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Una casa design a Messina

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Camere d'artista: il design italiano 1930-1960

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Immaginate di poter compiere un viaggio a ritroso nel passato e di ritrovarvi catapultati, al termine del tragitto, in un’abitazione degli anni Cinquanta, impeccabile e funzionale o, poco più avanti nel tempo, di finire in una stanza d’albergo degli anni Sessanta, raffinata e briosa. È quanto offre la mostra a cura di Lorenzo Ciompi “Camere d’artista. Il design italiano 1930 1960”, in programma dal 24 luglio al 14 settembre nella sede di Villa Bertelli a Forte dei Marmi, una celebrazione della decorazione d’interni e del design italiano nell’arco temporale, compreso tra gli anni Trenta e i Sessanta, che ha segnato la supremazia assoluta del nostro Paese in ambito internazionale, partecipando alla costruzione del mito del Made in Italy e al suo radicamento nella memoria collettiva. Ma la qualità dell’esposizione, alla quale partecipano molti degli importanti pezzi della collezione personale di Lorenzo Ciompi, è legata anche alla novità del progetto espositivo, che presenta sedute, tavolini, scrivanie, lampade inserite in soluzioni d’arredo coordinate, che ben delineano lo stile dell’epoca al quale ogni singolo pezzo risale.   Il visitatore può così apprezzare, a distanza di oltre mezzo secolo, una sala da pranzo di Ico Parisi del 1952 con i Mobili Italiani Moderni di MIM; una camera d’albergo realizzata da Gio Ponti nel 1964 e una camera da letto del 1930 di Maurizio Tempestini, l’architetto che, con l’ingegnere Nello Baroni e il paesaggista Pietro Porcinai, tra gli anni Trenta e i Quaranta del secolo scorso firmò progetti di grandissimo pregio in Versilia, tra i quali La Capannina di Forte dei Marmi. Sono una testimonianza di questi interventi i bellissimi acquerelli preparatori realizzati da Tempestini per presentare alla committenza i suoi progetti, vere  opere d’arte se paragonate ai progetti in AutoCad dei giorni nostri. I cultori dell’arte tout court troveranno un’ottima ragione per visitare l’esposizione anche nella presenza di alcune opere di Lucio Fontana, come il Concetto Spaziale dipinto su vetro del 1953.  Omaggio alla tv da parte del padre dello spazialismo, non a caso è il capostipite della collezione di Lorenzo Ciompi che riuscì ad aggiudicarselo a un’asta all’inizio della sua carriera di attore. Al termine della mostra, sarà possibile acquistare i pezzi esposti da Compendio Gallery (www.compendiogallery.com). di Anita Laporta

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Lampade da esterno a led

Outdoor

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Abitare nel mondo

Philomena Merckoll inizia la sua avventura a Marrakech in un giorno di primavera del 2005, durante un soggiorno in Marocco. “Ho amato il Marocco da subito”, racconta Philomena, che è cresciuta a Londra e che per motivi di studio ha vissuto a Dublino, Parigi, Berlino e New York, maturando un’esperienza che l’ha portata a lavorare con successo nel campo dell’arte contemporanea. GUARDA LA PHOTOGALLERY DEL RIAD [caption id="attachment_21419" align="alignnone" width="622"] Vista del cortile principale dall’alto e nell’ingresso, a parete, arazzo antico egiziano e pavimento in marmo bianco e nero a scacchiera.[/caption] Per arrivare a vedere il riad Mena come si presenta oggi ai nostri occhi, il percorso di ristrutturazione e modernizzazione è stato lungo e tortuoso, come racconta Philomena: “ Per completare il tutto ci sono voluti sette anni! Qui a Marrakech c’è un ritmo di vita tanto diverso”. [caption id="attachment_21417" align="alignnone" width="622"] Nella sala da pranzo, pavimento originale con disegno marocchino; sedie e tavolo neri Tulip di Knoll International.[/caption] Determinante è stato l’incontro con l’interior designer Romain Michel Ménière, anche lui arrivato a Marrakech dopo esperienze di vita vissuta in diverse città europee e diverse esperienze lavorative nel fashion system e nell'interior design.   Indubbiamente il back-ground di Philomena e Romain Michel è ricco non solo di esperienze ma anche di personalità e per questo anche la loro collaborazione, legata alla scelta e alla ristrutturazione del riad Mena, è stata intensa e a volte anche carica di tensioni e discussioni. [caption id="attachment_21418" align="alignnone" width="622"] Il salottino, con poltrocine realizzate su disegno da un artigiano locale; tavolini bassi africani; libreria in muratura; opera sul camino dell’artista Anton Zolotov; tappeto della Mauritania.[/caption] Con una superficie totale di 480 metri quadrati, il riad Mena è stato ristrutturato rispettando l’architettura marocchina e i metodi di costruzione tradizionali. Ultimato nel 2013, il riad si sviluppa su due piani; al piano terra i soffitti sono alti 5 metri circa, mentre al primo piano, nella zona delle camere da letto, i soffitti raggiungono l’altezza massima di 3,5 metri. [caption id="attachment_21408" align="alignnone" width="622"] In bagno, con pareti rifinite in tadelakt nero, armadio in legno realizzato su misura da un falegname locale.[/caption] Al piano superiore i cambiamenti sono stati radicali e, per un maggior comfort delle stanze da letto, sono stati aggiunti camini e bagni. [caption id="attachment_21414" align="alignnone" width="622"] In cucina, sedie in legno anni ‘50, di fattura italiana, acquistate in un negozio di antiquariato di Marrakech; pavimento originale marocchino dismesso da un riad adiacente e rimontato; credenza in legno di artigianato locale su disegno di Romain Michel Ménière; sulle mensole in muratura, tagine in ceramiche locale, teiere di fattura locale, sottopiatti in paglia intrecciata.[/caption] [caption id="attachment_21411" align="alignnone" width="622"] La camera da letto di Barbara, mamma di Philomena; comodini su disegno in vetro e metallo bianco, lampade acquistate da un antiquario locale; copriletto indiano del negozio di Mustapha Blaoui; l’opera sul camino è una tela di sacco di patate acquistata al mercato delle pulci di Marrakech.[/caption] “Il riad ha ora il suo linguaggio e la sua forza espressiva”, conclude Romain Michel Ménière. “Mi piace ricevere la sua energia, sembra che sia stato sempre come è oggi; è vicino al mio stile, al mio gusto e riflette, naturalmente, anche quello di Philomena: un riad giovane, fresco e gioioso”. GUARDA LA PHOTOGALLERY DEL RIAD di Robert Paulo Prall foto di Gianni Franchellucci
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Come arredare casa

Decidere e montare le tende alle finestre è il momento per definire l'aspetto e l'atmosfera di una stanza. Ogni tipo di finestra ha la sua tenda ideale e non è solo il tessuto da considerare ma anche la piega  e la lunghezza della tenda. [caption id="attachment_21456" align="alignnone" width="622"] Tende per interni Christian Fischbacher[/caption] Tendaggi o tende per interni ? I termini tende e tendaggi sono spesso usati come sinonimi, ma in realtà c'è una differenza e sta nell'effetto e nell'utilizzo che desideriamo dalle tende per le finestre. I tendaggi sono generalmente realizzati con tessuti più pesanti e sono montati per bloccare la luce durante il giorno e tenere il calore durante i mesi più freddi. I tendaggi di solito sono montati dal pavimento al soffitto. I drappeggi realizzati con i tendaggi, che hanno uno stile più formale, sono  generalmente più costosi a causa della fodera e tessuto in più necessari per fare la piega. Le tende invece, tendono ad essere meno formali, i tessuti sono più leggeri e generalmente le tende sono meno costose dei tendaggi perchè richiedono meno tessuto. Come scegliere le tende per interni Quando si sceglie una tenda, è importante pensare allo stile della stanza e dell'arredamento e non c'è da scegliere solo il tessuto per la tenda ma anche il tipo di drappeggio. Questi sono i più comuni. [caption id="attachment_21459" align="alignnone" width="622"] Pieghe e drappeggi per le tende[/caption] photo credit www.ehow.com I primi quattro drappeggi, da quelli alla francese a quello europeo, sono più  adatti ad ambienti formali mentre gli ultimi tre sono più adatti ad ambienti moderni. Tende per interni: la scelta della lunghezza Se si desidera avere un look più casual e rilassato, appendere le tende in modo che il pannello si bloccchi a circa 1/2 metro dal pavimento. Per un look più formale, la tenda dovrebbe essere lunga fino a sfiorare il pavimento o si può creare l'effetto "pozzanghera" con il tessuto più lungo sul pavimento. Tende per interni: come montarle Montare le tende può sembrare un'operazione abbastanza semplice, ma in realtà ci sono alcune regole molto semplici da seguire che renderanno la vostra stanza più alta e più profonda. [caption id="attachment_21461" align="alignnone" width="622"] Come montare le tende alle finestre: il primo esempio è quello corretto, mentre nel secondo le tende tendono a non dare altezza e profondità alla stanza[/caption] photo credit www.ehow.com Bisogna sempre montare le tende sopra la cornice della finestra mentre generalmente si ha la tendenza a posizionare l'asta della tenda direttamente sopra il telaio della finestra. Come punto di riferimento utilizzate la cornice del soffitto: l'asta della tenda deve essere posizionata poco sotto. Questo attira lo sguardo verso l'alto, allungando lo spazio e facendolo apparire più alto. Se siete alla ricerca di un look più casual, quando si misura la lunghezza della tenda, assicuratevi di tenere conto del tessuto in più necessario ad avere le tende che sfiorano appena il pavimento con l'asta montata appena sotto la cornice del soffitto. Le tende a pannello [caption id="attachment_18150" align="alignnone" width="622"] Tende a pannello di Resstende con il sistema automatico "QMotion"[/caption] Le tende per interni a pannello Le tende a pannello sono la scelta ideale per chi vuole dare un look moderno alla casa. In total white, oscuranti o con fantasie, le tende a pannello sono una scelta funzionale e molto originale. Leggi anche: Tessuti d'arredo per la primavera/estate 2014 Come pulire vetri e finestre  
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Tendenze Design

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