Un uomo, una torre e il mare
Il restyling di una villa in riva al mare
Chiesuola: vivere in un ex monastero benedettino

Cosa vuol dire, all'inizio del terzo millennio,  abitare in un convento benedettino edificato nel Medioevo? Quanto può essere impegnativo trasformare in una civile abitazione un edificio nato con tutt'altra funzione? 

Questa è la storia di una sfida, quella della pittrice Marina Sinibaldi Benatti, appassionata di arredamento e interior design, alle prese con la realizzazione di un sogno.

E' nel  '700 che  i monaci benedettini, che nel 1300 edificarono il convento,  lasciarono le celle dell' ex monastero alla famiglia Visconti i cui eredi la abitano a tutt'oggi.

La Chiesuola, così si chiama la tenuta, si è trasformata gradualmente (con molta manualità, senso pratico e fantasia) grazie al talento e alla passione della proprietaria, che è riuscita nell'intento senza snaturarla. Le vecchie zie, dell'attuale proprietario, hanno abitato la Chiesuola fino all'ultimo, poi le stanze del corpo centrale dell'ex convento, sono sprofondate in un lungo "letargo" prima di essere riaperte dal nipote e dalla moglie all'inizio del terzo millennio.

L'impegnativo edificio dalle molte stanze, ereditato dal marito di Marina alla morte delle vecchie zie, è stato l'occasione di una originale re interpretazione, la possibilità di alternare la campagna alla città.
Marina ripercorre sale e stanze per narrare a modo suo la lunga vita della casa. Quando vide la Chiesuola per la prima volta, la parte delle servitù era in rovina e necessitava un intervento radicale per essere abitata da una famiglia di tre persone all'inizio del terzo millennio. La nuova fase della vita della Chiesuola inizia quindi con il colore rosso del battito del cuore. Del monastero è stata conservata l'intimità, la divisione in stanze, il percorso attraverso i corridoi, gli affacci all'interno e all'esterno.
Marina durante la fase di ristrutturazione ha utilizzato liberamente i materiali, il tek e il cemento (ma non solo), mantenendo però la suddivisione in stanze, quella dimensione di riservatezza e raccoglimento che il luogo, un tempo destinato alla meditazione, aveva conservato.
La serra molto curata oltre ad ospitare pranzi, cene, feste con gli amici, è anche lo spazio dove Marina dipinge. Con gli occhi della pittrice Marina ha osservato la Chiesuola, ha colto i colori della luce attraverso le ore del giorno, trasformati dall'incontro con gli spazi all'interno.

Marina ha utilizzato il passato per raccontare delle storie nuove, con leggerezza e intelligenza, ha rinnovato le importanti camere che al primo piano si affacciano su un corridoio continuo.
Un cortile fermato nel tempo da una coraggiosa colata di cemento da dove emergono delle isole di verde, richiama la sensazione di un quadro metafisico di De Chirico: una dimensione di irrealtà e sospensione dove c'è spazio per il pensiero e la meditazione, la prima funzione della Chiesuola. Così, a questa grande stanza a cielo aperto, si addice il nome di Corte metafisica.

Marina ha saputo guardare la chiesuola libera dai condizionamenti degli strati precedenti, dai secoli di storia, dagli usi che gravavano su questo edificio, senza per questo tradirlo.
Ha colto i colori della luce e ha visto la Chiesuola immersa in tutto il verde che le sta attorno e l'ha pennellata di bianco.
A ben guardare non è un bianco puro, ma con silenziose tonalità azzurrine.

In ogni stanza Marina racconta una storia, servendosi del vecchio come del nuovo, consapevole che ogni nuovo abitante riscrive, aggiunge un capitolo, ma non conclude il racconto.

Aggiungi ai preferiti
Stampa
PDF
Articoli Correlati

Fuga dalla città

Una casa da sogno a Capri firmata da Gundi Widmann, architetto e decoratrice nota per l’abilità di far convivere il suo stile essenziale e contemporaneo con atmosfere accoglienti e vissute. Il progetto della villa a Capri Due professionisti napoletani si sono rivolti a Gundi Widmann per trasformare il pianterreno in un condominio storico nel luogo ideale dove rilassarsi e dimenticare la frenesia della città. Un colonnato con pergolato, tipico delle vecchie case capresi, introduce alla casa, la cui principale caratteristica è la continuità tra esterni ed interni. Porte-finestre ad archi in ferro battuto, disegnate dall’architetto e realizzate da un abile artigiano caprese,  collegano, infatti, il living con un terrazzo che prosegue in un ameno giardino, con vista sul Golfo di Napoli e Anacapri. Il pavimento in teak a doghe larghe, divani e poltrone in eco midollino color wengé e una tenda a vela in fibra naturale, che ripara dal sole, creano una piacevole atmosfera nel terrazzo e nel giardino, che di sera, alla luce di lanterne marocchine e candele, complici la luna e le stelle, diventa veramente magica. Nel living, molto luminoso, Gundi ricrea un’atmosfera fresca e distensiva: inserisce, direttamente nella muratura di pareti bianche, una finestra con vista mozzafiato sul mare e sul lussureggiante 59 giardino tropicale; sceglie pavimenti in resina color panna, che fanno risaltare divani e poltrone in lino ecru rifiniti con una filettatura blu, ripresa da cuscini a righe di Designers Guild. I proprietari personalizzano il living e la zona pranzo con gouaches napoletane dell’800 di Gioacchino La Pira, ceramiche di Cartusia e figure in terracotta e spugne realizzate dall’artista Paolo Sandulli, che vive e lavora in una torre medievale sul mare di Praiano. GUARDA LA PHOTOGALLERY CON LE IMMAGINI DELLA CASA Credits di Marina Pignatelli Foto di Gianni Franchellucci
CONDIVIDI

Fuga dalla città

Pensare alla Puglia in un modo diverso dall'usuale. Unire tradizione e messapico design. Con la complicità di ulivi millenari che, quasi con una sorta di benevola condiscendenza, guardano dall'alto il nostro ridicolo affaccendarci. GUARDA LA PHOTOGALLERY CON TUTTE LE IMMAGINI DEI TRULLI Tutto questo è possibile in uno spicchio di paradiso dai colori sgargianti e dal bianco abbagliante di una calce anticamente usata per disinfettare quelli che un tempo erano alloggi per gli animali e che adesso sono camere da letto curatissime. Una calce che ha perso la propria patina di povertà e si è “elevata” ad elemento di ricercatezza un po’ cool. La mano dello Studio Talent di Ostuni, ed in particolare quella dell’interior designer Cosimo Cardone, gioca sapientemente tra spazi difficili in questo agglomerato di trulli, piccoli per loro natura, creando eburnee strutture tra corti interne e voyeuristici giochi di specchi e di luce. Ecco una grande cucina, che fa un tutt’uno con la zona pranzo, con la complicità di opere di arte contemporanea e di enormi vetrate sugli orti e sugli uliveti, che poi sono le vere installazioni artistiche della casa. Assolutamente minimalisti i bagni e obbligatoriamente in materiali che non siano ceramica. La doccia padronale è totalmente esterna, inglobata in un boschetto di canfora dal profumo pungente, chiusa in uno specchio che riflette, oltre alle abluzioni della committenza, anche la cornice di luce e vegetazione circostanti. Le finestre sono praticamente inesistenti in tutta la casa, dotata unicamente di enormi porte finestre, tali da giustificare e rimarcare un perfetto ed armonico rapporto tra interno ed esterno. Il giardino è un vero paradiso, superficie indistinta di spazi deputati agli orti e spazi a prato digradante verso una piscina ben disegnata e ben collocata nel contesto paesaggistico circostante. Cosimo Cardone ha voluto chiedere scusa alla natura, bussare alla porta degli alberi, quasi ad ottenerne il permesso, per avere osato sconvolgere i lenti ritmi della storia. Non tutti i professionisti hanno la sensibilità di comprenderlo. di Lorenzo Ciompi foto di Massimo Grassi  
CONDIVIDI

Fuga dalla città

Nigel è un gentleman scozzese che, abbandonata la madrepatria, dopo un lungo viaggiare per motivi di lavoro in Grecia ed in Turchia (Nigel è un archeologo di fama internazionale, che ha scritto fiumi di inchiostro su questi due Paesi), approdando finalmente nella nostra penisola, ha trovato il suo buen retiro in un casale umbro, su una collina dolcissima  antistante la rocca di Orvieto, incastonato da lecci, ulivi, cipressi. GUARDA LA PHOTOGALLERY CON LE IMMAGINI DEL CASALE Trasformando il terrapieno collinare in un delicatissimo ed elegante giardino volutamente trascuratoe casuale, dove il lauro ed il glicine giocano a rincorrersi in fragranze ancestrali, Nigel si è poi dedicato al lavoro più arduo, evitando con discrezione di urtare la suscettibilità dell’armonia della terra, oggigiorno ormai così irrimediabilmente compromessa. Inizialmente la ristrutturazione è stata snervante, anche per uno come lui, dotato di innato self-control. Ma due anni di cantierehanno operato il miracolo, con il risultato di una ristrutturazione laboriosa ma rispettosa, assolutamente non invasiva dei ritmi contadini. La piscina è più di una vasca, una peschiera che, anche svuotata, non offende la vista, posata in una sorta di hortus conclusus, tra grotte tufacee, forse antichi ovili, ora destinate a legnaie dall’attuale proprietario che produce, tra l’altro, un ottimo vino ed un olio aulente.  Il ripristino di antichi camini, l’abbattimento di tramezzi che costituivano budelli,  labirinti di stanzette e cavedi di improbabile gusto, hanno ristabilito i ritmi campestri e trasformato le due case coloniche adiacenti, unite, come gemelli siamesi, da un muro portante, in una festa per lo spirito, dove il rallentamento del ritmo di vita è sacrale. Al piano terra troviamo anche una sala da musica, dove un pianoforte mezza coda, forse un po’ da accordare (ma questo è proprio il suo fascino), fa bella mostra di sé. La ristrutturazione è vera, casuale, virile; rispettosa dei ritmi contadini. Non odora di austero “finto-povero” né, tantomeno, di ipocrita, falsa monacalità. di Lorenzo Ciompi
CONDIVIDI
Segui Leonardo su:

Via Tiburtina 924, 00156 Roma tel. +39 06.43224.1 fax +39 06.43224.777 - Via Boccaccio 4, 20123 Milano tel. +39 02 55410.829 fax +39 02.55410.734

www.ltmultimedia.tv - corporate@ltmultimedia.tv