
Da: Massimiliano:
Buongiorno, volevo chiederle quali sono i mesi per fare una margotta primaverile e quali per quella estiva e che differenza c'è. Dovrei margottare una potentilla una magnolia lilliflora e un chaenomeles da fiore, ma ho trovato leggendo su vari libri chi dice primavera chi estate. Per la magnolia margotterei dopo la fioritura dopo che sono nate le foglie anche perche l'ho la pianta in pieno sole e in estate soffre perdendo quasi tutte le foglie, quindi penso sia meglio la primavera? La ringrazio per i consigli che vorrà darmi anche per le altre piante. Grazie ancora.
Per tutte le piante che mi cita il periodo migliore per la riproduzione attraverso la margotta è questo. Anche la magnolia è bene sia fatta in questi giorni, è altrettanto importante l'incisione nella parte di ramo da interrare, su quella penso che tutti i libri che legge lei siano concordi!!
Colgo l'occasione per segnalarle un libro che personalmente ritengo ben fatto per quanto riguarda le riproduzioni,il titolo è GUIDA COMPLETA A INNESTI, TALEE ED ALTRI METODI DI PROPAGAZIONI, edito da Il Castello, qualora avesse difficoltà a reperirlo nella sua libreria può ordinarlo a info@flora2000.it. A presto con i risultati ottenuti. Saluti e... radici!!
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Da: Massimiliano:
Buongiorno, ho fatto nel mese di gennaio diverse talee legnose, di berberis, cotoneaster, ciliegio da fiore, biancospino, cotogno da fiore, hammamelis, callicarpa, carpino. Le ho piantate in perlite pura e sono in una serretta con molta umidità riscaldata sui 20, 25 gradi. Alcune talee hanno già germogliato soprattutto gli arbusti a crescita rapida,pero' senza avere ancora sviluppato le radici.Volevo chiederle un consiglio su come procedere e se queste talee potranno sopravvivere.Grazie per la risposta.
È preferibile usare un substrato composto di 70% di sabbia e 30% di perlite per ottenere una buona formazione del callo radicale,diversamente usando perlite pura, bisogna essere molto attenti (non appena appare almeno un paio di cm. di nuova radice) e passarla al più presto in un vaso di diam.16/18. Il contenuto di questi sarà terriccio torboso e umificato, per completare la radicazione. A maggio, una punta di cucchiaino da caffè di fertilizzante Nitrophoska posto in superficie completerà l'opera!!
Infine, il ciliegio avrà molta difficoltà ad essere riprodotto per talea, normalmente lo si moltiplica attraverso la pratica dell'innesto,che avviene su di una pianticella do ciliegio selvatico (Prunus avium). A presto, con i risultati ottenuti.
Saluti radicati!!
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Da Alessandra
Gentile Sig. Pagani, mi sto prendendo cura da tre anni di un giardino di piccole dimensioni dove ci sono sei piante di agrumi (aranci, limoni mandarini) di cira 60-70 anni che presentano diversi problemi, primo fra tutti la cocciniglia di cui sono infestate, le piu' vecchie hanno anche il tronco screpolato e in alcuni casi la gommosi. Che tipo di concime biologico è bene usare e come alternarlo tra marzo e novembre? La torba è utile? Vorrei sapere inoltre se è vero che l'argilla sulle foglie può ridurre gli attacchi di fumaggine, se sì come va usata e quando. L'acqua e sapone in quali dosi e quando è utile darla. Il macerato di aglio nella misura di duecento grammi di aglio in cinque litri di acqua e' utile o puo' essere dannoso per gli agrumi?. È vero che il solfato di ferro diluito con acqua può essere pennellato sul tronco contro la cocciniglia. Ho letto che il silicato di sodio e olio di pino in parti uguali è ottimo contro la cocciniglia ma non so dove trovarlo in che misura va diluito con acqua e se si può dare sulle foglie o solo sul tronco. Certa di poter contare sul suo aiuto, la ringrazio di cuore.
Cercherò di rispondere in ordine alle sue domande:
- Il concime biologico da usarsi nel periodo che lei mi sottopone è la cornunghia da distribuire da novembre a marzo.
- La torba non è necessariamente utile,se c'è disponibile la si usa nella dose di 20/30 lt. a pianta a seconda della dimensione dell'albero, se non c'è pazienza, gli agrumi crescono ugualmente.
- L'argilla sulle foglie di fatto impedisce la formazione di parecchie malattie fungine, mentre i fertilizzanti considerati letame o stallatico hanno nel loro contenuto nutritivo l'azoto sotto forma di azoto ammoniacale (derivante dalle urine dei ruminanti).
- L'acqua e sapone si danno per lavare il fogliame dalla fumaggine o impedire che questa si manifesti, il dosaggio è di 100/150 cc per 100 lt. d'acqua, da trattare da giugno a ottobre ogni 30 giorni.
- Escluderei l'utilizzo del macrato d'aglio.
- Il solfato di ferro diluito e pennellato sui tronchi ripulisce dalla formazione di muschi e licheni,ma non agisce specificatamente contro la cocciniglia.
- Il silicato di sodio si dosa nella misura di 200 cc in 100 litri d'acqua, e normalmente è venduto presso i consorzi agrari o store agricoli.
Aggiungerei alle risposte ai suoi quesiti un mio parere personale sulla lotta alla cocciniglia: è preferibile usare OLIO MINERALE (Nell'elenco dei prodotti per la coltivazione biologica del disciplinare CEE) nella dose di 27/30 ml al litro.
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Da Giovanna:
Buongiorno, nella cascina ho piantato ben 20 piante di melo in 15 anni... ora è arrivato il momento per i meli da fiore. Siamo all'apice di una collina delle Langhe a circa 600 m, il vento non manca e la terra è... da vigne, cioè tufo. Quali mi consiglia? Aggiungo che i fiori mi interessano ma anche i frutti... Grazie mille!
Le migliori varietà di meli da fiori sia per i frutti che per i fiori sono:
- Jhon Diwnie (frutti gialli fiori bianchi)
- Profusion (frutti rossi, fiori rosa)
- Red Sentinel (frutti rossi invernali, fiori bianco rosati)
- Dolgo (frutti rossi, grossi e commestibili, fiori bianchi)
- Coccinelle (bacche rosse fiori rossi)
A lei scegliere!!! Saluti e... bacche.
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Da: Paola:
Seguo con interesse la sua trasmissione su Leonardo e la trovo piacevole e molto istruttiva. Ho acquistato di recente un piccolo appartamento a Riccione, sulla costa romagnola, che ha un bel giardino rettangolare: il terreno è sabbioso, è dominato da due grandi pini marittimi, è ricco di piante ornamentali sopravvissute ad anni di trascuratezza, tra cui numerosi papiri, è recintato su tre lati da una recinzione con rete verde di protezione e ha una dimensione di circa 90 metri quadrati (circa mt. 10 per mt. 9). Le chiedo gentilmente tre cose:
1. se mi può dare qualche idea circa le piante da mettere a dimora, tenendo conto che ci vado raramente e che i pini marittimi riempiono il terreno di aghi... 2. se mi può dare qualche idea su come creare zone dedicate (esempio: pranzo, relax, orto, altro) e come delimitarle e caratterizzarle.
3. pensavo di trapiantare il papiro per coprire la rete di perimetro; quando e come va riprodotto? Per talea? In che stagione?
Grazie per le sue cortesi risposte e per i suoi consigli. Buona giornata e buona fortuna per la sua trasmissione.....noi ci contiamo!
Gentile Paola, per quanto piccolo il suo giardino per dargli un'aspetto tale di questo nome è necessaria anche una piccola progettazione. La gestione dello spazio viene prima della scelta delle piante, pertanto si rende necessario disegnare la forma e lo spazio di queste zone indubbiamente necessarie per poterle vivere con piacere.
Se si tratta invece di suggerimenti, le dirò che i papiri non sono proprio piante da utilizzare come siepe, perlomeno non occludono certamente la vista nè creano privacy, meglio sarebbe utilizzare piante come Viburnum tinus, Pittosporum tobira, Osmanthus aquifolium, tutte specie idonee a vivere al di sotto dei pini marittimi e al tempo stesso con vegetazione coprente e gli ultimi due con fioriture profumate. Le eventuali zone che lei mi descrive potrebbero essere circoscritte da border di fioriture perenni alternate ad arbusti da fiore di media dimensione con fioriture prevalentemente estive (e qui l'elenco è molto lungo), tali da disegnare l'area adibita all'uso e renderla piacevole.
La bordura dell'orto sarà necessariamente fatta con il rosmarino. Infine, se proprio ci tiene a riprodurre il papiro, lo si riproduce per divisione della ceppaia a fine marzo, avendo cura (essendo il papiro una pianta palustre) di mantenere il terreno costantemente umido per i primi 30 giorni, onde favorire il radicamento.
A presto e... buon lavoro!!
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Da: Cinzia:
Carissimo Maestro Pagani, la mia casa (Veneto meridionale) ha un giardino con una esposizione particolare: si trova a N-E, circondato da muri su tre lati, il quarto lato confina con un parco pubblico; durante la stagione invernale praticamente non riceve i raggi del sole, mentre durante la stagione estiva un terzo rimane perennemente all'ombra, un terzo viene soleggiato per parte della giornata ed il rimanente viene soleggiato per l'intero giorno (in particolare al mattino e da metà pomeriggio). Dopo due anni in cui mi sono affidata a giardinieri che fra nuovi impianti e trasemine non mi hanno soddisfatta ho deciso di fare da me.
I problemi sono numerosi: muschio nella parte più "ombrosa" e meno arieggiata ed una vera e propria invasione di erbacce (gramigne e foglie larghe di ogni genere), sul rimanente. Ho provveduto ad un diserbo totale... il punto è che non so quale tipo di miscuglio utilizzare per la semina. Oppure faccio un investimento in prato a rotoli (si tratta di circa 70-80 mq)?
Grazie per la sua attenzione.
Premesso che se le condizioni di esposizione sono quelle descritte, dove rimane ombreggiato avrà sempre, qualunque specie di seme usi, avrà sempre problemi di contenimento del muschio, dicasi SEMPRE, qualunque cosa le raccontino. In questi casi la logica ci insegna che è bene contenere il danno nei limiti del possibile e le cose da farsi sono queste:
- provvedere ai primi di marzo al diserbo totale, mediante l'utilizzo di principio attivo GLIFOSATE,che come risaputo non lascia traccia di prodotto nel terreno.
- predisporre una fresatura del terreno, cogliendo l'occasione per interrare se necessario (e questo lo deve valutare chi è del mestiere) sabbia o torba quali ammendanti in caso di suolo argilloso o meno, lo stallatico serve per integrare sostanza nutritiva e preparare ad un ad buona radicazione.
- effettuare la semina sulla metà marzo utilizzando una monospecie di loietto, al momento la varietà che offre il miglior risultato in quelle condizioni è il loietto var. "RITMO" (cultivar francese, tenace, duraturo nel tempo e particolarmente resistente alle malattie fungine del prato. La quantità necessaria al mq. è di grammi 40, meglio qualche grammo in più piuttosto che meno.
- Dopo aver effettuato la semina, spargere sul terreno una fertilizzazione con funzione di incentivo alla veloce germinazione, il fertilizzante consigliato è del tipo della COMPO - BASATOP STARTER in ragione di grammi 30 al mq.
- Provvedere alla rullatura dopo semina e immediata annaffiatura. Successivamente la gestione dell'acqua è da valutare sul posto e a seconda delle condizioni atmosferiche.
- Dopo la prima rasatura, inizia il periodo della fertilizzazione di mantenimento, che dovrà essere cosi fatta: distribuzione di fertilizzante FLORANID RASEN della COMPO in ragione di grammi 30 al mq.a fine maggio.fine giugno e fine agosto.
- Ai primi di settembre iniziano i guai per quanto riguarda il muschio. Sarà necessario allora provvedere alla distribuzione su tutto il prato del prodotto FERRO TOP della COMPO, il quale provvederà all'impedimento del sorgere di muschi e licheni per l'alto contenuto di ferro presente,intervento che dovrà essere ripetuto a ottobre,novembre, dicembre e metà/fine gennaio o primi febbraio.
- Se avrà la pazienza di seguire da sola questo programma di manutenzione, riuscirà anche senza l'intervento del vivaista a mantenersi il prato in buone condizioni,ma è assolutamente necessario non saltare nessun intervento.
L'ipotesi di un parato a rotoli è un investimento solo per chi glielo fornisce, in quanto è comunque soggetto alla presenza del muschio nei mesi autunno-invernali e la specie contenuta nel tappeto è la stessa che che le verrebbe fornito con la semina.
La semina di specie di tipo ombreggiante come la Poa, sono talmente deboli che in assenza di luminosità sono le prime a ceder alla presenza di infestanti più agguerrite,se cosìnon fosse lo stadio di S:Siro non sarebbe rizollato due o più volte all'anno.
Questo non vuole essere il Vangelo secondo Pagani... ma quasi!! A presto, magari con una foto del parto più bello rispetto al vicino.
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Da: Miriam:
Gentile Carlo, mi piace il giardinaggio ho un ampio terrazzo dove coltivo molte piante con discreto successo. Ho un problema: ho da diversi anni una Nandina domestica che fiorisce puntualmente ogni anno ma non matura mai le bacche rosse invernali... quale potrebbe essere il problema? Guardo la sua rubrica su Sky saltuariamente ma con interesse!
Quasi certamente la mancata fruttificazione dipende dalla esposizione della pianta. Le bacche sono conseguenti alla autoimpollinazione, che con ogni probabilità è impedita da fattori ambientali. Sole totale e aerazione sono fondamentali per la buona riuscita. Verifichi e... magari mi sappia dire.
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Da: Vera:
È la prima volta che dovrei occuparmi di un giardino e sto seguendo sempre il suo meraviglioso programma.
Nel mese di dicembre aveva parlato di una pianta simile se non sbaglio alla begonia ma che si poteva utilizzare come tappezzante per giardini e terrazzi. Siccome ho un giardino che si svolge in salita e non potrei tagliare l'erba con facilità, mi chiedevo se mi poteva ripetere il nome oppure darmi un consiglio!
Considerata la specifica situazione che mi descrive, ritengo che il miglior tappezzante per risolvere l'eliminazione dell'erba sia ricorrere all'utilizzo dell'hypericum calcynum, una erbacea perenne sempreverde con bellissima fioritura in giallo il mese di giugno, altezza 20 cm e con un notevole sviluppo radicale idoneo a frenare il terreno in caso di scarpate, pendii o simili. Dopo la fioritura mantiene un bell'effetto a copertura completamente verde.
A presto per nuovi consigli.
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Da: Gabry:
Salve sig. Carlo, le invio una foto del mio prato. Presenta sempre questa specie di ragnatela estate e inverno, finendo poi con il seccarsi. Sto usando un fingicida ROVRAL periodicamente 3 o 4 volte al mese da quasi un anno, ma non riesco del tutto a distrugere la malattia, come posso fare??? Esiste un prodotto più specifico?
Gentile Gabry, purtroppo il fungo che genera la malattia sul suo prato è veicolato attraverso l'umidità che, ahimé, abbonda nei prati, in quanto durante il periodo estivo è sottoposto costantenete ad irrigazione. L'evaporazione che avviene lentamente rispetto al periodo estivo causa questo malessere. E questa è la diagnosi, la cura meccanica invece consiste nel ridurre le irrigazioni già a fine agosto, consentendo al terreno di evaporare meglio durante il mese di settembre e ottobre.
Fertilizzare a fine settembre con fertilizzante specifico (FLORANID CLUB-COMPO) per rinforzare l'apparato radicale in quanto più la pianta è forte e meno subisce l'agressione del fungo.
infine, personalmente preferisco l'utilizzo come anticrittogamico del prodotto PROGREEN sempre della Compo, poiché limita la quantità di trattamenti(una volta al mese nei mesi di marzo, aprile, maggio, giugno e settembre, ottobre e novembre), con ottimi risultati di contenimento e cura della malattia.
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