
Domanda: in una casa è importante che ci siano oggetti, mobili e quant'altro che ci ricordano qualcosa? Mi spiego meglio: una casa non dovrebbe contenere pezzi che si sono accumulati per passione, per nostalgia, per 'corrispondenza dei sensi'... un momento di follia, di amore, di coraggio (beh, tante volte per comprarci un lampadario o un tappeto o l'ultimo oggetto di design ci vuole anche un po' di coraggio, bisogna osare)? Perché me lo domando? Se mi seguite nella nuova puntata di sabato lo capirete!!!
Sono stata a casa di Gloria Bellicchi, una giovane donna assolutamente de-li-sio-sa, Miss Italia di qualche anno fa, che ora fa l'attrice. Abita nel cuore di Roma; stradine strette dietro Campo de' Fiori, palazzina lunga e un po' angusta che però arrivata al suo piano, l'ultimo, ha un affaccio su tutti i tetti e tantissima luce. Lei e suo marito si sono fatti ristrutturare e riprogettare questo piccolo appartamento su due piani da un famoso architetto e... mi piacerebbe tanto che qualcuno vedendo l'intervista mi dicesse cosa ne pensa. Io all'inizio sono rimasta stupita: tutto bianco, acciaio e vetro; nessun oggetto ma neanche, che so, un golf o un giornale! Camera da letto perfetta, ma anche lì niente di 'personale'; chiunque avrebbe potuto dormirci... non c'erano neppure le lampade sui comodini, come nelle altre stanze d'altronde, perché la luce arrivava direttamente da punti luce nel muro!
Insomma, io mi sono chiesta da cosa si potesse riconoscere il proprietario della casa, o meglio, in che cosa di quella casa esso stesso si poteva riconoscere... Certo l'insieme è assolutamente armonico e anche molto originale, nel suo rigore, ma viverci tutti i giorni... è possibile? Non verrà voglia di 'sporcare' un po' tutta questa perfezione tanto asettica? Il bello è che conoscendo Gloria si può dire che non c'è niente di più vitale, curioso, energetico di un temperamento come il suo... Avrei voluto chiederle: ma quando litigate non vi andrebbe di rovesciare qualche sedia??? ...No, perché non ce ne sono!
Io ad esempio ora che sto scrivendo ho davanti a me una piccola donnola, che sta appoggiata sulla lampada della scrivania e mi guarda da quando Cinzia Tani me l'ha regalata quando sono andata a trovarla per Passepartout. Se non mi ricordo male era marzo... mi guarda da lì, ma è tanto buffa e mi ricorda una bella giornata.
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