Una rocca in Versilia per un panorama da sogno
Una casa in Val d'Orcia
Architettura razionalista: forma e materia

Quando una giovane coppia appassionata di architettura d'interni si è rivolta all'architetto Raboni, sapeva perfettamente come doveva essere la propria casa.
Un insieme di volumi dalle linee pulite, strutturati con un'ampia gamma di materiali naturali; grandi vetrate da cui poter vedere il mare, e un patio centrale da vivere il più possibile. Il risultato? Un piccolo gioiello architettonico.

Ci troviamo a Livorno, nella zona sud, vicino al mare, e questa casa è stata costruita completamente dal niente.
Il terreno esisteva già, era particolare perché aveva uno stagno che serviva da riserva d'acqua per i giardini limitrofi, e c'erano parecchie piante e un orto. Il verde attorno alla struttura è stato mantenuto e valorizzato; anche allo stagno, che adesso non ha più la funzione di una volta, si è scelto di dare una valenza decorativa. I committenti hanno espressamente richiesto agli architetti di progettargli una casa moderna, che si ispirasse alle case americane e con una piscina che avesse la vista sul mare.

Distribuito per larghezza piuttosto che in altezza, questo edificio da 250 mq., genera percorsi e prospettive piuttosto singolari. Esistono tre corpi principali che sono collegati tra di loro, ma sfalsati in pianta. Gli architetti hanno pensato la zona giorno a contatto con la terra, quindi al piano terreno, mentre la zona notte al primo piano, da consentire una vista privilegiata, così come la piscina, in comunicazione con le camere da letto.
Uno degli obiettivi del progetto è stato quello di poter godere dei vari punti del giardino. Tutta giocata sul rapporto tra interno ed esterno, la casa disegnata dall'architetto Raboni fa di questa caratteristica il suo punto di forza.

Quando viene la sera, la casa si veste di nuovo. Le grandi vetrate, che di giorno permettono la vista verso l'esterno, sono di notte dei punti luminosi da cui è possibile apprezzare i vari volumi dell'edificio. Una casa che di sera regala emozioni nuove, che è un piacere da vivere appieno, anche in silenzio.
Tra gli ambienti più tecnologici della casa, la cucina presenta soluzioni che permettono di avere tutti i confort senza rinunciare al rigore e alla semplicità delle linee. La scelta di materiali è stata particolarmente accurata. Il pavimento è in piastrelle metalliche, il rivestimento dei mobili è in legno scuro wenghè, e il piano della cucina è in porfido col bordo a spacco. Usato quasi sempre per esterni piuttosto che in interni, in questa casa il porfido trova un nuovo uso, in lastre alte 6 cm.

Il soggiorno è stato curato nei materiali. Il pavimento è un rovere sbiancato, e il camino che occupa tutto un lato del soggiorno, è rivestito di una pietra calcarea chiara. c'è una ricerca di disegno dei prospetti, e diverse tipologie di vetrate e di aperture. Ci sono le grandi vetrate scorrevoli che occupano un lato intero dell'ambiente, e poi ci sono le finestre più piccole quadrate, sottolineate dalle cornici in marmo grigio. Non appena si apre la porta di una delle due camere dei piccoli padroni di casa, il motivo del mare torna ad essere presente in un'altra forma. Il bianco e l'azzurro la fanno da padrone, in un ambiente le cui variazioni cromatiche sono interrotte solo dal noce scuro di alcuni pezzi d'arredo. Per il resto, quadri e righe a volontà. Le stanze dei due ragazzi sono delle perfette stive di una nave. Come fare a non essere felici quando si vive sulla nave dei pirati?

La camera dei padroni di casa è completamente vetrata e dà verso il mare. La parete opposta divide la camera da letto dal bagno e dal closet. In questo caso, non si tratta di "cabina armadio", ma di un vano a sé stante, che accede sia nella camera che in bagno. Il wenghè domina tutta la zona notteinoltre, ritroviamo l'ardesia alle pareti come nelle scale. Sono molti i piccoli tocchi che impreziosiscono l'ambiente: dai tessuti più diversi, ai pezzi di design. La scelta degli arredi, affidata ai proprietari di casa, esprime nel suo carattere una passione per le linee pulite, per l'accostamento di materiali che ritornano come una costante in tutta la casa, ed un gusto per quei particolari d'atmosfera che si combinano bene ad ambienti come questo.

Dalla camera da letto si può uscire e, attraverso la rampa, andare verso la piscina o scendere in giardino. In questo modo, l'accesso diretto all'esterno è possibile anche dalla zona notte. Tutto è stato pensato nei minimi dettagli per agevolare al massimo l'interazione tra il dentro e il fuori, anche attraverso i percorsi. E' chiaro che il volume dell'acqua, e conseguentemente il suo peso, hanno richiesto dei lavori strutturali più impegnativi per questa parte di edificio. Sono stati necessari inoltre, anche degli accorgimenti estetici
Forma e materia. Tutto concorre, in quest'abitazione con vista, ad interpretare con molta personalità il proprio modo di vivere a due passi dal mare.

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Fuga dalla città

La brezza salmastra che spira dal mare giunge filtrata dai penetranti aromi di lentischio e di ginepro della rigogliosa macchia mediterranea. Un cocktail di profumi che accoglie chi varca l’ingresso della proprietà, reso imponente dai propilei, i maestosi pilastri di granito. [caption id="attachment_41493" align="alignnone" width="622"] Oltre alla piscina in giardino, circondata dal verde mediterraneo, e posizionata in corrispondenza della zona living esterna, è stato creato un ulteriore spazio salotto/relax sul tetto della villa, con l’installazione di una vasca idromassaggio.[/caption] Demiurgo è l’architetto Caterina Giordani, vicentina e amante della Sardegna, come i padroni di casa. I tratti che caratterizzano il suo operato sono la pulizia degli spazi, l’attenzione al dettaglio, l’uso della tecnologia in armonia con le sensazioni suggerite dal luogo, il rispetto del carattere originario delle strutture esistenti, tutti principi che applica nei progetti che riguardano sia gli interni della casa, sia gli esterni, con la piacevole conseguenza di creare un’unica atmosfera che aleggia rarefatta dentro e fuori, in un processo osmotico senza fine. Salendo la scalinata in granito non si scorge la dimora, che apparirà tutta d’un tratto, con un impatto forte ed emozionante. Anche la piscina è occultata alla vista fino all’ultimo istante, ma se ne intuisce l’esistenza nel silenzio, percependo il suono dell’acqua che vi scorre a sfioro. [caption id="attachment_41498" align="alignnone" width="622"] Oltre alla piscina in giardino, circondata dal verde mediterraneo, e posizionata in corrispondenza della zona living esterna, è stato creato un ulteriore spazio salotto/relax sul tetto della villa, con l’installazione di una vasca idromassaggio.[/caption] Si tratta di una piscina con fondale bianco sabbia, dove la sensazione di trovarsi in una spiaggia di sogno è acuita dal colore del cielo riflesso nell’acqua, che sembra prolungarsi nel mare fino all’orizzonte. A destra della scala, giganteggia un masso granitico, dove piante grasse e fiori tipici dell’isola hanno trovato il loro habitat naturale, creando una variopinta tappezzeria vegetale che sembra crescere lì da sempre. [caption id="attachment_41494" align="alignnone" width="622"] L'architetto Chiara Giordani[/caption] Bellissima la zona pranzo sotto al porticato, un altro ulivo, la cui immagine possente appare ingentilita da piante di ortensia che gli fanno corona. Comoda soluzione per attingere facilmente a una zona degli aromi, zona prospiciente la cucina, con vista mare, è  stato creato il profumato regno delle erbe aromatiche, salvia, timo, basilico, rosmarino, alloro, tra cui trova posto anche un vecchio, romantico albero di melograno. [caption id="attachment_41492" align="alignnone" width="622"] L’architettura locale trova espressione nel patio con sofffitto in cannucciato, qui rigorosamente dipinto in bianco, nelle tipiche filanie, i rami di castagno sulla tettoia che creano suggestive ombreggiature, e nell’uso del granito, utilizzato per muri a secco e pilastri.[/caption] Dal salotto sul tetto, con un’imperdibile vasca idromassaggio e zona relax, la già splendida vista sulla baia del Pevero e su Cala di Volpe si amplia ancora: dall’alto si può apprezzare il disegno del giardino con le sue siepi di rosmarino mixate abilmente alla lantana in fiore, il prato all’inglese, i gelsomini, le macchie viola della bouganville, i cespugli di pitosforo, la barriera biancheggiante degli oleandri, lo scenografico albero di ginepro, tutte piante autoctone. L’unica che non lo è, ma che comunque ricorda l’antica presenza dei Fenici nell’isola, è una rigogliosa palma, che ha trovato felice cittadinanza, accostata ad un mirto, sardo per eccellenza. Testo di Maria Luisa Bonivento Foto di Tiziano Canu e Maria Luisa Bonivento
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Fuga dalla città

Un casale in Umbria davvero unico. Una ristrutturazione, quella realizzata da Alessandro Valeri, che ha qualcosa dell’incanto, volta al recupero di un edificio antico nella campagna umbra, costruito nel 1400 e ampliato in varie epoche, fino alla metà dell’Ottocento, con la missione di restituirne l’anima senza rinunciare a un rinnovamento dal tocco contemporaneo. [ltGallery id="38126"]Il casale atelier in Umbria di Alessandro Valeri[/ltGallery] Perché il Contemporaneo, con la C maiuscola, è il mondo di Alessandro, affermato fotografo che ha lavorato per le più importanti riviste ed esposto in prestigiosi musei e gallerie, oltre che nel Padiglione Italiano della Biennale di Venezia. Un contemporaneo che lui ha appreso a vivere e a contestualizzare, grazie alla cultura e alla conoscenza della storia e dell’Antico. Ed è proprio da questa colta simbiosi che è scaturito l’ambizioso progetto portato a termine magistralmente. Niente qui è lasciato al caso, ogni dettaglio, anche il più insignificante, è pensato e studiato ed è infatti con orgoglio che Alessandro precisa «Sono stato tantissimo in cantiere, seguendo gli operai passo dopo passo, portandoli per mano a comprendere il mio modo di interpretare lo sviluppo emotivo della materia crescente, che abbiamo steso ed elevato al cielo». [caption id="attachment_38134" align="alignnone" width="622"] La riqualificazione del casale quattrocentesco ne contestualizza le caratteristiche tipologiche in senso totalmente moderno.[/caption] La genesi di questo progetto prende il via quindi da una miriade di moventi; sicuramente uno dei principali è la pace del silenzio, di quell’assenza di rumore così assoluta da diventare protagonista, a sua volta, di un intero paesaggio. Per chi vive come Alessandro una vita nomade, in giro per il mondo tra shooting e servizi, la necessità della concentrazione, di appartenere a un luogo, della convivialità vera ed intima, diventano beni di assoluta priorità. [caption id="attachment_38136" align="alignnone" width="622"] Il salotto al piano superiore è un vero home theater, con proiettore e schermo a scomparsa nella trave del soffitto. Caminetto francese in pietra del 1600; poltrona Fjord di Moroso; libreria in alluminio di MDF; accanto al divano, lampada in alluminio e vetro originale Bauhaus.[/caption] Tutto qui è assolutamente coerente e leggibile, all’insegna di una purezza che riassume l’idea di Alessandro Valeri del lusso come concetto strettamente legato all’eleganza, allo stile e al modo di percepire la bellezza in tutte le sue forme e non sempre correlabile ad un valore economico superlativo. [caption id="attachment_38130" align="alignnone" width="622"] In cucina, il tavolo operativo disegnato da Alessandro Valeri e realizzato interamente in ferro, ospita il piano cottura professionale di Smeg, con sopra la cappa di Elica, e una piccola zona lavaggio, con lavandino e rubinetto di Franke.[/caption] Ciò che colpisce maggiormente è come l’insieme risulti lussuoso ma mai opulento, ricercato senza eccedere nei vezzi, elegante ma al tempo stesso eclettico, una casa in cui convivono e si fondono linee e stili diversi per dare vita a un insieme unico e di classe, una filosofia che è alla base di ogni produzione di Alessandro. [caption id="attachment_38132" align="alignnone" width="622"] Lampade di fabbricazione tedesca anni ‘50, acquistate a Berlino; sedie stile cinema di una storica sala di proiezione di Roma; divano realizzato con un antico letto a barca in noce; alle pareti il trittico di Alessandro Valeri “Lacrime d’asphalto”, che ritrae Naomi Campbell.[/caption] Raffinata è, come già accennato, la scelta dei materiali edili e soprattutto degli arredi, fatta di sobri ma ricercatissimi elementi di design a cui si frappongono elementi d’arredo di gusto neoclassico e oggetti di alto modernariato, tra cui lampade di fabbriche tedesche degli anni ’50 o i vecchi sedili da cinema provenienti da studi di doppiaggio di Cinecittà. [caption id="attachment_38137" align="alignnone" width="622"] Sullo sfondo della cucina, in un anticonvenzionale abbinamento cromatico, un banco di scuola d’inizio secolo scorso in abete; ai lati dell’arco, un forcone americano anni ‘50 e un separatore di acini d’uva per lo chablis. A parete, “La Rosa” Valentino Rossi, opera di Alessandro Valeri, e a terra uno strumento musicale a corda africano. La scala al piano superiore è stata disegnata e progettata da Alessandro Valeri, realizzata in ferro e fatta arrugginire naturalmente in esterni per un inverno intero. A parete, un decollage di Mimmo Rotella.[/caption] Il filo conduttore è sancito dalle opere  d’arte, perlopiù grandi foto di Alessandro, che diventano proprio il fulcro della ricerca spaziale, donando all’abitazione anche l’impronta leggera di un atelier, con gli intriganti ritratti di personaggi famosi, come Naomi Campbell o Valentino Rossi, che ammiccano tra le pareti, o le ricerche sul paesaggio urbano, altra prerogativa interessante del suo lavoro d’artista. [caption id="attachment_38128" align="alignnone" width="622"] Nella camera padronale, lampadario africano; testiera del letto creata con un antico séparé francese; alle pareti, di Alessandro Valeri, “Angelo Nero” Naomi Campbell e “Opera Blu”; vasca in cemento-resina e divano Luigi Filippo originale in mogano.[/caption] La luce irrompe negli ambienti, si riflette sui muri, anima come in una danza le superfici fatte di materiali grezzi o di intonaci dai forti colori, esalta la bellezza dei singoli oggetti, per poi tornare all’esterno attraverso le grandi vetrate, create da un progetto di riqualificazione degli ambienti non invasivo, per incontrare il verde degli alberi o le curve aspre di una delle campagne più autentiche ed apprezzate al mondo. GUARDA LA PHOTOGALLERY DEL CASALE di Roberto Begnini Foto di Gianni Franchellucci
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Case VIP

Un portoncino in legno dipinto di blu, come il tetto della casa, introducono alla Tana Blu, la dimora al mare, sul litorale a nord di Roma, della stilista Anna Fendi, dall’atmosfera magica, come quella delle favole. Un regno che Anna ha reinventato con l’architetto Dimitri Coromilas, senza stravolgerne la precedente identità. [ltGallery id="31875"]Anna Fendi: la casa che sfiora il mare[/ltGallery] Appena si entra si resta affascinati dalla sinfonia di bianco e blu delle piastrelle,  delle finestre, dei piatti, degli oggetti, dei tessuti in cretonne stampato che ricoprono i divani: colori ispirati dal mare, a pochi passi dalla casa, ma che non sono una fissazione, come ci tiene a precisare la stilista, “bensì un omaggio che ho voluto fare alle persone che mi hanno preceduta”. [caption id="attachment_31882" align="alignnone" width="622"] La casa di Anna Fendi si potrebbe definire una vera e propria tana in blu[/caption] Appartenuta alla contessa Marina Cicogna e poi a Ruggero e Laura Bises, la casa è sempre stata frequentata da personaggi famosi, come Marcello Mastroianni, Gillo Pontecorvo, Pierre Cardin, Adriana Asti, Ugo Gregoretti, Renato Guttuso e celebrità internazionali. “Molti dei tessuti e oggetti presenti”, spiega Anna Fendi, “sono ancora quelli di Valentino Più, la linea disegnata da Ruggero e Laura Bises per Valentino, che ho conservato gelosamente e poi integrato con parei e tessuti che ho trovato in Malesia, Cina e Indonesia”. [caption id="attachment_31880" align="alignnone" width="622"] Il mare è sempre presente, nei colori e nelle decorazioni di ogni ambiente della casa[/caption] La grande passione di Anna per tutto ciò che è speciale e la sua attenzione ai dettagli, la sua costante e curiosa ricerca trovano conferma all’ingresso, con un pavimento realizzato in antiche piastrelle di Vietri che, in salotto, cede il passo a maioliche Art Decò e a quelle originalissime, in marrone e bianco, risalenti ai primi del Novecento, con disegni ripresi da modelli ravennati del 1500, che rivestono una console. [caption id="attachment_31885" align="alignnone" width="622"] Sopra la console in muratura rivestita in piastrelle antiche, ispirate a esemplari ravennati del 1500, una foto di Anna con la figlia Silvia, realizzata da Richard Avedon e rivisitata da Francesco Bruscia. Sulla console, vasi cinesi e indonesiani; pavimento in piastrelle di Vietri.[/caption] A focalizzare l’attenzione, sulla parete, una bellissima foto scattata a New York da Richard Avedon, rivisitata, ingrandita e glitterata da Francesco Bruscia, e che ritrae, in un atteggiamento molto dolce, Anna e la figlia Silvia. [caption id="attachment_31878" align="alignnone" width="622"] Camino decorato con maioliche di Vietri[/caption] In salotto, intorno al grande camino decorato con maioliche azzurre, si raccolgono i comodi divani ricoperti in cretonne nei toni del blu di Valentino Più, retaggio della proprietà precedente; armonie di bianco e di blu spalmate sul coffee table con il piano in maiolica, alle pareti, sugli oggetti, con l’unica eccezione, in giallo, per la tela di Mario Schifano, l’Albero della Vita, che spicca sopra una credenza. [caption id="attachment_31877" align="alignnone" width="622"] Nella camera padronale, letto con doppia testiera, in vimini laccato bianco e imbottita, con rivestimento tessile.[/caption] Colori replicati anche nella camera da letto padronale, celebrazione della femminilità con un letto rivestito in tessuto a fiori e cuscini di un tono più chiari, mentre il bagno e il salottino accolgono, sulle pareti, i piatti collezionati da Anna nei suoi viaggi. [caption id="attachment_31887" align="alignnone" width="622"] La camera da pranzo, con il tavolo disegnato dall’architetto Dimitri Coromilas, in cristallo e base rivestita in conchiglie.[/caption] L’originale camera da pranzo è un omaggio e un inno al mare, con pavimenti in piastrelle antiche di Vietri bianche e blu, un tavolo con piano in cristallo su una base ricoperta di conchiglie raccolte sulla spiaggia, disegnato dall’architetto Coromilas, e un camino inserito su un fondo in roccia marina. [caption id="attachment_31881" align="alignnone" width="622"] Sul litorale laziale, la villa dedicata alle riunioni familiari, tra tessuti d’autore e ricordi di viaggi.[/caption] La veranda, tra una parete su cui si legge una romantica poesia, poltrone di vimini e un tavolino su cui un disegno composto con chicchi di caffè fa da  fondo a caffettiere e teiere di design, anticipa la fila di tavoli in ferro con il piano in piastrelle disegnati da Coromilas, uniti in un unico tavolo che si allunga fin quasi sulla spiaggia, sotto la capriata a pagoda, pure su disegno dell’architetto, che invita il mare ad entrare in casa. [caption id="attachment_31883" align="alignnone" width="622"] Con l’architetto Dimitri Coromilas, Anna Fendi ha reinventato gli interni.[/caption] Nel giardino, in una folta macchia mediterranea, il gazebo in legno dipinto di blu, da cui si domina la spiaggia, è pronto per l’aperitivo di benvenuto a tutta la famiglia. GUARDA LA PHOTOGALLERY CON LE IMMAGINI DELLA VILLA di Marina Pignatelli foto di Gianni Franchellucci
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