Da: Ester
Volevo chiederle delle informazioni riguardanti l'isolamento delle vetrate del mio ristorante. Il locale ha 4 vetrine di 4x4 mt, è a vetro unico con base in ferro. Ho già posizionato 2 strati di tende, ma con scarsi risultati quando fa molto freddo o molto caldo. Ho letto delle pellicole scotchting me le consiglia? Purtroppo dato il periodo economico non mi posso permetere di mettere i doppi vetri o cambiare la vetrata... Mi può dare un consiglio?
Gentile Ester, il caso è di difficile soluzione perché associa un vetro singolo ad infissi in ferro che sono i peggiori in termini di performance di isolamento termico; l'estensione delle superfici è la ciliegina sulla torta.
Per la soluzione estiva le consiglio di evitare che il sole raggiunga la superficie vetrata. Per fare questo è necessario prevedere tende o qualsiasi altra schermatura all'ESTERNO della superficie vetrata.
Per la soluzione invernale le avrei consigliato esattamente quello che ha già fatto, cioè tende pesanti da soffito a pavimento.
Le sconsiglio di spendere per pellicole che da sole nella sua situazione porterebbero un contributo minimo alla soluzione del problema.
Spero di esserle stato d'aiuto, a presto.
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Vorrei rispondere ai tanti di voi che mi chiedono consiglio circa la scelta dell'impianto di riscaldamento più adatto al loro caso. Purtroppo questa è un tipo di soluzione difficile da liquidarecosì su due piedi. Intervengono infatti delle variabili come la localizzazione climatica, il tipo di persone che abiteranno l'edificio, il tipo di materiali utilizzati per strutture e tamponature, la possibilità di realizzare impianti solari termici o gerotermici, etc. Ma soprattutto consiglio a tutti di rivolgersi ad un professionista specializzato e di non avere la pretesa di risolvere la questione da soli o con il consiglio di chi gli impianti li vende.
Durante le registrazioni del mio programma ho potuto conocere un professionista del settore (progettista) di cui ho avuto modo di testare il lavoro. Vi passo il suo contatto, si chiama Stefano Zantedeschi e potete visitare il suo sito web: www.zantedeschi.com
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Vorrei rispondere a Monica, alle prese con la ristrutturazione di un vecchio fienile sulle colline di Fabriano. Quale materiale scegliere per gli infissi? Allora, quello che posso dirti è questo. Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, sia alluminio che pvc sono considerate bestie nere nel campo dei materiali da costruzione; uno per l'alta quantità di energia ed acqua che dissipa nel ciclo produttivo, l'altro per il fatto di derivare dall'industria petrolchimica. Tuttavia nel campo degli infissi questi due materiali continuano ad offrire prestazioni che ne giustificano ampiamente l'utilizzo (salvo scelte radicali in campo di ecocompatibilità dei materiali).
Per quanto ne so il PVC offre prestazioni analoghe all'alluminio a prezzi più competitivi (o prestazioni migliori a parità di prezzo).
Le consiglio di valutare una novità del mercato che sono gli infissi in PVC e legno.
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Da Veronica:
Ciao Sono un’ammiratrice del suo programma e proprio adesso sto seguendo a casa mia un ampliamento. Con la nuova legge il cappotto adesso deve essere da 10, ma il costruttore vuole mettere il polistirolo. Io mi sono informata con un amico che ha messo il sughero importato da Portogallo e mi ha detto che è molto meglio, a parte che è 100% naturale e poi mi ha detto che fa respirare la casa. Ho chiesto al mio architetto ma non sapeva dirmi più di tanto, il costruttore è contrario, e non so a chi rivolgermi per aiutarmi. Sai dimmi qualcosa a riguardo? Ti prego di aiutarmi.
Ho realizzato un servizio sull'isolamento in sughero. Per avere dettagli e informazioni ti consiglio di consultare un distributore che è ECOSMORZO e di metterli in contatto con il tuo architetto in modo che lui possa fare la scelta migliore e più adatta al tuo caso.
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Da: Milco di Livorno:
Salve, sto ristrutturando una casa che è degli ultimi anni '60, primi '70. È una ristrutturazione importante che prevede anche il rifacimento di tutti gli intonaci. Mi piaceva rifare gli intonaci con una finitura liscia a gesso. Ll'impresa che si interessa della ristrutturazione si interessa anche delle finiture a gesso. Al momento ha fatto due stanze con un risultato molto insoddisfacente, le scuse sono che la scagliola ha dei tempi brevi di lavorazione e che le eventuali imperfezioni (che sono tante e molto visive) si correggono con una passata di carta abrasiva, ecc... Cortesemente, avrei bisogno di sapere da lei se le scuse sono valide oppure se mi devo rivolgere ad altre ditte per la finitura, e inoltre quale è la tecnica per fare questo tipo di finiture? La ringrazio molto per la sua attenzione ed attendo la sua risposta.
Effettivamente la cosiddetta rasatura deve essere carteggiata per assumere il suo aspetto liscio. Se le pareti non sono ancora state carteggiate è normale che presentino delle irregolarità. Il consiglio è di aspettare che il lavoro sia finito (quindi subito prima della tinteggiatura) per giudicare. Se a carteggiatura avvenuta e a pareti spolverate (sempre prima della tinta) il riusultato non dovesse essere soddisfacente, allora le consiglio di protestare vivamente e invitare la ditta a trovare un bravo pittore (è il pittore che rasa le pareti e non il muratore!). Si tratta di una lavorazione banale e di prassi, quindi può esigere dalla sua impresa (di qualunque livello essa sia) che venga fatta a regola d'arte.
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Qualche giorno fa abbiamo registrato una puntata di Sistemacasa presso la ditta Oikos, un'azienda che produce pitture a base di acqua (quindi senza solventi chimici) per la decorazione di interni ed esterni.
Fin dalla sua fondazione nel1984, Oikos si è impegnata nel tener viva la grande tradizione decorativa che caratterizza l'architettura italiana. Insieme alla riproposizione degli antichi materiali, agli studi ed alle ricerche sul colore nei centri storici italiani, l’azienda soddisfa le esigenze più avanzate del design e dell'architettura contemporanea, grazie alla continua ricerca sulle nuove potenzialità dei polimeri, con risultati estetici e tecnici di valore e prestigio indiscussi.

Nelle foto, scattate dall'addetto stampa di Oikos, Imma Puzio, vedete anche Andrea Nardi e Marco Miluzzi, i miei fidi alleati dietro la macchina da presa.
Per maggiori informazioni visitate il sito: www.oikos-paint.com
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Una casa dal punto di vista strutturale è fatta di strutture verticali (pareti o pilastri) e orizzontali (solai). La prima differenza tra legno e gasbeton sta nel fatto che il gasbeton è un sistema per pareti portanti mentre un sistema costruttivo in pannelli (o a telaio) in legno permette di realizzare sia strutture verticali (pareti o pilastri) che orizzontali (solai). Quindi nel caso in cui scegliate il gasbeton bisogna vedere che tipo di solai associare alle pareti. A seconda della soluzione scelta per i solai variano costi, tempi e prestazioni.
Le prestazioni di isolamento termico, poi, dipendono dallo spessore delle pareti ma, soprattutto, dal tipo di isolamento che si sceglie. E' vero che entrambi i sistemi costruttivi offorno buone prestazioni di isolamento ma in entrambi i casi andrebbe comunque essere previsto un sistema isolante che dovrebbe essere messo in opera in fase di finitura delle facciate.
Ci sono poi altre variabili portate dall'impresa che realizza l'opera. Non tutti sono in grado di gestire un cantiere con il legno mentre le prestazioni del gasbeton sono strettamente legate alla corretta esecuzione.
C'è, ultimo ma non meno importante, un fatto di coerenza tra progetto e sistema costruttivo. Insomma ogni progetto nasce (in termini di forma, soluzioni tecniche, materiali) insieme al sistema costruttivo con cui verrà realizzato.
Per questo, quando si deve affrontare un progetto complesso come una casa, ci si deve rivolgere ad un professionista di FIDUCIA che è in grado (in questo sta il suo valore come professionista) di gestire tutte le variabili in gioco per arrivare alla scelta migliore.
Diffidate di chi, a priori, stabilisce se sia meglio o peggio una o un'altra soluzione. Una soluzione, per definizione, viene elaborata per uno specifico problema; per questo motivo è differente di caso in caso.
Questo per rispondere alla famiglia Giusti, che ha da poco acquistato un terreno su cui costruirà la prima casa e che mi ha scritto in cerca di consiglio.
Piuttosto che scervellarvi su soluzioni tecniche che richiedono anni di studi per essere controllate vi suggerisco un metodo per affrontare il problema.
Scegliete un progettista di cui fidarvi (architetto o ingengnere o geometra) e interagite con lui per arrivare alla soluzione migliore.
Per individuare il vostro progettista partite dalle opere che ha già realizzato (vedetele, studiatele) e andate a conoscerlo di persona per capire se siete in sintonia, poi pretendete un preventivo per la prestazione che deve offrirvi.
Da questi tre piccoli passi già capirete chi fa al caso vostro.
Spero di esservi stato d'aiuto.
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Rispondo a Marie, che mi chiede notizie circa il servizio andato in onda qualche giorno fa su una colonna fotovoltaico per l'acqua calda. Cara Marie, quello che hai visto è un pannello solare per la produzione di acqua calda e non un pannello fotovoltaico, che invece serve per la produzione di energia elettrica. La ditta che lo produce si chiama ATI ed il nome del modello è Totem Modulo Solare. L'oggetto è in vendita presso il rivenditore Ceramiche Appia Nuova di Roma dove quel servizio è stato girato.
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Da: Raffaele
Gentile architetto, le faccio i complimenti per la trasmissione interessante e formativa che conduce, vista la spazzatura che propongono gli altri canali. Le chiedo: per costruire una casa ecocompatibile che aspiri ad ottenere la certificazione "casa clima più", è meglio procedere con una costruzione in legno prefabbricato (fermo restando tutte le altre accortenze ecologiche: finiture, impianti, ecc.), quale quella proposta ad esempio da Wolfhouse, o si può scegliere anche una soluzione tipo blocchi isotex in legno cemento? Grazie e ancora complimenti.
Caro Raffaele, anche una costruzione in blocchi in legno cemento può raggiungere gli standard casaclima più. In un caso e nell'altro i fattori che concorrono sono molteplici come l'isolamento termico, i ricambi d'aria con scambiatori di calore, l'uso di materiali ecocompatibili, lo sfruttamento delle risorse rinnovabili (anche se non deteeminante). Ad esempio se viene molto ben isolata dall'esterno, anche una casa in calcestruzzo armato può arrivare alla classe A!
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Da Diamantina:
Gentile arch. Giorgi, sono doverosi i complimenti per la trasmissione molto interessante e costruttiva. Abito all'ultimo piano di un condominio con annessa mansarda abitabile con finestre Velux, riscaldamento autonomo, è possibile installare pannelli solari ad uso mio personale? E cosa occorre, oltre al permesso condominiale? La ringrazio della sua disponibilità e cortesia.
Gent.le Diamantina, sicuramente è possibile installare pannelli solari! Devi però verificare se sia "opportuno" ovverosia se la falda della tua mansarda è ben esposta per ospitare i pannelli. Se infatti la falda è esposta a nord avrai pochissimi benefici dai tuoi pannelli. Va poi verificata la compatibilità tra le soluzioni in commercio e il tipo di copertura della tua casa.
Per quanto riguarda i permessi, ogni Comune è sovrano nella gestione dell'attività edilizia all'interno del proprio territorio dunque i permessi da chiedere variano in funzione del comune in cui trovi ed in funzione della zona di piano e del tipo di edificio su cui vuoi intervenire (se ad esempio parliamo di un edificio storico o di una zona paesaggisticamente vincolata il panorama autorizzativo si complicherebbe). Ti consiglio di rivolgerti ad un architetto che operi nel tuo territorio per sottoporgli il caso e verificare la fattibilità dell'intervento.
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