tra le mansioni del comunicatore, decidere, spesso in tempo reale, cosa dire, quanto dire nel tempo/format a disposizione.
sia che si tratti di una puntata registrata in presa diretta, o di una puntata di un format montato a posteriori, così come di una presentazione in pubblico, uno dei più grandi miracoli è quello di non bucare la notizia, di dire più cose possibili nel tempo dato, e di farlo, possibilmente, in modo "godibile".
nei convegni, o nelle presentazioni di realtà aziendali, in occasione della presentazione di nuovi prodotti, di ricorrenze, di "eventi" per comunicare il brand, si predispone una scaletta, che risulta sempre difficile rispettare. Il cliente/intervistato cerca di dire più cose possibili (horror vacui).
io cerco di ragionare per punti salienti, ipotizzando di lasciare nel pubblico televisivo e in quello in sala, degli spunti di riflessione, degli agganci di interesse, che possano poi creare aggiornamento o anche solo ricordo.
Vexata quaestio. potrei chiosare parafrasando uno dei capisaldi dell'arte grafica: "il bianco, nella grafica, è un pieno".
a buon intenditor...
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