Articoli

La toeletta: un classico femminile

Complementi di arredo

CONDIVIDI

La mostra di Hans Memling alle Scuderie del Quirinale

News

Con questa ambiziosa iniziativa le Scuderie del Quirinale intendono offrire per la prima volta al pubblico italiano l'occasione di una grande rassegna dedicata ad Hans Memling, l'artista che nella seconda metà del Quattrocento, dopo la morte di Rogier van der Weyden sotto cui si era formato, divenne il pittore più importante di Bruges, cuore finanziario delle Fiandre e centro di produzione artistica tra i più avanzati dell'area fiamminga. La mostra di Hans Memling [caption id="attachment_25826" align="alignnone" width="622"] Madonna con bambino e angeli, 1485-1490[/caption] Una monografica mai prima realizzata nel nostro Paese che mette in luce le eccelse qualità di questo protagonista assoluto del Rinascimento fiammingo. La mostra prende in esame ogni aspetto della sua opera, dalle pale monumentali d'altare ai piccoli trittici portatili, oltre ai celeberrimi ritratti, genere in cui Memling seppe perfezionare lo schema campito su uno sfondo di paesaggio, che esercitò una fortissima seduzione anche presso numerosi artisti italiani del primo Cinquecento. Le opere di Hans Memling in mostra [caption id="attachment_25827" align="alignnone" width="622"] Ritratto di donna, 1470-1475[/caption] La mostra si propone inoltre di approfondire le forme di mecenatismo che fecero da propulsore per la carriera dell'artista. Più di tutti i suoi contemporanei, Memling divenne il pittore preferito della potente comunità di mercanti e agenti commerciali italiani a Bruges, diventando l'erede dei venerati maestri fiamminghi ormai scomparsi, Jan Van Eyck e Rogier van der Weyden. Fin dall'inizio della sua attività indipendente come pittore di tavole, Memling riuscì a creare una sintesi dei notevoli risultati di entrambi quei maestri, già tenuti nella più alta considerazione dalla nobiltà italiana e dalle élite urbane che ne fecero il loro pittore di riferimento. [caption id="attachment_25828" align="alignnone" width="622"] Madonna e il bambino 1480[/caption] Oltre a capolavori di arte religiosa provenienti dai più importanti musei del mondo, tra cui dittici e trittici ricomposti per la prima volta in occasione della mostra come il Trittico Pagagnotti (Firenze, Uffizi; Londra, National Gallery), il Trittico di Jan Crabbe (Vicenza, Museo civico; New York, Morgan Library; Bruges, Groeningemuseum) o il monumentale Trittico della famiglia Moreel (Bruges, Groeningemuseum) che spettacolare fondale del percorso espositivo al primo piano, la mostra presenterà una magnifica serie di ritratti tra cui Ritratto di giovane dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia, il Ritratto di uomo dalla Royal Collection di Londra - prestito eccezionale della Regina Elisabetta II -, il celeberrimo Ritratto di uomo della Frick Collection di New York nonché il magnifico Ritratto di uomo con moneta romana (ritenuto l'effigie dell'umanista Bernardo Bembo) proveniente da Anversa. [caption id="attachment_25829" align="alignnone" width="622"] Uomo con moneta romana, 1475 ca.[/caption]  La mostra si svolge dall'11 ottobre al a 18 gennaio 2015. Per info: www.scuderiedelquirinale.it

CONDIVIDI

Come arredare un soppalco

Come arredare casa

In casa lo spazio non basta mai e gli occhi cadono sempre in alto, con la speranza di poter realizzare un soppalco. Sul soppalco si possono ricavare delle piccole camere da letto oppure una zona di studio o lavoro. Ma prima di arredarlo,  capiamo quando è possibile realizzare un soppalco. Realizzare un soppalco: regole e norme [caption id="attachment_25774" align="alignnone" width="622"] Grazie al soffitto alto della stanza, si è realizzato un soppalco per una camera da letto/studio sopra la cucina. Il soppalco può essere chiuso da uno schermo in policarbonato traslucido[/caption] Il soppalco abitabile è definito in termini di legge come “soppalco con permanenza di persone” e si tratta di una zona rialzata in un secondo momento rispetto al livello del resto dell’appartamento, calpestabile da persone comodamente in piedi. Le regole e le misure stabilite dalla legge per la realizzazione di un soppalco cambiano a seconda del Regolamento Edilizio e di Igiene del proprio Comune di residenza, ma in linea generale esse sono: altezza minima del locale da soppalcare: che deve essere di almeno 430-440 cm; le altezze sopra e sotto il soppalco quindi non possono essere inferiori a 210 cm, soletta compresa. superficie soppalcata: non deve essere superiore a 1/3 della superficie del locale, ma può arrivare fino a metà della superficie del locale quando le altezze sopra e sotto il soppalco raggiungono i 220 cm. altezza della zona sottostante: deve essere di almeno 240 nel caso la si voglia attrezzare come bagno o come cucina (mantenendo sempre però i 210 cm minimi nella parte superiore). superficie finestrata: non deve essere inferiore a 1/8 della superficie del locale soppalcato La documentazione del progetto va presentata all’Ufficio Tecnico del proprio Comune da parte di un professionista (ingegnere, architetto o geometra). Una volta ultimati i lavori, questi vanno documentati all’Ufficio del Catasto, poiché aumenta la superficie calpestabile e quindi la metratura dell’appartamento. Inoltre per realizzare il soppalco non è necessario chiedere l’autorizzazione all’assemblea condominiale.Per evitare però successive contestazioni da parte di vicini, è consigliabile depositare presso l’Amministratore la documentazione relativa ai permessi comunali ottenuti e la perizia del professionista che ha realizzato il soppalco. Come arredare il soppalco In un soppalco si possono realizzare tante cose: una camera da letto, uno studio, una piccola cabina armadio. Nella foto, un originale esempio di come si possano rompere gli schemi: i proprietari di questa casa in Francia hanno invertito le funzioni, posizionando nel living il letto (che può essere nascosto dalle tende) e sul soppalco un piccolo soggiorno. Arredare il soppalco con una camera da letto [caption id="attachment_25775" align="alignnone" width="622"] Zona soppalco con camera da letto[/caption] È una delle soluzioni più utilizzate per chi ha una casa piccola, realizzare sul soppalco una piccola camera da letto.  L'ambiente risulta grande e moderno e si conserva tutta l'intimità della zona notte in uno spazio indipendente. [caption id="attachment_25776" align="alignnone" width="622"] Una piccola camera da letto sul soppalco[/caption] Arredare il soppalco con uno studio [caption id="attachment_25777" align="alignnone" width="622"] Arredare un soppalco realizzando uno studio[/caption] Per chi non ha troppi problemi di spazio, creare una piccola zona studio sul soppalco è una scelta molto funzionale. Si può creare un angolo lettura, una piccola biblioteca, una postazione di lavoro o semplicemente una zona per dedicarsi a dei progetti. [caption id="attachment_25778" align="alignnone" width="622"] Un soppalco di una grande casa moderna[/caption] Una cabina armadio nel soppalco [caption id="attachment_25780" align="alignnone" width="622"] Arredare il soppalco come una piccola alcova o una cabina armadio[/caption] Il soppalco, o se avete la fortuna di avere una soffitta, può essere trasformato in una piccola alcova o anche una piccola cameretta per i bambini. Avete poco spazio per scarpiere e per sistemare gli abiti? Tutto in soppalco! Il pavimento per il soppalco [caption id="attachment_25781" align="alignnone" width="622"] Un living con il soppalco in vetro[/caption] Il classico soppalco in legno è passato di moda anche perchè viviamo in case sempre più moderne. La tendenza punta alla realizzazione di soppalchi che utilizzano il  vetro sia per la zona calpestabile che come parete. Ci sono progetti molto arditi in questo senso e vi mostriamo una casa a doppia altezza costruita proprio come una scatola di cristallo. [caption id="attachment_25782" align="alignnone" width="650"] Una casa concepita come una scatola di cristallo[/caption] Scopri il progetto di questa casa

CONDIVIDI

Case VIP

Chi vive a Roma sa bene che è sufficiente percorrere un tratto di Salaria in direzione di Rieti per trovarsi catapultato, dopo un’ora circa di strada, in una dimensione completamente estranea alla città, fatta di boschi, caratteristici borghi e distese di uliveti. [caption id="attachment_25725" align="alignnone" width="622"] “Il mio rapporto con la campagna è vitale”, confessa Grazia Di Michele. “Sento un bisogno estremo di isolarmi dal rumore, dalla città, dal traffico e vengo qui ogni volta che posso”.[/caption] Buen retiro ideale per chi è a caccia di un’oasi di benessere non distante dalla città, venticinque anni fa, in netto anticipo rispetto alla dilagante voglia di campagna che si   respira oggi, questo territorio ha conquistato anche Grazia Di Michele, cantautrice romana di successo e docente della scuola del programma televisivo “Amici”, e sua sorella Joanna, che di lì a poco avrebbe lasciato gli Stati Uniti per ristabilirsi in Italia. [caption id="attachment_25719" align="alignnone" width="622"] In queste pagine, la grande terrazza protesa sulla vallata del casale principale, circondato da 25 ettari di campagna che integra alberi da frutto, aree boschive e un grande uliveto. Per il servizio, Grazia Di Michele indossa gli abiti tailor made di Roberto Prili Di Rado[/caption] Il desiderio di avere un punto di appoggio non distante da Roma, dove potersi rilassare al rientro dalle tournée e dai viaggi, fa maturare così l’idea di comprare un grande appezzamento di terreno -circa 25 ettari - e di edificarvi un casale, progettato secondo un personale parametro di gusto. [caption id="attachment_25720" align="alignnone" width="622"] Nella campagna e nel giardino, ogni pianta è stata messa a dimora giorno dopo giorno, selezionata nel pieno rispetto dell’ambiente naturale, rifuggendo dalla tentazione di inserire specie non autoctone. Il risultato è una rigenerante distesa verde, che accoglie gli ospiti con i suoi profumi appena si varca il cancello della proprietà.[/caption] Mi innervosiscono gli ambienti pubblici che impongono musica a tutto volume, perché puoi chiudere gli occhi, ma non le orecchie. Questo, al contrario, è un ambiente low-fi, dove riesci a distinguere il canto di un uccello o il verso di un animale, un’esperienza ormai rara in una civiltà visiva, quella di un Dio che è diventato immagine e che non è più verbo. E poi questa è una delle poche zone in Italia ad ospitare ancora lucciole e farfalle”. [caption id="attachment_25723" align="alignnone" width="622"] Riferimenti aztechi, vasi messicani e ceramiche di fattura italiana definiscono la storia della casa, arredata a poco a poco. Nelle nicchie in peperino rosa, statue di La Paz, in Bassa California. Nella pagina successiva, Grazia di Michele posa nella cucina, rivestita con ceramiche di Vietri.[/caption] La sensazione di appagamento che regala la vista della campagna e dei monti Reatini non si affievolisce varcata la soglia di casa, una composizione armonica di arredi di famiglia e oggetti acquistati in giro per il mondo, che hanno trovato in questo ambiente la loro perfetta ragion d’essere. Come il vaso messicano a righe bianche e blu che spicca nel living, una burla degli artigiani locali nei confronti dei conquistatori spagnoli, evocati dal coperchio a forma di elmetto. [caption id="attachment_25722" align="alignnone" width="622"] Tappeti persiani, afghani e messicani riscaldano l’ambiente, arredato con divani e poltrone di fattura artigianale e mobili di famiglia. Gli stipiti di porte e finestre sono incorniciati da marmo peperino rosa, proveniente dalle cave di Viterbo. Nella nicchia a destra della porta d’ingresso si scorgono una coppia di vasi di Venini e la tela di un pittore bulgaro del 1900.[/caption] Sul pavimento in cotto, tappeti persiani, afghani e messicani riscaldano ulteriormente l’ambiente, in un continuo rincorrersi di tradizioni e culture. “In tutta la casa ci sono oggetti che hanno una storia ed ogni pezzetto è entrato piano piano a comporne gli arredi”, spiega Grazia Di Michele. [caption id="attachment_25724" align="alignnone" width="622"] Con affaccio sul giardino, la camera da letto è la stanza dei ricordi; il letto in ferro battuto è stato realizzato da artigiani polacchi; il camino in terracotta, pezzo raro non riproducibile, è opera di un artigiano toscano; le tende sono tirolesi.[/caption] Un work in progress al quale non si sottrae neppure la zona notte, con la camera da letto della cantautrice, arredata con il letto in ferro battuto realizzato dalla squadra di artigiani polacchi che lavorato alla costruzione dei casali; le tende tirolesi acquistate a Merano. GUARDA LA PHOTOGALLERY DEL CASALE DI GRAZIA DI MICHELE Di Anita Laporta Foto di Gianni Franchellucci  
CONDIVIDI

News

Tra i più grandi Maestri del Novecento italiano, Mario Sironi viene presentato al Complesso del Vittoriano di Roma con una grande retrospettiva. La mostra Mario Sironi. 1885-1961 è aperta dal 4 ottobre 2014 all’8 febbraio 2015. Attraverso le sue opere più significative si intende ricostruire la complessa attività del Maestro, ripercorrendo tutte le stagioni della sua pittura, dagli esordi simbolisti al momento divisionista, dal periodo futurista a quello metafisico, dal Novecento Italiano alla pittura murale fino alle opere secondo Dopoguerra. La mostra di Mario Sironi [caption id="attachment_25671" align="alignnone" width="622"] Le opere "Il lavoratore" e "Paesaggio urbano con taxi"[/caption]  Sironi è stato uno dei più originali pittori italiani, nonché tra i più rappresentativi della sua epoca, come testimonia la stima dei colleghi, e non solo, nei suoi confronti. Attraverso novanta dipinti, e attraverso bozzetti, riviste, e un importante carteggio con il mondo della cultura del Novecento italiano, la mostra, partendo dalle creazioni giovanili fino ad arrivare quelle degli ultimi giorni, intende far conoscere meglio un artista di statura europea, del quale lo stesso Picasso diceva “avete un grande Artista, forse il più grande del momento e non ve ne rendete conto”. [caption id="attachment_25673" align="alignnone" width="622"] L'opera "Paesaggio Urbano - Brera"[/caption] Così Elena Pontiggia, curatrice della mostra, apre il suo saggio in catalogo, sintetizzando la grandezza e l’originalità dell’artista: «“Per me la sua pittura è una lezione di tragedia… Non c’è pittore che valga i suoi quadri”. A scrivere così di Sironi non è un critico d’arte, un accademico, un professore universitario, ma lo scrittore Gianni Rodari. E non sta parlando di estetica, ma di quando il 25 aprile aveva salvato la vita all’artista, fermato da un gruppo di partigiani di cui lui, Rodari, faceva parte. Forse perché non è un critico, Rodari centra il cuore della questione: l’arte di Sironi è una lezione di tragedia. Ma c’è dell’altro. La pittura di Sironi è anche una lezione di grandezza. Le due cose combaciano nelle sue opere come le valve di una conchiglia. Tragedia, cioè drammaticità, tensione, espressionismo, romanticismo. Grandezza, cioè forza, equilibrio, solennità, classicità». Info Costo del biglietto: € 12,00 intero; € 9,00 ridotto Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 22.00; domenica 9.30 – 20.30 La biglietteria chiude un’ora prima Per informazioni: tel. 06/6780664; www.comunicareorganizzando.it Prevendite: 06 32810811; www.ticketone.it  
CONDIVIDI
Video
Segui Leonardo su:

Via Tiburtina 924, 00156 Roma tel. +39 06.43224.1 fax +39 06.43224.777 - Via Boccaccio 4, 20123 Milano tel. +39 02 55410.829 fax +39 02.55410.734

www.ltmultimedia.tv - corporate@ltmultimedia.tv