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Incontriamo a New York l’architetto Gaetano Pesce, designer industriale, artista, star internazionale della creatività del made in Italy.

Gaetano Pesce: la biografia

Gaetano Pesce ha vissuto per anni a Venezia, dove ha lasciato il cuore, e a Parigi, da oltre 30 anni vive negli Stati Uniti, scappando spesso perché incapace di sopportare la routine di una città per oltre due settimane. Eccezionalmente Case & Stili non lo incontra in casa, dove a suo dire ha unicamente un letto, da cui al risveglio s’immerge nella rilassante vista dell’Hudson. Pesce ci accoglie con simpatia e orgoglio nel suo studio- atelier, luogo d’ispirazione, dove passa lunghe ore del giorno sperimentando nuovi materiali, dipingendo flash che corrono veloci nel suo immaginario per poi trasformarli in oggetti del quotidiano o in opere d’arte, con la medesima disinvoltura.

Gaetano Pesce: le opere

Pesce ha disegnato architetture famose, come l’Organic Building di Osaka, la biblioteca di Teheran, una piscina a S. Pietroburgo, l’ammodernamento del Lingotto di Torino e varie residenze private, ispirandosi alle persone che ci vivono, trasmettendo un senso, un’anima e affidando un messaggio alle opere e al design del quotidiano. “Gli oggetti sono importanti perché comunicano con molte persone, perciò più che mai in questo momento devono avere un messaggio positivo”. Come la poltrona Yeti, la sedia Golgotha o la lampada Moloch, disegnate per Cassina, con cui collabora dal 1968. O la famosa poltrona Up, per B&B, che esprimeva con forza la condizione femminile in un mondo di maschi.

Gaetano Pesce: ecco il suo atelier

L’atelier di Gaetano Pesce

L’ampio spazio, una volta abitazione e studio di artisti in un vecchio palazzo a Soho, che affaccia su Broadway, letteralmente sommerso di opere, oggetti, dipinti, schizzi, tavoli, prototipi, è la sua fucina d’idee, una Wunderkammer in cui tutto parla del lavoro e dei successi di un genio italiano. Che non ha mai rispettato gli schemi e non vede confini tra architettura, design e arte e confessa d’ispirarsi a Raffaello che, oltre alle Stanze Vaticane, aveva disegnato anche le divise delle guardie, e a Michelangelo scrittore, poeta e architetto.

Le poltrone Chat day, i Feltri, Notturno a New York, Shadow e le coloratissime sedie Chair e Dalila vicino al tavolo Sansone, formano un angolo conviviale. Ilcolore rappresenta per l’artista la vita e le sue dinamiche, aiuta a pensare positivo provocando gioia, energia e sensualità, e un tocco di ironia nei suoi lavori dimostra come l’artista non ami prendersi troppo sul serio.
La natura e l’acqua sono così presenti nel suo flusso creativo da aver chiamato Fontessa la sua terza figlia, di 6 anni, alla quale ha dedicato gli stivaletti omonimi in resina flessibile con dischi di plastica, che si possono tagliare fino a trasformarli in ballerine o sandali.

S’ispira ai due elementi anche “Six Tables on Water”, la mostra nella Galleria londinese di David Gill che propone sei grandi tavoli, Stagno, Oceano, Laguna, Fiume, Lago e Pozzanghera, realizzati in silicone, resine e schiuma, che mimano l‘acqua con i colori intensi della natura. Mentre la mostra “Pezzi per il corpo”, alla galleria Basia Embiricos a Parigi, ha presentato l’ultima e originale sperimentazione di Pesce, elaborata nei weekend: anelli, bracciali e collane, pezzi unici in resina uretanica multicolore, con attraenti nomi di donna.

GUARDA LA FOTO GALLERY CON LE IMMAGINI DELL’ATELIER DI GAETANO PESCE

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