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In Abruzzo, sulla costa dei trabocchi, un fabbricato rurale è diventato una villa elegante in stile contemporaneo

Siamo in Abruzzo, sulla Costa dei Trabocchi, un tratto di riviera incantevole, fatto di promontori e golfi punteggiati di spiagge in cui si alternano sabbia e pietra, generoso di profumi e colori  intensi, e dove ancora si ergono, dalle acque cristalline, i caratteristici trabocchi, le palafitte in legno da sempre usate per la pesca in questa zona dell’Adriatico.
Il progetto curato dall’architetto Antonino Antonelli ha riguardato la ristrutturazione di un vecchio fabbricato rurale in un’area caratterizzata dalla presenza di numerose residenze private e strutture ricettive e in un contesto paesaggistico collinare particolarmente ricco di essenze locali, alberi da frutto, ulivi e macchia mediterranea.

Villa Chieti

Progetto con la storia

L’edificio era articolato su quattro livelli (piani interrato, terra, primo e sottotetto) ed era in cattivo stato di conservazione e con parti fatiscenti, ad esclusione dei solai, rifatti nel corso degli anni dalla precedente proprietà.
La progettazione, tenendo conto della tutela dell’ambiente circostante, ha puntato a salvaguardare quanto più possibile il corpo di fabbrica esistente. Il passo successivo è stato quello di accogliere le richieste dei committenti sulla base delle loro esigenze: una residenza da vivere da 6 a 12 mesi l’anno, con aree esterne attrezzate a verde e con una piscina scoperta a sfioro fronte mare, oltre a spazi aperti privati e conviviali, per i soggiorni estivi.

Da fabbricato rurale a elegante villa

La facciata sul cortile interno, con gli archi definiti da mattoni a faccia vista, che rimandano alla tradizione costruttiva locale. lntonaco esterno in malta di calce idraulica di Fassa Bortolo e camminamenti in pietra della Maiella

Il progetto ha tenuto conto della valenza storico-architettonica dell’edificio, preservandone le caratteristiche ma senza sconfinare in un mimetismo tra vecchie e nuove strutture che avrebbe potuto inficiarne identità, fruibilità e funzionalità. Così, spiega l’architetto Antonelli, “le nuove opere, pur riconducibili al nuovo intervento, sanno comporsi armoniosamente con l’esistente, realizzando costruttivamente una soluzione di sintesi progettuale”.

Da fabbricato rurale a villa elegante

intorno alla piscina a sfioro, pavimentazione in calcestruzzo di Ideal Work con inserti in legno. Arredi esterni della collezione
Heaven di Emu.

Una sintesi testimoniata dal rinvenimento e dalla riproposizione degli archi originari, che completano e valorizzano la lettura architettonica del fabbricato, ripulito da ogni superfetazione che nel corso del tempo si era aggiunta come risposta alle esigenze del momento. L’edificio è stato perciò ripensato, a livello progettuale, con la ridefinizione dell’impianto  planimetrico e distributivo interno, mantenendo parti architettoniche esistenti della tradizione costruttiva locale e ben conservate e ridisegnando la scala di collegamento tra i livelli, realizzata in corten da De Castelli.

Ridefiniti anche i prospetti, riallineando le finestre ai rispettivi piani, e tutta l’impiantistica, con l’adozione di soluzioni a risparmio energetico. Il nuovo intervento risulta dunque ben integrato con il contesto di riferimento, grazie anche alla scelta di materiali naturali compatibili con quelli locali. Grande attenzione è stata posta alla sistemazione esterna, con la realizzazione di viali di accesso pavimentati in pietra locale della Maiella e in calcestruzzo architettonico Ideal Work.

Il living

Nel living con affaccio sul mare, divani di Cassina; tavolini di Kartell; poltroncine di Simon. Camino in stile contemporaneo e pavimentazioni in ecomalta Oltremateria, con inserti in listoni di rovere naturale del marchio Parkemo.

Da fabbricato rurale a villa elegante

Soglie bancali, muri a secco, pavimentazioni e rivestimenti esterni sono in pietra bianca della Maiella, tipica del luogo

Negli interni l’architetto ha interpretato in un linguaggio contemporaneo il volume preesistente, riqualificandolo in chiave funzionale ed estetica, con l’introduzione di elementi di design. Una scelta particolarmente evidente nel sistema di illuminazione, con corpi luminosi integrati nei soffitti in cartongesso o inseriti come complementi.

La cucina a vista di Ernesto Meda

La cucina di Ernestomeda, comunicante con l’area pranzo, apre sul balcone fronte mare. Infissi di Panto Finestre; sgabelli di Kartell.

Di produzione industriale gli arredi, a marchio Cassina, Ernestomeda, Knoll, Kartell e Emu, per citarne alcuni, ma anche realizzati su disegno da artigiani soprattutto locali, falegnami, restauratori, scalpellini, fabbri, acciaisti, vetrai. Arredi selezionati e disegnati sulla base di una lettura critica del progetto d’interni,  intimamente legato alla forma architettonica semplice, tramandata dalla tradizione rurale.

di Floriana Morrone

Foto di Gianni Franchellucci

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