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Balck Core House: è una forza espressiva discreta quella che caratterizza lo stile di Irit Axelrod, l’architetto israeliano che si ispira alla Bauhaus

Per raccontare questa abitazione, la Black Core House, a Tel Aviv, bisogna prima introdurre l’architetto israeliano Irit Axelrod, la giovane ed intraprendente professionista che ne ha firmato il progetto.
Si muove tra Tel Aviv e San Francisco, dove hanno sede i suoi due studi di architettura, e vanta una formazione di prim’ordine alla Facoltà di Architettura del Technion Israeli Institute of Technology di Tel Aviv. La progettista, che è insieme architetto e designer, ama le strutture in cemento grezzo incastonate in forme geometriche audaci, un’estetica sperimentata per la prima volta da Le Corbusier negli anni ’40. Cresciuta a Tel Aviv, nel contesto architettonico in stile Bauhaus che contraddistingue la capitale israeliana, Irit ha sviluppato una grande sensibilità per le forme monolitiche che ancora oggi continuano a identificare il suo lavoro.

Black Core House

Nella ristrutturazione della Black Core House l’architetto Irit Axelrod ha puntato sul minimalismo ispirato alla Bauhaus

Fondata da Walter Gropius e attiva in Germania tra il 1919 e il 1933, tra Weimar, Dessau e Berlino, la Bauhaus ha rappresentato, in quanto scuola d’architettura, arte e design, una perfetta sintesi di razionalismo e funzionalismo, una peculiarità che Irit Axelrod ha fatto sua e che applica nei suoi progetti. Anche per questo lo Studio Axelrod Design è presente nelle più prestigiose pubblicazioni internazionali di architettura.

Il progetto della Black Core House

L'esterno della Black Core House

L’esterno della Black Core House

La Black Core House nasce dalla ristrutturazione di un’abitazione monofamiliare degli anni ’80 appena fuori Tel Aviv. Si tratta di una residenza di 510 mq, composta da due livelli più un seminterrato, dove è collocata la spa, su un lotto di terreno che include anche la piscina. I nuovi proprietari hanno chiesto all’architetto una rivisitazione che riflettesse il loro stile di vita indoor-outdoor e la loro passione per il design contemporaneo e, quindi, per gli spazi ampi e a vista.

Black Core House

Il forte dialogo tra esterno ed interno richiesto dai proprietari si esplicita nell’interrelazione consentita dalle ampie vetrate a tutta altezza. La zona pranzo esterna si trova in corrispondenza diretta con la cucina.

Lo studio Axelrod Architects ha ripensato i volumi della casa organizzandoli con rigorosa semplicità attorno al “Black Core”, l’ascensore in vetro nero lucido che collega il grande e articolato living del piano terra agli ambienti del piano superiore.
Lo spazio abitativo si apre al paesaggio esterno circostante con vetrate scorrevoli a tutta parete, una soluzione applicata anche al piano superiore e amplificata nella camera da letto, con il soffitto a doppia altezza.

Black Core House

il soggiorno, impostato sulla sobria eleganza dei toni neutri. Al centro, la scala al seminterrato e al piano superiore si sviluppa con gradoni a giorno in legno a forte spessore, contribuendo al gioco di pieni e di vuoti che contraddistingue l’architettura degli interni e la volumetria esterna.

La facciata d’ingresso in cemento bianco e stucco opaco è caratterizzata da aperture verticali e fenditure orizzontali che rivelano gli interni già percorrendo il perimetro esterno dell’abitazione e presentando subito l’elegante volto modernista del progetto della Axelrod.
Allo stesso modo, le superfici vetrate nere all’interno riflettono le immagini del giardino in tutta la casa, rafforzando il dialogo con l’esterno. Il contrasto tra bianco e nero e tra lucido e opaco è un filo conduttore stilistico, sia nel design che nell’involucro dell’edificio.

Black Core House

Il cubo dell’ascensore, il “Black Core” con superficie nera lucida, funge da snodo degli spazi verticali e orizzontali.

Il progetto è così la perfetta espressione del linguaggio visivo moderno di Irit Axelrod: è evidente il richiamo allo stile Bauhaus nella ricerca della massima essenzialità e funzionalità, che si contrappone con  tenacia al monumentalismo e all’eclettismo, così come è evidente il tocco personale dell’architetto nella definizione di interni, sofisticati ed eleganti, in cui sono abilmente mescolati superfici lucide ed eleganti e rivestimenti più caldi e materici, come il parquet in rovere per il pavimento del secondo livello.

Black Core House

Il minimalismo domina nell’area pranzo, sia nella scelta del design che nei volumi purissimi e dilatati della struttura

Anche la selezione di arredi colorati, pochi, e di tappeti risponde a questa  contrapposizione. E pochi sono i complementi di arredo e gli elementi di contorno che possano rubare la scena alle linee geometriche di un’architettura lineare e minimale che non trascura, invece, i dettagli nel sapiente utilizzo dei volumi.

Il risultato è un’idea di “quiet power”, una definizione riferita più volte al lavoro dell’architetto, una forza espressiva quasi sotterranea ma straordinariamente efficace e pervasiva.

di Floriana Morrone | FOTO di Amit Geron

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