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Fuga dalla città

Lampade a led a sospensione

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Idee per la tavola estiva

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Vivere in città

Sempre più spesso il concetto di eleganza sembra essere caduto in disuso, accantonato in favore di una praticità più rilassata o di un lusso sfacciato ed esibito. Fortunatamente, però, come sempre la generalizzazione si rivelerebbe un errore frettoloso; l’eleganza discreta, sebbene a volte sia bollata come demodé, sopravvive in molti campi. GUARDA LA PHOTOGALLERY DELLA CASA [caption id="attachment_21899" align="alignnone" width="622"] Nel living, console in corian bianco su disegno dello Studio Archline; pavimenti in resina e in gres di Mutina.[/caption] Ed è sulle colline della città di Messina, affacciata su quello stretto di mare protagonista di tante leggende e miti, che si trova questo prestigioso appartamento, sviluppato su due piani e progettato negli interni dall’architetto catanese Antonio Iraci e dal suo studio Archline. In questo angolo di Sicilia, trionfo del barocco e di una natura dai colori forti e violenti, ha preso vita questo progetto dalla rigorosa impronta minimal. Un incontro insolito ma sorprendentemente riuscito! [caption id="attachment_21897" align="alignnone" width="622"] Nel living, divani componibili Turner, di Molteni&C, disegnati da Hannes Wettstein[/caption] È un appartamento signorile e accogliente, minimale ma raffinato, che riesce nella difficile impresa di equilibrare diversi stimoli e tendenze in un insieme armonico e di indiscutibile bellezza. Già dall’ingresso si entra nel cuore sociale dell’abitazione: grande protagonista, e un po’ anche la firma di Iraci, è infatti l’ampio living, per il quale sono stati scelti toni neutri per pavimenti, pareti e per i grandi divani di Molteni, e che volutamente è in totale comunicazione con l’area pranzo ed il suo grande tavolo, attorniato da confortevolissime sedie. [caption id="attachment_21898" align="alignnone" width="622"] Fra l’area salotto e la cucina, la zona pranzo è arredata con mobili a scomparsa e tavolo disegnati dallo studio Archline; le sedie in pelle con profilo in alluminio sono il modello Fitzgerald di Poltrona Frau, disegnate da Jean-Marie Massaud. Sul tavolo, lampada a sospensione Brooklyn di Oty Light.[/caption] Nonostante il diktat minimale non si è voluto, però, rinunciare a tocchi di eclettismo, come l’incredibile scala in resina cementizia e cristallo che unisce i due piani della casa e che appare quasi sospesa nel vuoto. [caption id="attachment_21902" align="alignnone" width="622"] La scala è una struttura aerea e trasparente, in cristallo con gradini in resina cementizia. Tutti gli arredi e le pareti contenitive sono su disegno dello Studio Archline.[/caption] Ad un primo sguardo, l’insieme potrebbe risultare improntato ad una certa essenzialità, ma non serve un occhio attento per notare che, proprio come avviene per le persone eleganti, dietro a una semplicità che è apparente si nascondono numerosi dettagli raffinati e particolari: come i bei pavimenti in gres di Mutina e resina, elemento presente in tutte le stanze della casa, o le abili soluzioni pensate per un’illuminazione discreta, resa possibile anche dalla straordinaria quantità di luce che filtra dalle enormi vetrate affacciate sulla città e sul suo splendido mare. [caption id="attachment_21895" align="alignnone" width="622"] I toni neutri del living si rapportano con la trasparenza delle strutture in vetro e delle finestre a tutt’altezza e con la matericità del legno delle pareti contenitive e dei pannelli brise soleil.[/caption] Tutto è perfettamente in armonia e niente è assolutamente lasciato al caso.Dalle studiatissime volumetrie, ai sapienti tagli e persino ai pochi tocchi di colore, che ancor più si accendono nella loro quinta total white. Ne è un chiaro esempio la seduta rossa Vanity Fair di  Poltrona Frau, posta al centro dell’immacolata camera da letto padronale. [caption id="attachment_21894" align="alignnone" width="622"] In cucina, gli arredi sono realizzati su misura, su disegno di Studio Archline, con ante complanari scorrevoli entranti e a battente e con piano in corian; l’isola centrale operativa è il modello Convivium di Arclinea; pavimenti in gres di Mutina e resina[/caption] Per la cucina la scelta è ricaduta sul binomio acciaio/bianco laccato, in un insieme dalla forte impronta moderna, in cui anche la citazione di un’isola centrale, quasi un bancone bar, con tanto di sedie firmatissime, è riletta e reinterpretata in favore, ancora una volta, di una sobria eleganza. [caption id="attachment_21893" align="alignnone" width="622"] Lo studio dell’illuminazione ha previsto soluzioni molto abili, sulla base della luce naturale.[/caption] Per quanto riguarda l’illuminazione, il concept è stato curato da Viabizzuno fin nel minimo dettaglio, in modo innovativo e contemporaneo, con veri e propri tagli di luce realizzati nei soffitti. GUARDA LA PHOTOGALLERY DELLA CASA di Roberto Begnini foto di Gianni Franchellucci progetto: arch. Antonio Iraci  
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Immaginate di poter compiere un viaggio a ritroso nel passato e di ritrovarvi catapultati, al termine del tragitto, in un’abitazione degli anni Cinquanta, impeccabile e funzionale o, poco più avanti nel tempo, di finire in una stanza d’albergo degli anni Sessanta, raffinata e briosa. È quanto offre la mostra a cura di Lorenzo Ciompi “Camere d’artista. Il design italiano 1930 1960”, in programma dal 24 luglio al 14 settembre nella sede di Villa Bertelli a Forte dei Marmi, una celebrazione della decorazione d’interni e del design italiano nell’arco temporale, compreso tra gli anni Trenta e i Sessanta, che ha segnato la supremazia assoluta del nostro Paese in ambito internazionale, partecipando alla costruzione del mito del Made in Italy e al suo radicamento nella memoria collettiva. Ma la qualità dell’esposizione, alla quale partecipano molti degli importanti pezzi della collezione personale di Lorenzo Ciompi, è legata anche alla novità del progetto espositivo, che presenta sedute, tavolini, scrivanie, lampade inserite in soluzioni d’arredo coordinate, che ben delineano lo stile dell’epoca al quale ogni singolo pezzo risale.   Il visitatore può così apprezzare, a distanza di oltre mezzo secolo, una sala da pranzo di Ico Parisi del 1952 con i Mobili Italiani Moderni di MIM; una camera d’albergo realizzata da Gio Ponti nel 1964 e una camera da letto del 1930 di Maurizio Tempestini, l’architetto che, con l’ingegnere Nello Baroni e il paesaggista Pietro Porcinai, tra gli anni Trenta e i Quaranta del secolo scorso firmò progetti di grandissimo pregio in Versilia, tra i quali La Capannina di Forte dei Marmi. Sono una testimonianza di questi interventi i bellissimi acquerelli preparatori realizzati da Tempestini per presentare alla committenza i suoi progetti, vere  opere d’arte se paragonate ai progetti in AutoCad dei giorni nostri. I cultori dell’arte tout court troveranno un’ottima ragione per visitare l’esposizione anche nella presenza di alcune opere di Lucio Fontana, come il Concetto Spaziale dipinto su vetro del 1953.  Omaggio alla tv da parte del padre dello spazialismo, non a caso è il capostipite della collezione di Lorenzo Ciompi che riuscì ad aggiudicarselo a un’asta all’inizio della sua carriera di attore. Al termine della mostra, sarà possibile acquistare i pezzi esposti da Compendio Gallery (www.compendiogallery.com). di Anita Laporta
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