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Un grande spazio espositivo underground che accoglie, in una commistione di passato e presente, il meglio della produzione Baxter. È Baxter Garage, lo showroom, in continua evoluzione, che l’azienda di Lurago d’Erba ha aperto con successo a Roma, location inusuale per party e incontri, cultori del design e designer che hanno contribuito al successo dei suoi pezzi icona. È qui che incontriamo Doriana Fuksas, all’anagrefe Doriana O. Mandrelli, artefice, con il marito Massimiliano Fuksas, di progetti d’architettura e infrastrutture in ogni angolo del mondo, e firma eccellente per Baxter delle poltrone Dolly e Molly lanciate nel 2013.

Immagine della poltrona Dolly

In stivali bassi, gonna corta e pullover, tutti rigorosamente neri, Doriana Fuksas, arriva accompagnata da sua figlia Elisa e dai suoi due inseparabili cani. Diamo il via a una chiacchierata leggera e che ha inizio con alcune battute sulla sua vita privata. È luogo comune pensare che condividere con il proprio compagno anche il lavoro non sia cosa facile. Ma si direbbe che lei e Massimiliano Fuksas siano l’eccezione. Le chiediamo allora quale sia il segreto di questo sodalizio professionale e affettivo.

Ci conosciamo da più di quarant’anni; abbiamo due figlie insieme; lavoriamo insieme dalla mattina alla sera e ci piace ancora stare insieme“, confessa candidamente. “Ammetto“, prosegue, “che è molto difficile trovare coppie che siano così in sintonia. Probabilmente la spiegazione sta nel fatto che siamo molto diversi, complementari“.

Le chiediamo allora quale sia il miglior pregio di suo marito e quale il suo peggior difetto. Ci risponde parlando di sua figlia Lavinia, l’ultimogenita. “E’ uguale al padre, molto esuberante, generosa, disponibile, con un carattere un po’ irruento, proprio come lui. Hanno entrambi la qualità di essere persone che riempiono di energia, dalla mattina alla sera. Credo di averlo visto (riferito a Massimiliano Fuksas) giù di morale pochissime volte. Adora i giovani ed è sempre pronto ad ascoltare le persone che lavorano con noi in studio, quelle che lo fermano per strada.. Non l’ho mai visto arrabbiato. E poi i difetti, se sono mediati dall’intelligenza, sono più lievi, non sono più difetti“.

L'interno dell'aeroporto di Shenzen progettato dallo studio Fuksas

A meno di un mese dall’inaugurazione del mastodontico aeroporto di Shenzhen, in Cina, le chiediamo se pur essendo un progetto a quattro mani ci siano degli elementi della realizzazione che sente può suoi. “Come tutti i progetti del nostro studio, anche l’aeroporto è un lavoro di entrambi. Non c’è progetto che esca dallo studio che sia fatto da una sola persona“, rimarca. “Abbiamo lavorato insieme fin dall’inizio. Probabilmente io ho seguito di più gli interni, perché noi donne siamo più puntigliose. Per Shenzhen, si è trattato di curare gli interni di 1,6 chilometri di aeroporto e si è fatto molto rapidamente. Dal concorso alla conclusione del progetto sono trascorsi solo cinque anni, una cosa impensabile in Italia“.

Il nuovo palazzo dei congressi a Roma con la nuvola di Fuksas

La vostra prossima sfida in Italia sarà proprio la realizzazione del nuovo snodo ferroviario di Bari, un concorso per il quale lo studio Fuksas è risultato vincitore. Può anticiparci qualcosa? “Non abbiamo ancora iniziato. Non c’è ancora un cantiere. Stiamo lavorando al Palazzo della Regione Piemonte, a Torino, un progetto che si era fermato e con il quale invece ora siamo a buon punto. I progetti in Italia sono sempre legati alla politica. Dal Palazzo dei Congressi a Roma sono passati ben cinque sindaci.”

Ma suo marito ha mai pensato di entrare in politica? “Ah, gliel’hanno chiesto spesso, gliel’ha chiesto la gente. Ma io penso che chi decida di fare politica debba iniziare da giovane. Forse è meglio che faccia l’architetto, che continui a fare ciò che sa fare bene“.

Il vostro studio ha all’attivo anche una interessante produzione di design. Alle prese con la piccola scala come cambia l’approccio al progetto?

A volte fa piacere dedicarsi ai progetti più piccoli, specie dopo aver lavorato a quelli più grandi. Così dopo aver concluso la nuova Fiera di Milano, ci siamo dedicati a una chiesa di Foligno molto più piccola. Talvolta i progetti in scala minori li senti più tuoi, ma capita anche che un progetto apparentemente piccolo richieda molto tempo. Abbiamo concluso la nuova fiera di Milano in un tempo record, solo ventisei mesi, e quando è stata inaugurata, nel 2006, abbiamo presentato Bea (seduta prodotta da Luxy) alla quale avevamo lavorato due anni, esattamente quanto aveva richiesto la fiera“.

Seduta Bea di Luxury

Prima di salutarci, faccio a Doriana Fuksas un’ultima domanda chiedendo quale sia il suo rapporto con il web e i social network. “Social network no..perdo la pazienza..E poi Lavinia mi esclude da tutte le piazze  virtuali come Facebook, mi intima sempre di non presentarmi. Credo anche che diventi una sorta di mania..e non ho tempo, non ce la farei a seguire. Molto tempo va via nei viaggi. E poi adoro i libri e ci sono tante altre cose che amo fare“.

Intervista di Anita Laporta

Foto di Pietro Coccia

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