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Cini Boeri, architetto e progettista, figura storica del design italiano, racconta a Giorgio Tartaro il suo ultimo, visionario progetto: un modo rivoluzionario di intendere l’edificio scolastico e l’ambiente “aula”. Coerentemente con la grande attenzione che da sempre Cini Boeri pone alla funzionalità dello spazio e ai rapporti psicologici tra l’uomo e l’ambiente, la nuova scuola da lei immaginata punta sullo stretto rapporto di reciproca influenza tra il luogo e il tipo di attività che vi si svolge.

Un progetto che non ha un committente, ma nel quale Boeri crede fermamente.  Sarà una scuola sui generis, “senza castigo e senza premio” come la definisce la stessa Boeri. Una scuola rivoluzionaria nelle forme che dimostra come l’insegnamento e la cornice architettonica nella quale avviene siano in grado di influenzarsi profondamente a vicenda.

Una scuola, quella pensata da Boeri, con aule di forma circolare (il cerchio, d’altronde, è da sempre uno dei tratti distintivi del suo stile di progettazione), arredate con elementi mobili che scorrono su binari e che permettono di cambiare agevolmente la loro disposizione in funzione delle diverse esigenze della didattica. Una possibilità in più offerta alla libertà dei bambini, ovvero posizionarsi con il loro banco dove preferiscono, senza per questo perdere di vista l’insegnante (posto al centro) e senza possibilità di nascondersi allo sguardo vigile dello stesso. Ma non solo: ogni bambino, che diventa in qualche modo “responsabile” della propria posizione (e quindi del proprio ruolo) all’interno della classe, ha la possibilità di illuminare la propria postazione con un tasto posizionato sul ripiano del banco e direttamente collegato a uno dei proiettori posti sul soffitto.

La videointervista è tratta dal format A2, curato da Giorgio Tartaro  e trasmesso su Leonardo.

 

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