Ieri sera è andata in onda una puntata di Tendenze Casa con una mia intervista a Jean Nouvel.
La bravissima e bellissima Alessia Mancini ha lanciato il servizio... ebbene, io ero in treno, tornavo da Roma per le registrazioni di design.book.
in pochi secondi sono arrivati sms, mail e notifiche di facebook che mi avvisavano dell'evento.
Bellissimo ho pensato, guarda il lavoro fatto che si palesa e il riscontro, si sa, è il sale di ogni fatica, anche quando è un piacere.
Ebbene, io però mi stavo addormentando, e quando Morfeo si appropria di noi siamo molto vulnerabili.
Allora senza catastrofismi o negatività, la mia mente (e i suoi tarli, per dirla alla Mogol Battisti), è andata a quel viaggio in treno dell'11 settembre 2001.
Stavo tornando da Udine per una fiera, lavoravo a Domus e come potete immaginare si è scatenato il finimondo di sms e telefonate.
Bene, da lì era cambiato il mondo, ma ho poi pensato, forse per la censura che è intervenuta e mi ha fatto virare verso pensieri meno tragici: pensa se nel 2001 ci fosse già stato facebook a questi livelli, messenger e tutti gli altri sistemi di comunicazione immediata.
O muzos deloi oti, scrivevano i greci (Esopo), il mito, la favola spiega che: ogni epoca ha i propri mezzi di condivisione delle notizie, ogni epoca ha le sue notizie, e poi forse avevo fame o non avevo digerito quanto avevo mangiato a mezzogiorno: kebab.
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come promesso nelle prime puntate di design.book stanno arrivando nuovi professionisti. avevamo ipotizzato di allargare gli inviti ad ospiti con profili non necessariamente legati al design, all'architettura, all'arredo. e dalle prossime settimane saranno ospiti esperti di traffico, scrittori di romanzi che parlano di social network (quale design.book aspira - e i fatti dicono riesce - ad essere), top manager di aziende legate al mondo casa, attori e personaggi che in qualche modo potremmo definire tangenziali al design, ma che dal mio punto di vista sono assolutamente complementari.
state connessi, mi raccomando! G
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ieri sera ottima cena, con pizze d'asporto e vicini di casa. quattro adulti, 5 bimbi per casa...
i vicini sono psicologi. parlando del lavoro saltano fuori molti spunti interessanti. uno di questi, ovviamente legato a Design GT, il rapporto tra la psiche del designer e il risultato del suo lavoro.
tanti gli esempi in passato di questo tipo di analisi e indagini. però mai come oggi, secondo me, andrebbe analizzato il lavoro singolo e collettivo delle nuove leve del progetto, anche da un punto di vista psicologico, in un continuo passaggio che va dalla ricerca di soluzioni per la collettività all'autoaffermazione da parte del progettista.
che ne dite?
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