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Un giardino romantico nello splendido scenario di Mentone. Un microclima d’eccezione, grazie ad un orientamento e ad una latitudine che ne fanno uno dei luoghi con il maggior numero di giorni di sole all’anno. 

Ce n’è abbastanza per far crescere i giardini più belli di Francia e dell’Europa intera e non meraviglia che, alla fine del XIX secolo, russi e inglesi soggiornassero a lungo a Mentone, costruendovi splendide dimore e che appassionati di botanica introducessero piante rare tropicali per valorizzare le loro ville.

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Tra i giardini più belli di Mentone, tra il mare e le montagne, Clos du Peyronnet affascina per la sua storia, per le sue forme e per i suoi colori. In origine la villa, costruita alla fine dell’Ottocento e caratterizzata da un ampio loggiato, era circondata da terrazzamenti coltivati ad ulivi; all’inizio del secolo scorso i nonni di William Waterfield, attuale proprietario, di ritorno dalle Indie, li trasformarono in giardino romantico.

Giardino romantico a Mentone

La storia del giardino Clos du Peyronnet a Mentone

Appassionati, come tutti gli inglesi, di giardini e di botanica, cominciarono ad introdurre nuove essenze, che si acclimatarono facilmente in questa zona, con una temperatura mite anche in inverno. L’impostazione del giardino di circa 6.000 metri quadri, così come appare oggi, si deve allo zio di William, pittore e paesaggista che, intorno al 1950, si trasferì a Mentone stabilmente e cominciò l’opera di valorizzazione del terreno, realizzando spazi verdi altamente scenografici; il nipote William, appassionato collezionista di bulbi dell’Africa del Sud, ha continuato la tradizione di famiglia, mantenendo lo spirito e l’atmosfera del giardino inglese.

Le piante del giardino

Dall’ingresso alla villa, percorrendo un sentiero tracciato da una fila di palme, agavi, yucche, aloe e innumerevoli bordure, si intravede, dietro un’alta Brahea dulcis, la sagoma dell’edificio. Il glicine centenario, che avvolge le colonne del portico, cattura immediatamente lo sguardo con i suoi tanti fiori viola e guida l’attenzione verso un angolo più appartato, dove un maestoso Echium fa da quinta a un tavolo con sedie in legno.

Su un lato della casa, un arco con colonne ricoperte di rose bianche rampicanti e aiole con piante tropicali, da cui spuntano all’improvviso colonne, sculture e vasi, segna il passaggio verso la parte alta del giardino, dove si apre uno scenario inaspettato. Qui, infatti, una scalinata d’acqua composta da cinque vasche successive, rispecchia la vegetazione circostante, congiungendosi, senza alcun ostacolo visivo, all’orizzonte del mare, tra cipressi, pruni, spiree, rose rampicanti e, ancora, bambù, pittospori e ulivi.

In uno dei terrazzamenti, scendendo verso la pergola dalle colonne in pietra, trova posto, in piccoli vasi, la collezione dei bulbi di William Waterfield, concentrata in un’area ben circoscritta, per poter meglio curare o spostare le piante; altre sono posizionate sul tavolo in pietra all’altezza dell’ultima fontana.
Nelle vasche, ninfee e piante acquatiche galleggiano pigramente, in una cornice di edere, strelitzie, papiri, iris, gelsomini, tra una Olocasia in vaso e, sui bordi, Chasmante aetiopica e altri bulbi, in mezzo a vasi di cactus e succulente.

Credits

di Alessandra Valeri
foto di Manuela Cerri

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