La notizia della videochat di domani su home page repubblica.it/casa.
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Oggi inaugura il Triennale Design Museum, terzo interpretazione, su progetto di Alessandro Mendini.


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Torna la video chat di Giorgio Tartaro! Anche questo mese un nuovo appuntamento per avere un filo diretto con il mondo del design e dell'architettura. Ospite di questo terzo appuntamento sarà Ilenia Carlesimo di Casa & Design, a raccontarci le anticipazioni delle tendenze per la prossima edizione del Salone del Mobile.
Allora vi aspettiamo martedì 30 marzo alle ore 14.30, come sempre basterà effettuare il login per poter partecipare attivamente, scrivendo le vostre domande e le vostre opinioni, che saranno letet e commentate in tempo reale da Giorgio Tartaro insieme a Ilenia Carlesimo.
Non mancate!
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Sono molti gli amici che dispensano preziosi consigli, sul modello televisivo design.book, sulle videochat. Molti suggeriscono modelli di designer o personaggi del cinema, per rendere più identificabile il prodotto editoriale, sia design.book che le videochat.
Ebbene, in un'epoca di spiccata "personalizzazione", posso dichiarare apertamente che non sono d'accordo. Credo in un modello giornalistico, quello dell'intervista, che debba maieuticamente e sapientemente fare uscire dal personaggio, dall'intervistato, il meglio possibile per un pubblico più allargato possibile, senza per questo cadere di tono o innalzarsi troppo.
Curioso che sia un personaggio televisivo, pubblico a dire questo, ma credo che nella mia attività di divulgazione debba ancora prevalere il modello giornalistico a quello "protagonista" o "protagonistico".
Mi spiego meglio: la scelta degli ospiti, degli argomenti - parlo di design.book - è sì genericamente televisiva, ma risponde a criteri giornalistici di informazione e condivisione delle ultime ricerche.
Sarebbe forse più eclatante cercare per design.book solo ospiti trasversali (tra musica, moda, arte, cinema), brand di se stessi, in poche parole molto "personaggi".
Ecco, di personaggi ne abbiamo anche avuti, ma a questa via preferisco, preferiamo ancora l'agnizione di protagonisti del progetto, alla mera "vippata progettuale".
A voi l'ardua sentenza.
GT
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sono davvero molto felice. arrivano messaggi, telefonate, mail di progettisti che desiderano partecipare a design.book! e sono profili molto differenti tra loro. sempre in ambito progetto, si intende, ma molti si occupano di campi che l'autoreferenzialità dell'arredo aveva un po' emarginato dalle riviste e dai media.
sono davvero contento di aver portato a design.book esperti di traffico, scrittori sui temi dei social network, esperti di marketing e di comunicazione, designer industriali puri, e moltissime figure di architetti.
queste candidature a partecipare a design.book non sono altro che la legittimazione sul campo di un importante lavoro che stiamo svolgendo da anni. quello di parlare di uno dei lavori tra i più belli, divertenti, importanti e responsabilizzanti: quello del progettista.
continuate a guardarci e a proporvi, mi raccomando, questo è il nostro pane.
GT
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credo una opportunità interessante per tutti coloro che si vogliano mettere in mostra per mezzo delle idee.
www.leonardo.tv/dixean-revolution
partecipate numerosi
GT
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In sottofondo il pezzo degli U2. Davanti a noi l'immagine di un uomo che gira per casa, affacendato tra libri, palmare, computer collegato alla rete. La mente di quest'uomo che sta scrivendo un pezzo, pensando a progetti, razionalizzando i capitoli del prossimo libro che deve scrivere, oscilla velocemente tra auto-attività, quella di ricerca che svolge da solo in casa, e interattività, quella che attua continuamente attraverso la rete, i social network, le mail, gli sms, messenger...
Pensa se in un certo senso il ruolo di intellettuale in pantofole e vestaglia, che a qualsiasi ora del giorno ruba libri dai propri scaffali e mette in connessione memoria storica, visiva e musicale (con o senza di te) possa in qualche modo essere disturbata, inquinata, sporcata, da un manipolo di amici veri e finti, quelli fisici e quelli conosciuti solo in rete, che con il loro continui responsi, indirizzano la sua ricerca.
Certo che no direbbe qualcuno, la rete e l'interattività sono su richiesta, li puoi chiudere fuori dalla finestra dell'interfaccia, li puoi consultare solo quando ti annoi o sei in difficoltà a far dialogare tra loro le tre memorie.
Non è vero nulla pensa lui, quella interattività è ormai una droga, ne hai bisogno come il pane... a proposito: ha mangiato il nostro? Non se lo ricorda, come gli anziani. Nel dubbio mette un post su facebook... vediamo che succede, se c'è qualcuno in giro che possa pranzare con lui e parlargli dell'ultima notizia in voga nella mezz'ora precedente...
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è il titolo di un bellissimo pezzo scritto da un mio amico e che io introducevo con un arpeggio alla chitarra classica, che partiva in minore e con un ritardo chiudeva in maggiore. ma è il titolo anche della mia vita, di questi continui viaggi tra milano e roma, e da un treno in corsa vedo le luci. da un treno in corsa resetto il cervello, ripasso la giornata quando ritorno, preparo le cose da fare quando parto al mattino.
e oggi da questo treno in corsa ripenso alla videochat di oggi, con il fido compagno di viaggio, blogger, designer, architetto e amante e curioso della contemporaneità Romolo Stanco.
è stato bello viaggiare con voi per un'ora e mezza, cogliere i vostri spunti e dissertare tra impegno e leggerezza di temi di progetto e di vita contemporanea. massime, citazioni, latinismi e qualche sentenza, passatecelo.
per arrivare a dire che oggi è cambiato il tempo della percezione, per dire che le icone forse non hanno più senso, che l'estetica e l'etica combattono ancora, che il tempo che una volta tutto curava, oggi forse tutto cancella, e molto più velocemente di "un tempo".
abbiamo registrato, dallo studio di design,book, dal "mio, nostro" studio. e troverete questo video, per chi si fosse persa questa divertente conversazione, sul sito di Leonardo, a breve.
un saluto e un ringraziamento tutti.
GT
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