dalla scenografica piazza del Duomo, fu fatto erigere nel Settecento, durante la grande ricostruzione post-terremoto del Val di Noto e, dopo anni di fasti e splendore, nell’ultimo secolo era caduto in degrado, subendo, come molti altri nobili palazzi del centro della città, un dissennato smembramento degli spazi. [caption id="attachment_20871" align="alignnone" width="622"] La doppia porta in acciaio corten e vetro, come la partizione superiore orizzontale, separa dalla cucina.[/caption] L’intervento di ristrutturazione, pensato dalla proprietaria stessa, è partito dall’essenza dell’edificio, per poi proseguire all’insegna della sottrazione, come a voler far riemergere l’impronta originaria della struttura, attraverso l’eliminazione paziente di tutte quelle discutibili modifiche apportate nei decenni. [caption id="attachment_20865" align="alignnone" width="622"] Pavimento in cementine colorate degli anni ’30 e specchi acquistati in mercatini dell’antiquariato.[/caption] Così i pavimenti, i tramezzi, i controsoffitti e gli strati di vernice hanno lasciato posto ai legni pregiati, alle raffinatissime cornici, alle finiture dei preziosi pavimenti, restituendo finalmente alla casa l’autenticità del suo impianto compositivo e l’armonia dei materiali. [caption id="attachment_20868" align="alignnone" width="622"] Nell’ingresso-tinello, vetrine essenziali e minimaliste, realizzate su misura, accolgono la collezione di cristallerie e antiche zuppiere in porcellana.[/caption] [caption id="attachment_20876" align="alignnone" width="622"] Pochi mobili vintage per evidenziare il pavimento, un tappeto di cementine antiche colorate, inserito in una contemporanea base di cemento lisciato.[/caption] La nuova divisione degli ambienti è stata studiata per poter ricevere ed accogliere, garantendo al tempo stesso ampio spazio privato sia ai suoi abitanti che agli ospiti. Al centro dell’appartamento si trova una grande zona comune dedicata alla convivialità, nella quale i toni neutri delle pareti e del pavimento sono interrotti qua e là dalle improvvise note di colore dei rivestimenti originali e da pochi, semplici mobili e complementi d’arredo, perlopiù provenienti da mercatini dell’antiquariato, se non da rigattieri locali. [caption id="attachment_20873" align="alignnone" width="622"] La cucina, con dotazioni di tipo industriale professionale, è separata dal living da una parete con partizioni in acciaio corten e vetro, che danno luce. In questa foto, la proprietaria, Cristina Carboni, sulla terrazza della cucina.[/caption] Ma è in cucina che si respira la vera essenza e lo spirito di Cristina. Si denota chiaramente il suo amore per il buon cibo e la convivialità. In acciaio e super attrezzata, quasi un laboratorio gastronomico, che si presenta come quinta di piacevoli serate tra amici dove, circondati da vasi e giare di marmellate e conserve rigorosamente home made, si inventano insieme piatti di ogni tipo. [caption id="attachment_20872" align="alignnone" width="622"] In comunicazione con la camera da letto, il bagno padronale è un concentrato di dotazioni, con una grande cabina doccia angolare e la vasca a centro stanza, il modello Io di Flaminia, in Pietraluce®, stesso materiale delle mensole sui cui poggiano i lavabi della medesima linea della vasca.[/caption] La suite padronale testimonia, invece, l’amore per il relax e la cura della persona, a cominciare dal bagno, dotato di ogni comfort e al cui centro troneggia una grande vasca. [caption id="attachment_20864" align="alignnone" width="622"] Il grande divano, da comporre a formare un letto, occupa quasi interamente la stanza ed è stato realizzato da artigiani della pelle (Diana Salotti, Catania).[/caption] Originale è l’idea della camera degli ospiti, quasi interamente occupata da un grande divano, un originale sofà realizzato su disegno di Cristina da virtuosi artigiani della pelle, che nasce dalla necessità di  disporre di uno spazio riservato agli ospiti ma non esclusivo, che potesse essere  utilizzato e vissuto anche quotidianamente. [caption id="attachment_20866" align="alignnone" width="622"] Con vista sul Duomo di Catania, la terrazza è arredata con mobili per esterni in corten, realizzati su disegno della proprietaria e dello studio Florgarden di Sassari. Oltre a tutte le specie di erbe aromatiche, del vivaio Russino di Scicli, sono presenti ben dodici varietà di gelsomini (Vivaio Malvarosa di Giarre).[/caption] Ma il vero e proprio pezzo forte dell’appartamento è la sua splendida terrazza prospiciente la facciata del palazzo.  Complice lo splendido clima siciliano, per gran parte dell’anno la terrazza è teatro di feste tra amici o semplicemente di aperitivi un po’ più raccolti al tramonto, con vista su una delle piazze più spettacolari della città. di Roberto Begnini Foto di Gianni Franchellucci
CONDIVIDI
Segui Leonardo su:

Via Tiburtina 924, 00156 Roma tel. +39 06.43224.1 fax +39 06.43224.777 - Via Boccaccio 4, 20123 Milano tel. +39 02 55410.829 fax +39 02.55410.734

www.ltmultimedia.tv - corporate@ltmultimedia.tv