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Si chiama “Vera fotografia” il volume imperdibile edito da Contrasto dedicato alle opere di Gianni Berengo Gardin. Una selezione di immagini che raccontano un’epoca e costruito una visione: dalla Venezia degli anni Cinquanta (la sua città) fino alle fotografie più recenti dedicate alle Grandi Navi sulla Laguna.

Foto di Gianni Berengo Gardin

Venezia, 1960 © Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Vera fotografia è il timbro che autentica il retro di ogni stampa fotografica di Gianni Berengo Gardin. Ma soprattutto la chiave per farci comprendere quanto le sue immagini siano “vere” e non illustrazioni, come direbbe lui. Non frutto di elaborate manipolazioni, ma frammenti di realtà colti da uno sguardo attento e partecipe.

Una foto di Gianni Berengo Gardin

Toscana, 1965 © Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Introdotto da un testo di Alessandra Mammì e Alessandra Mauro, il libro raccoglie ventiquattro fotografie scelte e commentate da alcuni testimoni eccellenti dell’opera di Berengo Gardin (intellettuali, colleghi, registi, architetti…).

Biografia di Gianni Berengo Gardin

Foto di Gianni Berengo Gardin

Parigi, 1954 © Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Nato a Santa Margherita Ligure nel 1930, Gianni Berengo Gardin inizia a occuparsi di fotografia nel 1954. Dopo aver vissuto a Roma, Venezia, Lugano e Parigi, nel 1965 si stabilisce a Milano cominciando la carriera professionale: fotografia di reportage, d’indagine sociale, documentazione di architettura, descrizione ambientale.

Ha collaborato con le principali testate italiane ed estere, ma si è dedicato soprattutto alla realizzazione di libri, con oltre 250 volumi fotografici all’attivo. Nel 1981 vince il Premio Scanno per il libro India dei villaggi (Veniano, 1980). Nel 1990 è invitato d’onore al Mois de la Photo di Parigi dove vince il Prix Brassaï. Nel 1995 è la volta del Leica Oskar Barnack ai Rencontres de la Photographie di Arles con il volume La disperata allegria. Vivere da zingari a Firenze.
Nel 1998 si aggiudica il premio Oscar Goldoni con Zingari a Palermo. Nel 2005 vince il premio Città di Trieste per il reportage. Nel 2007 riceve il premio Werner Bischof.

Foto di Gianni Berengo Gardin

Parma, 1968 © Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Nel 2008 è la volta del prestigioso Lucie Award, New York, vinto in precedenza da Henri Cartier-Bresson, Gordon Parks, William Klein, Willy Ronis, Elliott Erwitt. Nel 2009 gli viene conferita la laurea honoris causa in Storia e critica dell’arte presso l’Università di Milano. Nel 2012 la città di Milano gli assegna l’Ambrogino d’Oro. Nel 2015, a Roma, gli è stato conferito il titolo di Architetto Onorario dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

È presente tra gli ottanta fotografi scelti da Cartier-Bresson, nel 2003, per la mostra “Les choix d’Henri Cartier-Bresson”. Solo solo in parte i riconoscimenti di questo grande fotografo italiano che ha esposto in tutti i Paesi del mondo

Il volume “Vera Fotografia” di Gianni Berengo Gardin

Vera fotografia di Gianni Berengo Gardin

Il volume di Gianni Berengo Gardin

Sfogliando le pagine di Vera fotografia, non stupisce vedere che Salgado chiami Berengo Gardin semplicemente Gianni, che lo definisca “il fotografo dell’uomo” e che tra tutte le sue foto scelga come emblematica quella di una famigliola operaia nella Parigi anni Cinquanta. E non stupisce neanche che un sociologo come Domenico De Masi veda nell’immagine di operai visti di spalle e diretti in fabbrica una contemporanea versione del Quarto stato di Pellizza. Né stupisce infine che importanti intellettuali, artisti, pensatori si riconoscano tutti nelle immagini di Berengo Gardin, ognuno con un suo sguardo, che produce inevitabilmente altri sguardi in un moltiplicarsi di visioni, racconti, riflessioni, analisi su quel che siamo e quello che eravamo.

Foto di Gianni Berengo Gardin

Trento, 1985 © Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

L’orrore dei manicomi in cui si riflette la lucida analisi di Marco Bellocchio, la bellezza di un edificio in costruzione che incanta Renzo Piano, il realismo magico dei bimbi che commuovono Carlo Verdone, i riflessi nei vetri di un vagone ferroviario che confondono in dissolvenza volti di donne e scatenano un racconto di Alina Marazzi sono solo alcuni esempi delle reazioni che l’istante catturato dal suo obiettivo provoca in ogni spettatore.

Foto di Gianni Berengo Gardin

Venezia, 1959 © Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Il mondo di Berengo Gardin è il nostro mondo. Vera fotografia raccoglie quindi ventiquattro significative testimonianze che arrivano da mondi, discipline e generazioni diverse a conferma della forza visiva e della perenne attualità di un’opera che non è solo documentazione ma Storia a tutti gli effetti.

 

 

 

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