alice lifestyle leonardo marcopolo

Presentiamo alcuni pezzi di design celebri selezionati dall’Adi per concorrere al Compasso d’Oro. felici esempi di un Made in Italy che sa mettere la produzione seriale al servizio della creatività, e viceversa.
Ogni anno l’ADI, Associazione per il disegno industriale, pubblica l’ADI Design Index, un volume che raccoglie la selezione dei prodotti italiani giudicati più innovativi.
I pezzi pubblicati concorrono al prossimo Premio Compasso d’Oro – il massimo riconoscimento per un designer e il suo progetto, istituito nel 1954.
Noi vi proponiamo alcuni di questi pezzi, felici esempi di un Made in Italy che sa mettere la produzione seriale al servizio della creatività, e viceversa. Dimostrando che design italiano significa ancora connubio fra impresa e design e al contempo indicando le future tendenze dell’abitare.
Iniziamo da un maestro dell’architettura e del design. La seduta Skin di Atelier Jean Nouvel dà un senso di estrema leggerezza e regala suggestivi effetti di ombre e luci. Disegnata per Molteni & Co, è stata definita come “un oggetto-scultura di forte presenza e compattezza, capace tuttavia di restituire immaterialità e leggerezza architettonica”. La struttura portante è in acciaio tubolare, il rivestimento bifacciale in feltro o cuoio ed è sorprendentemente malleabile grazie alla tecnologia impiegata: si caratterizza per le incisioni che, realizzate mediante lame vibranti, sono decorative e allo stesso tempo strutturali.
Si riconosce la firma di Ross Lovegrove, fedele alle sue forme fluide, nella lampada Mercury di Artemide, che molto ha da dire anche da spenta. Realizzata in alluminio pressofuso e materiale termoplastico con finitura metallizzata, riflette anche di giorno la luce naturale insieme con il movimento che le si avvicenda intorno. Una volta accesa, si trasforma in corpo illuminante a emissione indiretta, fatto di fluttuanti ciottoli che generano suggestivi rimandi luminosi.
Non solo oggetto illuminante, Allegro disegnato da Atelier Oï per Foscarini, emette un suono morbido e quasi magico che, provocato dall’oscillazione delle canne in estruso di alluminio che la compongono, fa vibrare la struttura. Le canne sono di forme diverse e, allineate a partire da un unico punto di aggancio, ne determinano il disegno in una – è il caso di dirlo – sinfonia di suoni ed elementi che si susseguono.
Il più delle volte i suoi progetti sono nati come sculture ma ormai, grazie alla tecnologia dello stampaggio rotazionale si possono realizzare in serie. Così Driade ha realizzato Clover, “sagoma scaramantica” pensata dall’universalmente noto anglo israeliano Ron Arad sotto forma di poltroncina monoblocco in polietilene. Disponibile nei colori bianchi, verde, arancione, è adatta per interni ma anche per esterni.
Obo si basa sull’idea di versatilità, modularità e asimmetria: un pezzo singolo può essere sidetable, con due o tre moduli si ottiene una colonna libreria rotante, con 50 e più pezzi si realizza una parete. Il disegno asimmetrico del singolo modulo permette infatti di creare composizioni varie e articolate su 3 dimensioni. Una composizione Obo può crescere o essere ridotta a seconda delle necessità: più libri, più oggetti, più bambini, meno spazio, nuova casa… Disegnata da Jeff Miller con Alberto Colzani per Cerruti Baleri, è realizzata in materiale plastico lucido.
Il tema della sedia pieghevole non smette di stimolare la creatività dei progettisti e con Bek Giulio Iacchetti riesce a ottenere una linea di estrema semplicità ed elevati contenuti tecnici. In un’unica struttura sono infatti incluse gambe posteriori e schienale, mentre le asole sui montanti. posteriori indicano lo scorrimento del sedile nelle fasi di apertura e chiusura. Prodotta da Casamania by Frezza, è realizzata in polipropilene con scocca rinforzata in fibra di vetro che garantisce rigidità e leggerezza.

Nessun contenuto correlato.

Share This