Gianluca Mariani
Massimiliano Fuksas
Antonio Citterio

Antonio Citterio nasce a Meda nel 1950. Si laurea in architettura al Politecnico di Milano e apre il suo studio nel 1972 dove ha iniziato la sua attività di progettazione architettonica e di interni. 
Tra il 1987 e il 1996 lavora in collaborazione con Terry Dwan e, insieme, hanno lavorato alla creazione di edifici in Europa e in Giappone. Tra le sue opere più significative: il restyling di un blocco nel centro storico di Seregno, la sede di Esprit ad Amsterdam, Anversa e Milano, impianti industriali per Vitra in Germania e per Antonio Fusco, a Milano. 

Guarda la gallery con le opere di Antonio Citterio

Design by Antonio Citterio

Nel 1999 è stata fondata da Citterio e Patricia Viel la "Antonio Citterio and Partners", uno studio multidisciplinare per la progettazione architettonica, industrial design e grafica. 
Nel campo dell'Industrial Design Antonio Citterio lavora per aziende italiane e straniere quali Ansorg, Arclinea, Axor-Hansgrohe, Aubrilam, B&B Italia, Flexform, Flos, Fusital, Guzzini, Iittala, Inda, Kartell, Maxalto, Sanitec Group - Pozzi Ginori , Simon Urmet, Technogym, Tre Più, Vitra. 

Tra i progetti architettonici più conosciuti, realizzati dallo studio Antonio Citterio and Partners possiamo ricordare la costruzione del palazzo sede di Edel Company nel 2002, lungo il fiume Elba, ma lo showroom e gli uffici di B&B Italia a Novedrate. Tra il 2003 e il 2004, un progetto di immagine coordinata è stata sviluppato per De Beers (Londra e Tokyo) e, nel maggio 2004, è stato inaugurato a Milano il Bulgari Hotel, il primo di una catena di hotel di lusso conosciuta come "Bulgari Hotels and Resorts". Nel 2005 ha curato la ristrutturazione dello storico Palazzo Comunale di Clusone, il progetto per la sede e vivaio della casa farmaceutica GlaxoSmithKline a Verona. Nel settembre 2006 è stato inaugurato il Bulgari Resort di Bali, lo showroom Aspesi a Milano e la piazza pedonale "Michele Alboreto" di Rozzano. Nel 2007 il ristorante e café Bulgari a Tokyo,  nel quartiere di Ginza. Nel gennaio 2008 è stata completata la costruzione per la nuova sede di Ermenegildo Zegna. Da ricordare il progetto per il nuovo "Technogym Village" a Cesena (produzione, uffici e centro commerciale. 

Guarda i video con alcuni degli esempi del design di Antonio Citterio

Pavillon Minimal per Tre-P & Tre Più

Eden per Flexform

 

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Questa storia inizia nel 2003, con il viaggio in Australia di Patricia Urquiola, designer spagnola di fama internazionale, e Patrizia Moroso, art director del marchio d’arredo Moroso, e si conclude con un progetto, quello dell’abitazione di Patrizia Moroso, a Udine, realizzato da Patricia Urquiola con l’architetto Martino Berghinz. [ltGallery id="31095"]Patrizia Moroso: il linguaggio della creatività[/ltGallery] Nascosta tra gli alberi di un bosco appena fuori città, la grande struttura compatta in legno scuro richiama infatti nella volumetria l’Uluru, il massiccio roccioso che si staglia alto nel deserto australiano, dall’intensa colorazione rossa per la presenza di ferro. Un progetto che testimonia un percorso di lavoro e di amicizia tra due donne con lo stesso nome e la stessa determinazione: il risultato è una miscela di colori e di stili, un contenitore originale, pieno di ricordi e di pezzi di design, collezioni di Moroso e arredi di vocazione etnica, in cui Patrizia Moroso vive con suo marito, l’artista senegalese Abdou Salam, e suoi figli, a breve distanza dal quartier generale del marchio. [caption id="attachment_31105" align="alignnone" width="622"] Pavimenti in resina rosso-arancio su progetto di Kerakoll; lampada rossa Twiggy di Foscarini; divano turchese Lowland e poltrona Silver Lake in pelle gialla di Patricia Urquiola; pouf Dew, design Nendo; tavolinetto vintage; tappeto Reloaded di Golran per Moroso; foto di Boubacar Touré Mandémory; sulla destra, due lampade Rontonton, sempre di Moroso. In primo piano, tavolo in alluminio No Waste, disegnato da Ron Arad.[/caption] Si tratta di un volume architettonico di estremo rigore estetico, che accoglie all’interno un caos creativo solo apparente ed impostato invece, senza alcuna improvvisazione, ad una cura studiata dei dettagli, secondo il principio e la convinzione che la vera ricchezza sia la contaminazione. [caption id="attachment_31103" align="alignnone" width="622"] Due viste dal piano superiore, riservato alla vita familiare, su quello inferiore. Il volume architettonico a doppia altezza esalta la luce naturale.[/caption] È una casa in un certo senso doppia, che esalta modelli di vita diversi e complementari: due piani, ciascuno completo di spazi funzionali specifici ma con destinatari differenti. [caption id="attachment_31097" align="alignnone" width="622"] La cucina del primo piano; sulla terrazza, le sedie Supernatural designate da Ross Lovegrove.[/caption] E così, un piano terra a contatto con il bosco, con salotto, cucina, sala da pranzo per i momenti di socialità e per gli incontri di lavoro, ed un piano superiore, come sospeso su una nuvola di alberi, che replica gli stessi ambienti funzionali ma in chiave più intima, riservata alla famiglia. [caption id="attachment_31101" align="alignnone" width="622"] Patrizia Moroso su una poltrona della collezione Bohemian di Moroso.[/caption] Non una casa di rappresentanza ma un contenitore dell’esuberanza e della fantasia di Patrizia Moroso, una passione per l’arte, la musica, i viaggi e le diversità culturali riversate a piene mani tra le pareti domestiche: le suggestioni di Paesi lontani, India, Africa, Cina, tradotte nei pattern grafici di tessuti, tappeti, pavimenti, o più esplicite nei quadri di Sami, il marito di Patrizia. Come  testimonia, al piano terra, lo scenografico salotto africano, su un piano sfalsato ribassato rispetto al pavimento, e rivolto verso il camino; il pavimento in mosaico di ispirazione africana del corridoio d’ingresso; le sedute della collezione M’Afrique di Moroso. Positiva e  poliedrica, Patrizia è stata recentemente insignita del titolo di Cavaliere del Lavoro da parte dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio  Napolitano: un premio alla passione con cui ha conciliato il know-how artigianale e sartoriale con la produzione industriale, creando prodotti iconici che parlano di design, arte contemporanea e moda. E che fanno cultura. GUARDA LA PHOTOGALLERY CON LE IMMAGINI DELLE CASA di Antonella Finucci foto di Manolo Yllera/ag.Photofoyer
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Designer e Architetti

Sono giunti a conclusione, con la proclamazione dei vincitori, i tre Premi banditi dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in occasione della Festa dell’Architetto 2014, iniziativa che, con cadenza annuale, intende celebrare e valorizzare  l’architettura e la qualità del progetto nella loro più elevata dimensione civile e culturale. Il Premio "Architetto italiano 2014" [caption id="attachment_27188" align="alignnone" width="622"] Centro di assistenza pediatrica a Porto Sudan e Ospedale Salam a Khartoum (Sudan)[/caption] Va allo studio Tamassociati di Venezia,  con sedi anche a Bologna e Parigi,  il Premio “Architetto italiano 2014” per la sua capacità - come sottolineano le motivazioni della giuria - di valorizzare una dimensione etica della professione realizzando, attraverso un approccio rigoroso e un linguaggio sempre controllato, progetti di architettura di qualità non solo in Italia ma, all’estero, anche e soprattutto, in realtà di particolare disagio, spesso caratterizzate da condizioni estreme causate da guerre, carestie, epidemie. Le opere realizzate da Tamassociati in Sudan, in Darfur e nella  Sierra Leone, rappresentano la risposta concreta alle questioni poste dall’architettura d’emergenza, realizzata con precisi limiti di budget e nelle tecnologie, e la testimonianza della funzione civile e di servizio di una architettura che  si attiene ai principi di una progettazione etica e responsabile, svolgendo un’azione in favore dei diritti umani e di uno sviluppo sostenibile. Il Premio Giovane talento dell'architettura 2014 Quale “Giovane talento dell’architettura 2014”, è stato premiato, per la realizzazione dell’edificio multifunzionale di rue Paul Meurice a Parigi, lo studio Scape, con sedi a Roma e Parigi. Nella progettazione dell’edificio - completato da pochi mesi ed assegnato allo studio a seguito della partecipazione ad un  concorso a inviti promosso dal Comune di Parigi, attraverso la Direzione del Patrimonio e dell’Architettura (DPA) -  la Giuria ha apprezzato la coerenza compositiva e la maturità nel controllare un progetto articolato che si caratterizza, oltre che per la rilevante funzione sociale in un contesto periferico, per il dialogo instaurato con il contesto. Nell’ambito del Premio “Giovane talento dell’architettura 2014” sono state attribuite tre menzioni d’onore: a MAB Arquitectura, progettisti italiani con studio a Barcellona,  per l’edificio Patronage Laïque e residenze sociali a Parigi; a Lorenzo Guzzini, con studio a Dizzasco (Como), per la Casa G, a Como; ad Andrea Morana e Luana Rao, con studio a Siracusa, per l’intervento di riqualificazione di Largo di Porta Reale a Noto (Siracusa). Segnalati anche altri cinque progetti quali: Residenza a Miglionico (Matera), di Massimo Acito, di Roma; Restauro e ristrutturazioni del Filandone a Modigliana (Forlì - Cesena), di  Ellevuelle Architetti, di Modigliana; MEF - Museo Ettore Fico a Torino,  di Alex Cepernich, di Torino;   Ristrutturazione di casa DCS a Ragusa, di Giuseppe Gurrieri, di Ragusa; Progetto di concorso per il complesso parrocchiale di Santa Maria del Carmine a Castellammare di Stabia (Napoli), di Lopes Brenna Architetti e  Matteo Clerici, di Como. Il Premio Sirica 2014: start up giovani professionisti Il “Premio Sirica 2014, Start up giovani professionisti” - che vuole essere un trampolino di lancio per gli architetti under 30 la cui attività si sia caratterizzata per l’originalità e per l’attenzione all’ innovazione, mettendo al centro il progetto di architettura - è stato assegnato a “Paesaggi in movimento”. Un progetto di ricerca quello  di Maria Bruna Pisciotta, di Renè Soleti e di Valentina Spataro di Matera che ha il fine di divulgare e di migliorare la fruizione del sistema paesaggistico, attraverso la definizione e la sistemazione dei percorsi di collegamento relativi ad un’area interna al Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, al limite tra il Parco della Murgia Materana e quello delle Murge Tarantine. Questo Premio, intitolato a Raffaele Sirica, alla guida degli architetti italiani per  quindici anni  e che testimonia l’attenzione del Consiglio Nazionale nei confronti dei giovani professionisti, prevede il conferimento ai vincitori di un contributo di 10mila euro per l’attivazione del loro progetto professionale. La giuria dei Premi La Giuria dei tre Premi è stata  presieduta dall’architetto Mario Cucinella e composta da Fabrizio Barozzi (vincitore del “Giovane talento dell’Architettura 2013”); Nicola Di Battista (direttore di Domus), Francesco Fresa (dello studio Piuarch, “Architetto dell’anno 2013”), Paolo Malara (presidente dell’Ordine degli Architetti di Reggio Calabria in rappresentanza della Conferenza degli Ordini degli Architetti); Luciana Ravanel (Ante Prima Consultants); Simone Cola (per il premio “Architetto italiano 2014” e  “Giovane talento dell’architettura 2014”)  e da  Domenico Podestà (per il premio “Raffaele Sirica Start up giovani professionisti”) rispettivamente presidenti dei dipartimenti cultura, promozione e comunicazione, ed Europa ed esteri del Consiglio Nazionale degli Architetti.
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Designer e Architetti

Sarà attribuito all’architetto canadese Phyllis Lambert il Leone d’oro alla carriera della 14. Mostra Internazionale di Architettura – Fundamentals - aperta quest’anno al pubblico 6 mesi anziché 3, dal 7 giugno al 23 novembre 2014. Il riconoscimento a Phyllis Lambert sarà consegnato ai Giardini della Biennale sabato 7 giugno 2014 alle ore 11, nel corso della cerimonia di premiazione e inaugurazione della 14. Mostra Internazionale di Architettura. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore Rem Koolhaas, con la seguente motivazione: “Non solo come architetto, ma anche come committente e custode, Phyllis Lambert ha dato un enorme contributo all'architettura. Senza la sua partecipazione, uno dei pochi esempi di perfezione assoluta realizzato nel XX secolo, il Seagram Building a New York, non sarebbe mai esistito. La creazione del Canadian Centre for Architecture di Montreal combina una rara visione e una rara generosità nel conservare episodi fondamentali del patrimonio architettonico, e permette di studiarli in condizioni ideali.Gli architetti creano architettura; Phyllis Lambert ha creato architetti.” La biografia di Phyllis Lambert Architetto, studiosa e autrice, curatore, attivista in prima linea nella protezione del patrimonio moderno, critico di architettura e urbanistica, Phyllis Lambert ha fondato nel 1979 il Canadian Centre for Architecture (CCA nella foto in basso) a Montreal, di cui oggi è direttore emerito. Il suo costante contributo al progresso dell’architettura contemporanea e le sue preoccupazioni per gli aspetti sociali connessi al progetto di conservazione urbana e al ruolo dell’architettura nella sfera pubblica le hanno assicurato una vasta riconoscibilità internazionale. Negli anni ‘50 Phyllis Lambert ebbe un ruolo chiave nel segnare il trionfo dell’architettura modernista nordamericana, quando si assicurò che Ludwig Mies van der Rohe avesse l’opportunità di costruire quell’oasi urbana, costituita da una torre e da una piazza che fu il Seagram. Dopo il 1958 quell’edificio avrebbe cambiato il volto di New York e insieme trasformato il corso della storia dell’architettura. “La mia vita –ha scritto la Lambert– è iniziata con il mio intenso coinvolgimento nella creazione di un edificio di grande qualità architettonica: il Seagram Building a New York. La filosofia che un edificio esprime filtra nella società e aiuta a plasmarla”. Nel 1963, una volta completato il Seagram, Phyllis Lambert ottenne un Master in architettura presso l’Illinois Institute of Technology e, sette anni più tardi, le fu conferita la Massey Medal come progettista di un centro culturale a Montreal. Fu un pioniere, come architetto e impresario, nello sviluppo del progetto di rinnovamento del Los Angeles Biltmore Hotel. Successivamente si occupò del restauro della sinagoga Ben Ezra, nella città vecchia del Cairo. Nella sua città natale si è distinta come attivista civile a difesa della conservazione dello spazio urbano, della rivitalizzazione di numerosi quartieri e della promozione di abitazioni a basso reddito. Grazie al suo impegno è stato istituito un sistema di consultazioni pubbliche per rendere più democratico il processo di pianificazione urbana. Nei decenni ’80 e ’90 Phyllis Lambert occupò il posto di direttore del CCA. Centro di ricerca e museo impegnato nello studio dell’architettura come tema di interesse pubblico, il CCA rappresentava  una nuova forma di istituzione culturale che mirava a sensibilizzare studiosi e cittadini sul ruolo dell’architettura nella società, a promuovere la ricerca, a stimolare l’innovazione nella progettazione. Contemporaneamente la Lambert avviava la raccolta delle collezioni che sono diventate il cuore dell’istituzione. Il CCA possiede una delle più importanti e vaste raccolte a livello mondiale. Nei suoi archivi si trovano stampe e disegni che risalgono al Rinascimento, fotografie dagli albori di questa nuova arte, archivi di architettura fra cui quelli di progettisti e studiosi internazionali che nel corso del Novecento, come in questo inzio di XXI secolo hanno contribuito allo sviluppo dell’architettura moderna e contemporanea. Le pubblicazioni di Phyllis Lambert Le pubblicazioni di Phyllis Lambert includono lavori innovativi sulla fotografia e la sua storia, sui temi della conservazione e su importanti architetti, così come testi di critica sulla città in particolare Montreal e New York, e saggi su numerose riviste. Il suo libro Building Seagram, pubblicato nel 2013, è insieme una storia culturale dell’architettura, dell’arte, della normativa urbanistica e del mercato immobiliare, così come dell’amministrazione e dei programmi di conservazione nell’area newyorchese. Per questo libro le sono stati conferiti numerosi premi, così come molti altri le sono stati assegnati per il suo contributo nel campo della museologia e dell’architettura. Si ricordano: la Gold Medal of the Royal Architectural Institute of Canada, l’Hadrian Award of the World Monuments Fund, l’AIA Awards of Honor, il Vincent J. Scully Prize of the National Building Museum in Washington D.C., il Woodrow Wilson Award for Public Service dal Canada Institute of the Woodrow Wilson International Centre for Scholars, la Médaille de l'Académie d'Architecture de France, il Prix Gérard-Morisset of the Government of Quebec, il Jane Jacobs Lifetime Achievement Award dal Canadian Urban Institute e ventisette lauree ad honorem conferite da diverse università sia in Nord America, sia in Europa. Phyllis Lambert ha ricevuto le più alte onorificenze canadesi, fra cui il Companion of the Order of Canada e il Grand Officier of the Ordre National du Québec. È membro della Royal Society of Canada e del Royal Architectural Institute of Canada. La Francia l’ha onorata con il grado di Commander of the Ordre des Arts et des Lettres e l’Assemblée parlementaire de la Francophonie l’ha insignita del titolo di Chevalier of the Ordre de la Pléiade. Phyllis Lambert è stata nominata Honorary Fellow sia del Royal Institute of British Architects, sia dell’American Institute of Architects. È inoltre membro della Society of Architectural Historians e Honorary Member dell’Architectural Association a Londra. Credits photo © JBC Média par Claude Gagnon
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