alice lifestyle leonardo marcopolo
Ogni conversazione possibile con Denis Santachiara parte dal concetto di “sorprendenza”, un termine che ha coniato per narrare e spiegare il suo design, i suoi interni e allestimenti, davvero unici nel panorama del progetto.

Denis Santachiara: la biografia 

Denis Santachiara, designer anomalo e outsider nel panorama internazionale, esordisce con opere tra arte e design esposte in varie manifestazioni, tra cui la Biennale di Venezia 1980; curatore di allestimenti e di mostre, personale al Museo Des’Art di Lione e al Vitra Museum; “La Neomerce, il design dell’invenzione e dell’estasi artificiale” 1984, Triennale di Milano; Centro Pompidou di Parigi, mostra manifesto e riferimento internazionale, per un neodesign “Performativo, tecnopoetico e ironico”. E ancora a Parigi, Amsterdam, Tokyo, Firenze, Milano.

 All'interno del secretaire, comodi piani di appoggio e una piccola abat-jour

I suoi progetti sono presenti nelle più importanti collezioni permanenti: dal Moma di New York al Musée des Arts Decoratifs del Louvre; dal National Museum of Modern Art di Tokio al Museo del design, Triennale di Milano.
Ha collaborato e collabora con aziende italiane e straniere, tra cui SniaViscosa, Centrostile Fiat, Progetto Cultura Montedison, B&B, Ministero della Cultura Francese, Luceplan, Artemide, Swatch, Mandarina Duck, Rosenthal, Panasonic, Domodinamica, Vitra, Campeggi, Superga, Bang-Olufsen, Banca Generali, De Padova, Chrysler/Benz, Foscarini, Baleri Italia, La Murrina, Serralunga, Erreti, Bonaldo, Magis, Zerodisegno, Post Design, Polsit, Kaos, FontanaArte.

Tra i premi, il Compasso d’Oro 1986, il Good Design Award nel 1999, il Design World nel 2000.

Il design di Danis Santachiara

Sono oggetti e progetti che innovano e sorprendono e che fanno della trasformabilità non una artificiale e artificiosa caratteristica, quanto l’unica caratteristica possibile. Un letto che esce da un pouf e si gonfia sotto i nostri occhi; uno sgabello-bicicletta per fare del sano movimento; una poltrona che massaggia; una lampada con un ventilatore che simula il fuoco con una lingua di seta; una work-station che altro non è se non una lampada fuori scala…

Denis Santachiara inizia a lavorare come disegnatore d’auto, nella De Tomaso; poi si trasferisce a Milano e lavora nel campo dell’arte. Questa formazione di disegno e il confine spesso lambito dell’arte, nel declinare il prodotto industriale, sono le caratteristiche del design di Santachiara. Il movimento, l’aria, il gonfiabile, la luce in continuo evolversi in una nuvola, le macchine “possibili” del nostro panorama domestico, hanno riconosciuto a Santachiara una incontrastata e ormai lunga leadership nel campo dell’innovazione e della sorpresa.

Anche quando lavora per aziende che non hanno certo fatto delle qualità ludiche degli oggetti la loro caratteristica principale. Il gioco anche per Santachiara è una cosa serissima. E lo spende nella condivisione, nella rete e nella possibilità di lavorare a un design, appunto, condiviso. Il download design è un concetto cui si sta applicando da tempo: la possibilità di spedire un file a distanza e di materializzare l’oggetto con stampanti sterolitografiche. Lavora e viaggia sempre sul confine dell’innovazione Denis Santachiara che, forse per affrancarsi dai tanti vincoli di progetto, cerca ora la complessità, come momento di studio. In due recenti progetti di sedie ha studiato lo snodo delle gambe e la possibilità di realizzare sedie pieghevoli in un unico stampo. Al di là della materia. La plastica è sicuramente fondamentale, ma anche i metalli e i tessuti fanno parte del suo vocabolario.

Denis Santachiara: poltroncina Pisola

Persino le sperimentazioni con corrente e campi magnetici, là dove si possano rendere visibili con scintille e movimento, sono campi d’indagine che entusiasmano il designer reggiano. È sufficiente guardare negli occhi di Denis per capire che sta già pensando a qualcos’altro di geniale e diabolico, che si svita e si sviluppa sotto le nostre dita e che al momento sfugge alla nostra mente. Ed è anche, e soprattutto, negli allestimenti, nell’ideazione di luoghi fantastici e temporanei, che si esprime la fantasia di Santachiara.

Luce, aria, movimento sono i nuovi luoghi dell’idea che si fa atomo, per dirla con le sue stesse parole. Se dovessimo dire che mestiere fa Santachiara, utilizzando un sinonimo di designer, potremmo scomodare, senza tema di smentita o paura di uscire fuori traccia, un termine che pare coniato per lui: inventore.

Guarda la foto gallery con le opere di Danis Santachiara

di Giorgio Tartaro

Nessun contenuto correlato.

Share This